Grande protagonista del primo numero primaverile la natura, che domina nelle architetture di Jean Nouvel, OMA, Jakob+MacFarlane, ArcgencY, Umberto Zanetti/ZDA, da Abu Dhabi a L’Aja, da Boulogne-Billancourt a Copenhagen, fino a Sankt Moritz.

I progettisti ne hanno fatto il parametro di riferimento elettivo nei loro interventi sperimentali, su tipologie contestuali specifiche: il museo-isola, l’edificio governativo-green, la villa-albero, la casa-gru sul mare, l’appartamento montano.

Si possono costruire città migliori, a partire dalla considerazione della natura come fonte di ispirazione estetica e formale? Bill e Chris Sharples, fondatori di SHoP Architects, ci offrono la loro chiave di lettura.

Ma la natura è il tema di indagine anche delle nostre pagine dedicate al design. I riferimenti all’ambiente naturale sono da sempre presenti nella storia dell’abitare umano come tracce di conquista. A questo desiderio antropologico di dominazione, il progetto ha risposto e risponde con diversi approcci, che vanno dall’atto ideologico dei gruppi radicali al gesto poetico di un designer come Tord Boontje. Oggi la riflessione si concentra sui cambiamenti della terra causati dall’uomo, quindi su un concetto di natura mortificata rispetto al quale il design assume un nuovo ruolo di critica sociale.

Continuiamo con una rassegna di arredi d’ispirazione zoomorfa che ci conduce in una sorta di zoo surreale e gioioso. Un modo leggero per ricordare che compito del progettista è preservare la bellezza del creato, ma anche la piacevolezza del nostro piccolo habitat domestico.