Alla mostra Human Spaces, l'installazione Abitare il Paese / Open Nests firmata da Ico Migliore e Mara Servetto per CNAPPC, una rete di elementi sospesi e intrecciati che rimanda alla relazione tra qualità dell'ambiente e pratica progettuale

Il Progetto “Abitare il Paese” è stato lanciato nel corso dell’VIII Congresso nazionale degli architetti italiani (CNAPPC) per adottare politiche pubbliche per le città e avviare un programma nazionale di rigenerazione urbana. Un piano d'azione che concentri le risorse economiche verso progetti urbani integrati, esemplari in termini di eccellenza ambientale e innovazione, e che pongano al loro centro la persona.

Valori rappresentati nell’installazione "Abitare il Paese / Open Nests" di Migliore + Servetto Architects nella Hall dell’Aula Magna dell'Università degli Studi di Milano. Un progetto basato su un doppio livello di contenuto a cui corrispondono due piani di narrazione ambientale.

Il primo è quello della connessione come sintesi, fisica e concettuale, delle relazioni che il Consiglio costruisce per sensibilizzare sullo stretto rapporto tra qualità progettuale e finale dell’ambiente che ci circonda; il secondo, quello della condivisione, ha come riferimento iconico il tavolo da lavoro dell’architetto, spazio di incontro e di elaborazione di idee.

"Abbiamo voluto creare una rete di relazioni sia fisica sia concettuale, coinvolgendo un pubblico allargato e internazionale", racconta Mara Servetto. Abbiamo trasformato un'area di passaggio in uno spazio dello stare e in un luogo di identità. Uno scenario per costruire relazioni, composto da elementi sospesi e intrecci in dialogo con la luce e l'ambiente circostante".

Uno spazio narrativo in dialogo con lo spazio architettonico, uno spazio di accoglienza e di ascolto da cui emerge un forte senso di appartenenza.

"Abbiamo creato un tavolo delle idee e delle affermazioni, per riflettere sui temi attuali legati all'abitare e al ruolo dell'architetto", ha proseguito Ico Migliore. "Temi che sono architettura, persone, infrastrutture e natura."

Una installazione che si interroga su queste tematiche e dove è possibile lasciare il proprio contributo rispondendo alla domanda "Tu cosa ne pensi?"

Testo di Danilo Signorello - Foto di Efrem Raimondi