Non è facile distinguersi a Londra, soprattutto se si è all’ombra degli avveniristici grattacieli della City. Ci sono riusciti i giovani creativi di Bogle Architects reinventando l’ingresso di 140 Fenchurch Street.

Tratto caratterizzante del progetto è la parete che separa il piccolo atrio, allestito con un banco reception, dalla strada.

La composizione propone una raffinata geometria seriale di pannelli metallici dalla forma convessa, che raccorda spazio interno e facciata attraverso un unico elemento di separazione e, al contempo, di transizione.

Forme, colori e luci scorrono sulla matrice di fluide superfici convesse, creando un caleidoscopio di immagini in movimento che sembrano penetrare in profondità, attraverso la parete, oppure emergere da essa, senza sosta.

La parete in acciaio inox lucidato e vibrato e il banco reception nello spazio d’ingresso di 140 Fenchurch Street sono opera di Marzorati Ronchetti, la “sartoria del metallo”, riferimento mondiale di questo tipo di lavorazioni.

La sottostruttura della parete è agganciata alle strutture portanti dell’edificio, mascherate da tre pannelli a tutt’altezza (uno parallelo alla facciata, gli altri due posti a lato rispetto alla porta d’ingresso), composti da elementi curvilinei di larghezza variabile (da 205 a 223,5 mm) a formare un vero e proprio volume scultoreo che accompagna il percorso dei visitatori.