INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

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Campamac
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Campamac

L'architetto Fabio Ferrillo ha ideato la nuova 'Osteria di livello' nel cuore delle Langhe
Data Pubblicazione: 27 November 2017

Campamac – Osteria di livello è il nuovo ristorante dell’imprenditore Paolo Dalla Mora e dello chef stellato Maurilio Garola, progettato e realizzato da Fabio Ferrillo a Barbaresco (Cuneo).

Campamac – parola dialettale piemontese usata come incoraggiamento, che significa dacci dentro – è un luogo accogliente, una cucina fresca e di qualità, una cantina, una bottega in cui tutto è in vendita: salse e marmellate fatte in casa, vini e tartufi, il pane fresco che viene sfornato ogni giorno, la carne selezionata, ma anche piatti, bicchieri, pezzi di design e persino opere d’arte.

Fabio Ferrillo ha ideato un luogo caldo e raffinato, di sapore, che richiama la tradizione delle Langhe, ma che ne interpreta il dna in chiave contemporanea, un’osteria di livello, appunto.

Il giovane architetto ha disegnato ogni singolo dettaglio, dalle lampade ai tappeti di marmo a tutti i pezzi d’arredo, lasciando che le pareti in cemento si ricongiungessero all’edificio – e dunque al borgo di Barbaresco – ma filtrando la visuale verso l’esterno attraverso una quinta di verde, tropicale.

Una scala quasi nascosta conduce al secondo cuore dell’esperienza Campamac, oltre alla cucina tecnologicamente all’avanguardia a vista e alla bottega che vuole essere cocktail bar: il vino, che ricopre per intero le pareti dello stesso colore del tufo e degli infernòt in cui viene custodito, al sicuro, sotto terra.

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De Castelli a Stoccolma
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De Castelli a Stoccolma

L'azienda specializzata nella lavorazione dei metalli inaugura il primo flagship store oltre i confini italiani, confermando il suo trend di espansione all’estero
Data Pubblicazione: 24 November 2017

De Castelli apre nella capitale svedese la sua Metal Projects Factory e sceglie un palazzo storico nel quartiere di Östermalm, dove si concentrano la maggior parte dei marchi internazionali, le case d’aste e gallerie di antiquariato, i migliori negozi specializzati in design e interior.

 

Grazie alla collaborazione con un partner locale, che si occuperà della gestione dello spazio e dello sviluppo business, il flagship store svedese diventerà il punto focale di tutta la distribuzione per la regione scandinava, posizionandosi in un mercato strategico come quello nordeuropeo.

De Castelli Flagship Store Stockholm sarà un ambiente totalmente dedicato ai metalli e alle finiture per valorizzare la continua ricerca sviluppata dall’azienda.

Uno spazio aperto a presentazioni, eventi e installazioni per raccontare il brand e il suo know-how, un luogo dove fare networking e incontrare i progettisti, all’interno del quale architetti e interior designer potranno confrontarsi, lasciarsi ispirare da idee e suggestioni, trovare assistenza e soluzioni innovative per i progetti e le realizzazioni contract.

Oltre alla materioteca, l’allestimento ospiterà una selezione di arredi e complementi delle collezioni De Castelli e permetterà inoltre di presentare le superfici per pareti e pavimenti che rappresentano il percorso progettuale più recente intrapreso dall’azienda.

Questa apertura è un segnale dell’attenzione che l’azienda riserva ai mercati esteri e conferma il trend di espansione, passato in 2 anni dal 58% al 73% di export.

De Castelli si dimostra un brand di riferimento nel panorama dell’alto artigianato, in continua crescita con una performance di fatturato del +60% dal 2015 al 2017.

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Lisa Corti raddoppia a Milano
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Lisa Corti raddoppia a Milano

Data Pubblicazione: 24 November 2017

Il nuovo negozio Lisa Corti ha da poco aperto in via Gian Giacomo Mora 12, a pochi passi da via Torino.

Uno spazio dedicato alla linea di abbigliamento e accessori della designer milanese, che mantiene intatto il fascino senza tempo delle creazioni proposte dall’azienda.

Un piccolo gioiello che ricorda nello stile e nelle atmosfere il più grande e conosciuto negozio di via Lecco 2.

La struttura è classica: una colonna al centro a suddividere idealmente lo spazio ed eleganti stucchi al soffitto si sposano alla perfezione con gli arredi di stampo orientale e coloniale e con le stampe dei capi di abbigliamento che, anche nella stagione invernale, trasportano in atmosfere calde e senza tempo, da Milano all’India passando per l’Africa a il Giappone.

 

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New Dry
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New Dry

Lo studio Vudafieri Saverino Partners ha ideato il nuovo Dry Milano: tra pizze gourmet, cocktail e interior design
Data Pubblicazione: 23 November 2017

Per la seconda apertura milanese di Dry Milano, lo studio Vudafieri-Saverino Partners di Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino ridefinisce i temi dell’accoglienza nel settore food&beverage, rielaborando il rapporto tra persone e servizi, estetica e funzione, segno e messaggio.

Posto all’angolo tra viale Vittorio Veneto e via Manuzio, il progetto valorizza la duplice esposizione della location grazie a tredici vetrine e un dehor sui Bastioni.

Il tema architettonico pone al centro la progettazione del rapporto con le persone, come nella scelta di eliminare il filtro tra chi lavora e chi è servito. Ne consegue una distribuzione dello spazio non gerarchica tra luogo del cliente e luogo dello staff.

Dry Milano è una pizzeria nella quale i codici estetici classici vengono sovvertiti: con il forno che non si vede, video di arte anziché di sport, una persistente disomogeneità tra funzioni e luoghi.

Il decor mixa elementi d’epoca con altri più moderni, per un layout contemporaneo: il pavimento in legno si contrappone ai muri storici, lasciati in parte grezzi.

Il disegno dei tavoli – primari, nella loro semplicità – è un omaggio alla poetica di Aldo Cibic.

I materiali sono lavorati in modo inconsueto, come per la ceramica da pavimenti utilizzata sulla superficie dei tavoli in tre tonalità, con bordi in ottone ruvido. 

L’ottone caratterizza la maggior parte delle finiture d’arredo come anche le luci.


I lampadari sono costruiti avvitando vecchi portalampade con lampadine ad incandescenza di recupero o, ancora, attorcigliando ghirlande luminose da giardino attorno semplici barre.

I separé a tutta altezza – ottenuti sovrapponendo tavoli e pensili da cucina – delimitano gli spazi aperti rendendoli più intimi.

Per quanto riguarda la cucina, lo chef Andrea Berton inventa un tema food different, arricchendo la formula vincente del primo Dry Milano.

 

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