Il tesoro nascosto

Una casa-paesaggio concepita come una cabana perfettamente incastonata nella bellezza dirompente della natura di Paraty in Brasile. Un progetto di Thiago Bernardes, figlio d’arte dell’architettura carioca

 

Progetto Bernardes Arquitetura
Foto Leonardo Finotti – Testo Antonella Boisi

 

È raggiungibile soltanto via mare (quando l’Oceano lo consente) questa casa per i weekend costruita in un luogo paradisiaco nei pressi della città di Paraty, la più meridionale dello stato di Rio de Janeiro, un gioiello sulla costa verde brasiliana.

Thiago Bernardes l’ha pensata e disegnata a propria immagine e somiglianza, come una cabana a misura d’uomo, una perla tra le perle, adottando il modello abitativo che fu di un pescatore della zona. Il manufatto architettonico è stato realizzato con una tecnica di prefabbricazione in soli quindici giorni, con l’idea di minimizzarne l’impatto sulla foresta tropicale.

La fitta vegetazione che l’avvolge, indipendentemente dalle altre due case che sorgono sullo stesso terreno di rocce vulcaniche e natura selvaggia esteso fino alle acque cristalline del mare, dichiara subito la forte suggestione del paesaggio come paradigma di riferimento del progetto.

D’altronde Thiago Bernardes, classe 1974, studi a Rio de Janeiro, San Paolo e Lisbona, ha respirato in famiglia, fin dagli esordi del suo percorso professionale, un assoluto rispetto per il contesto d’intervento: il padre Cláudio, prematuramente scomparso, e il nonno Sergio avevano trovato nel paesaggio e nella tradizione costruttiva artigianale le fonti creative di impareggiabili architetture moderniste (spesso sull’acqua) in chiave sud-americana.

Thiago tiene alta come una bandiera la memoria di questa cifra culturale: l’architettura carioca coniuga citazioni colte con tecniche e materiali poveri, elementi primitivi e colore. Niente di più e niente di troppo. Le Corbusier a proposito del suo Cabanon a Roquebrune-Cap-Martin, in Francia, dichiarava che a un “uomo nudo in vacanza non serve molto più di un letto, servizi, un tetto e la vista del sole che risplende sul mare”.

L’interpretazione di Thiago per il suo existenz minimum si riconduce alla proposta di una scatola semplice e sofisticata, definita da una forma irregolare ma archetipica: un grande vuoto con una copertura a falda e il tradizionale sistema trave-pilastro in legno, il materiale prediletto adottato anche per i pavimenti, gli infissi minimali, i pannelli dipinti con vivaci colpi di rosso e di blu, le persiane scorrevoli che lasciano entrare la luce e la brezza, dando la sensazione di un’ampia e ininterrotta terrazza belvedere.

La zona living-veranda della cabana, pensata per stare con gli amici e godersi molti momenti di convivialità, si apre completamente, sia all’interno che verso l’esterno, alla relazione con i colori esuberanti del luogo. Alle sue spalle, la cucina e la zona notte, che comprende una stanza da letto con persiane gialle e il bagno dedicato, presentano un’immagine più tradizionale, discreta e appartata. ll clima a Paraty è tropicale, caldo e umido.

Per questo il progettista ha posto una particolare attenzione all’orientamento e alla ventilazione naturale degli ambienti, nonché alla protezione di pareti e aperture dagli agenti atmosferici. Ci pensa poi la pelle della costruzione a conferire quell’atmosfera misurata di calore, accoglienza e sobria intimità degli spazi abitativi, dove pare che il tempo si sia fermato.