This will be the place

Introdotto da una prefazione di Barbara Lehmann, che ne inquadra la pubblicazione nella storia di Cassina e nella continua ricerca sugli interni che caratterizza l’azienda, il libro si apre con quattro interviste e un saggio sul tema della casa del futuro realizzate dal curatore Felix Burrichter, il creativo fondatore della rivista americana Pin-Up, ad altrettanti esperti dell’argomento.

 

Ne emergono visioni diverse che portano il lettore a riflettere sul senso del vivere oggi.

Per la storica dell’architettura ed accademica di Princeton Beatriz Colomina il XXI secolo sarà il secolo del letto, da dove potremo muovere il mondo grazie alle nuove tecnologie.

Secondo l’architetto berlinese Arno Brandlhuber la casa del futuro vedrà l’abbattimento dei muri e una maggiore fluidità progettuale.

L’architetto cinese Zhao Yang prevede invece un ritorno alla natura e alla tradizione quale reazione all’eccessiva pervasività della tecnologia digitale e come soluzione alla concretizzazione delle città.

Ad accomunare tutti è l’idea che per ragionare sul futuro si debba conoscere il passato ed essere assolutamente radicati nel presente, come sostiene il designer Konstantin Grcic nella quarta intervista.

 

 

Chiude questa prima sezione un saggio antologia dell’architetto, artista e musicista finlandese Martti Kalliala, in cui queste idee sono spinte al paradosso estremo con scenari domestici in cui robot telecomandati regnano incontrastati su appartamenti campione immacolati, asettici e vuoti, o in cui agili centenari conservano il loro vigore grazie a stanze attrezzate che stimolano l’attività fisica.

 

La seconda sezione del volume propone invece un approccio visivo molto sfidante: Cassina identifica e converte i contenuti identificati nelle interviste in cinque scenari fotografici che presentano cinque possibili ambienti domestici che si differenziano per tema, stile, materiali e aree geografiche, tutti arredati con i mobili dell’azienda.

 

Chiude il volume Prospettiva Bellini, una postfazione scritta da Mario Bellini.