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Una storia familiare
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Una storia familiare

Laura Fontanot, vice presidente di Fontanot che quest'anno compie 70 anni, racconta la sua esperienza di imprenditrice
Data Pubblicazione: 10 November 2017

Fontanot ha contribuito a trasformare il settore delle scale in una oasi del design. Una storia familiare che quest’anno festeggia 70 anni e vede, tra i protagonisti, una donna, Laura Fontanot, vice presidente dell’azienda, che con passione ha portato l’impresa di famiglia al raggiungimento di risultati eccellenti divenendo un esempio del savoir faire italiano, nonché partner d’eccellenza per grandi progetti internazionali con affermati designer.

Il design è stato a lungo un settore che vede poche donne ricoprire ruoli dirigenziali, è ancora così? In parte è ancora così. Da bambina mi intrufolavo nella falegnameria dove architetti, artigiani e ingegneri – insieme al mio babbo – immaginavano e poi realizzavano le scale. Per me il design è qualcosa che sento dentro e non avrei mai potuto pensare a un altro mestiere.
Sono stata fortunata: nel 1993 in azienda si liberò un posto nell’ufficio comunicazione e mio padre mi affidò questo ruolo, ma da li in poi ho dovuto dimostrare di valere la fiducia che era stata riposta in me.
Purtroppo ancora oggi, le donne devono dimostrare sempre qualcosa mentre agli uomini no. Sempre più donne, come del resto accade in altri settori, stanno scalando le gerarchie ma è ancora tutto troppo complicato e credo che per riuscire ad emergere dobbiamo sfruttare le nostre unicità, la nostra capacità di comunicare in modo semplice e non imitare gli uomini.

Quali sono le caratteristiche che rendono moderna l’azienda? Siamo certamente un’azienda moderna e all’avanguardia sotto molti punti di vista. Siamo coscienti di dover essere presenti su ogni canale commerciale, per sfruttare al massimo le opportunità di vendita disponibili e per aumentare la visibilità e notorietà del marchio.
Siamo presenti sul canale del retail, del web, della gdo e del contract con una organizzazione interna/esterna che utilizza tutti gli strumenti ad oggi disponibili per essere in contatto con i clienti. Tutto il mondo social, gli incontri “one to one” con gli architetti, le presentazioni alla stampa, ecc… è tutto orchestrato, presidiato e monitorato da persone esperte qualificate.
Crediamo nella sicurezza e infatti utilizziamo il sistema gestionale SAP integrale. Per ultimo, ma non certo per importanza, anzi, siamo un’azienda managerializzata. Collaboriamo con società di consulenza specializzate per progetti mirati, insomma, siamo i protagonisti dei nostri tempi, ma con occhi attenti al futuro.

Quest’anno festeggiate i 70 anni, com’è cambiato il mercato dell’arredamento in questi decenni? Con la globalizzazione e la crisi economica, la differenza la fa la cura del dettaglio e l’utilizzo di nuove tecnologie. Se infatti, da un lato, vi è la spietata concorrenza, contemporaneamente la qualità e la ricerca tecnologica rivestono più che mai un ruolo da protagonista.
Utilizziamo quindi per ogni nostro progetto materiali certificati assicurando standard di sicurezza altissimi e sfruttando ogni canale possibile. Da qui la grande importanza dell’e-commerce che integra la grande offerta del punto vendita fisico dandoci la possibilità di raggiungere un pubblico sempre più vasto.

Il made in Italy che voi rappresentate è ancora un valore a livello internazionale? Certamente, nonostante tutto, il made in Italy è ancora un valore aggiunto e con Milano quale piazza privilegiata. Mi piace però pensare che le scale che produciamo siano il trait d’union tra le diverse anime dell’arredamento italiano.
Paesi come la Francia o la Spagna, la Germania, l’Inghilterra ed anche gli Usa ci stanno dando molte soddisfazioni, ma non solo. L’internazionalizzazione dell’offerta è la chiave per alimentare il desiderio di italianità del cliente straniero. La mia formazione scolastica in scenografia mi ha aiutato a immaginare gli spazi e in questo lavoro l’immaginazione è fondamentale.

Fontanot è un’azienda familiare, come mai i brand italiani di maggiore successo conservano ancora questa caratteristica? Mi sembra una cosa bellissima. Con mio padre Enzo, ad esempio, abbiamo una specie di rapporto simbiotico: lui è mio mentore, un esempio da seguire sia per me che per i miei fratelli, Francesco presidente e Michele project manager dell’ufficio ricerca e sviluppo, con i quali condivido le responsabilità in azienda.

Non tutte le aziende famigliari sono un successo, infatti il segreto risiede nella passione genuina con la quale si intraprende un cammino.Orgogliosa di questa azienda? Molto. Ma non solo perchè è “di famiglia”… ma perchè penso che abbiamo fatto grandi cose. Collaborato a progetti incredibili come il Bosco Verticale, il Pavillon Unicredit bilanciando tradizione e modernità.

Progetti per il futuro? Continuare in questa direzione perchè 70 anni non ci bastano. Grazie alle collaborazioni con designer ed architetti provenienti da ogni angolo del pianeta, vogliamo dimostrare che il design non conosce confine e che l’eccellenza italiana può ancora dire la sua.
Il piano industriale dei prossimi tre anni è incentrato su 3 punti. Lo sviluppo di nuovi mercati nel far east, un forte investimento nel mercato americano dove la nostra controllata è cresciuta nell’ultimo triennio in doppia cifra e il rafforzamento del brand in Europa attraverso una strategia multicanale. Pensiamo che tali linee di sviluppo ci permetteranno di internazionalizzare fortemente il nostro Gruppo, raggiungendo l’obiettivo che ci siamo prefissati ovvero crescere ogni anno un po’.

Un consiglio per le donne imprenditrici? Non arrendetevi! Quando vi dicono che è un lavoro da uomini, che si devono fare le cose in un certo modo, non abbiate paura di infrangere gli schemi. Io l’ho sempre fatto “ride”.

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Tradizione e innovazione
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Tradizione e innovazione

Le soluzioni custom-made Italamp impreziosiscono il Restaurant Belvédère dell’Hotel Steigenberger a Davos, Svizzera
Data Pubblicazione: 10 November 2017

Essenziali anelli in metallo di differenti diametri, disposti in una combinazione che si snoda seguendo l’andamento dello spazio, conferiscono al Restaurant Belvédère dell’Hotel Steigenberger recentemente rinnovato un aspetto contemporaneo, mantenendo il calore e l’atmosfera dello storico edificio.

Per le pareti sono state scelte le particolari applique Ghipur, che ricordano i tradizionali merletti, personalizzate con il logo dell’hotel e con immagini che evocano l’ambiente montano, rendendo ancora più confortevole l’ambiente.

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L’eccellenza italiana si rinnova
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L’eccellenza italiana si rinnova

Il nuovo forno dello stabilimento di Cuneo di AGC Flat Glass Italia. Un investimento di oltre 20 milioni di euro che guarda al futuro del territorio e un progetto pilota a livello mondiale all’insegna dell’industria 4.0
Data Pubblicazione: 9 November 2017

AGC Flat Glass Italia ha inaugurato settimana scorsa il nuovo forno dello stabilimento di Cuneo alla presenza del presidente e Ceo Takuya Shimamura, dei vertici europei AGC, del presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e del sindaco della città Federico Borgna. Oggi ha aperto le porte alla stampa.

Per il nuovo forno, risultato di un processo di riparazione a freddo durato circa tre mesi, l’investimento è stato previsto non solo in funzione dell’impatto positivo che avrà sulla produttività dell’impianto e dei benefici ambientali attesi, ma anche nella prospettiva di rinnovare l’attuale gamma prodotti migliorandone le performance.

Lo stabilimento rappresenta per il Gruppo un progetto pilota a livello mondiale – Factory of the Future – all’insegna dell’industria 4.0: sistemi evoluti di digitalizzazione delle informazioni, control loop, memorizzazione dei dati in server virtuali (Cloud).

Il progetto che parte da Cuneo si basa sulla raccolta e la standardizzazione di tutti i dati relativi ai processi produttivi: le informazioni sono lavorate da un’intelligenza artificiale attraverso algoritmi complessi per ottenere un più alto livello di comprensione delle fasi di produzione con l’obiettivo di migliorarne e ottimizzarne le performance.

Siamo orgogliosi dell’operazione che abbiamo condotto nel Plant di Cuneo. In una fase storica nella quale le aziende tendono a delocalizzare la produzione, il Gruppo AGC non solo ha confermato la propria fiducia nel mercato italiano, ma ha potenziato lo stabilimento con un investimento importante sia in termini finanziari, sia per l’impegno industriale di lungo termine che da esso deriva”, ha sottolineato Domenico Molina, Cuneo Plant Manager di AGC Flat Glass Italia.

Il progetto consentirà di aumentare la capacità dell’impianto, riducendo il consumo di energia del 25%, con un impatto positivo sui suoi rendimenti e sulla qualità del prodotto. 

Parallelamente alla riapertura del nuovo forno, proseguono i lavori del progetto Wedge Power di cogenerazione e teleriscaldamento attuato da AGC Flat Glass Italia in joint venture con High Power.

Il sistema permetterà allo stabilimento di Cuneo di usufruire dell’energia elettrica prodotta da Wedge Power, riducendo i costi del processo di produzione del vetro, e contemporaneamente alimenterà una rete di teleriscaldamento a servizio delle utenze pubbliche e private della città.

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Acqua e aria
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Acqua e aria

Data Pubblicazione: 9 November 2017

Azimut è il soffione antoniolupi da parete o soffitto che miscela acqua e aria per garantire il massimo benessere e un consumo responsabile dell’acqua.

Un cilindro compatto, essenziale, preciso, una forma che rimanda immediatamente ad altre funzioni, un’immagine che è la sintesi di tecnologia e design: Azimut è il soffione a soffitto e a parete in acciaio inox e Derlin nero, che ha nello snodo speciale il cuore del progetto.

L’estetica svolge un ruolo fondamentale nella definizione del progetto. L’eleganza dell’acciaio satinato, gli equilibri proporzionali misurati e la compattezza della forma ne fanno un oggetto dall’anima contemporanea.

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