Io e noi

All’inizio, i suoi passi sembrano essere governati dalla legge del due o dei multipli del due. Studia in due città: dapprima Disegno industriale allo IUAV di Venezia e poi la laurea specialistica al Politecnico di Milano.

Ancora studente, Alberto Ghirardello si fa le ossa in due studi: inizia da Bartoli Design e, nel 2010, passa a lavorare da Giulio Iacchetti, con il quale si laurea, nello stesso anno, e instaura una collaborazione che terminerà due anni dopo. Infine, quando nel 2013 fonda a Milano il proprio studio di progettazione, per altri due anni i lavori sono spesso firmati a quattro mani con Irene Sartor.

Il suo lavoro nasce da un’attenta osservazione del quotidiano, della vita di tutti i giorni, dai piccoli problemi da risolvere con soluzioni semplici, come nel caso della raccolta differenziata o della protezione di pareti e maniglie contro gli urti che l’apertura di porte e finestre può comportare.

Serissimo e scanzonato, come certe maschere veneziane, unisce nei suoi progetti tecnica, garbo, colore, gioco e anche una sorta di anima ‘vibratile’, come lui stesso racconta: “Mi piace infondere un elemento poetico, emozionante, un qualcosa capace di generare sorpresa, ironia o semplice simpatia, che faccia vibrare il prodotto di vita propria, anche se solo per un attimo.”

Si definisce un designer a 360 gradi e lo si poteva già capire dai concorsi a cui ha preso parte – tra il 2007 e il 2013 –  risultando più volte vincitore, prestando la sua intelligenza a illustrazioni o arredi, a un francobollo celebrativo o a un racconto per Alessi, a una custodia per orologi ispirata a una scatola di sardine o a un appendi-abiti simbolico sull’Unione Europea.

In sintonia con una nuova generazione di designer che passa volentieri dall’io al noi, Ghirardello progetta non solo oggetti, ma punti d’incontro, passaggi, evoluzioni.

Ne sono esempio Paths, installazione a due vie dove si incrociano i designer esordienti e i manager con un vissuto aziendale, così come il tavolino Sesto, nato in risposta alla sfida lanciata da Leroy Merlin Italia con Design Lab, in cui giovani designer sono chiamati a progettare arredi realizzabili da chiunque utilizzando i prodotti reperibili negli store e sul sito.

Per costruirsi Sesto, l’utente co-designer diventerà artigiano e imparerà a utilizzare la curvatubi, strumento tipico dell’idraulica, che qui si rivela essenziale per mettere in ‘sesto’ le gambe!

Testo di Virginio Briatore