Peck Citylife

Icona dell’alta gastronomia milanese, Peck apre un nuovo spazio che riunisce, gastronomia, ristorante, enoteca, cocktail bar, nel CityLife Shopping District, ricco di elementi simbolici e citazioni.

Lo studio Vudafieri-Saverino Partners ha curato il progetto in ogni sua fase: dal concept al design di ogni ambiente, seguendo anche l’ingegnerizzazione degli arredi. Il locale, di una meneghinità sobria e decisa, racconta l’identità storica di Peck – a Milano dal 1883 – ma anche la dimensione più contemporanea, tra le architetture simbolo della nuova città.

Peck CityLife sorge in un padiglione di 300 mq dalle forme organiche, in piazza Tre Torri. Il design degli interni è stato articolato in modo da garantire una continuità narrativa nelle diverse aree per creare una relazione fluida tra gastronomia, ristorante, enoteca e cocktail bar.

Lo spazio rende omaggio alla Milano del dopoguerra, della ricostruzione, del miracolo economico, della grande operosità e progettualità meneghina, quella Milano dentro cui il mito di Peck si è affermato, pur senza rendere il luogo didascalico.

Il pavimento richiama la pietra milanese storica, il ceppo di Gré delle cave del Lago d’Iseo; il controsoffitto del ristorante, a losanghe di legno, cita Villa Necchi Campiglio di Piero Portaluppi, così come i montanti che reggono le mensole rievocano la Torre Velasca di BBPR. Per le sedute invece è stato scelto Gio Ponti: eleganza ed essenzialità. Le lampade decorative, moderne e dal sapore post industriale, richiamano la tradizione estetica dei palazzi milanesi.

I tavoli ripiegabili accanto al grande banco permettono al cliente di avere una visione privilegiata della qualità del prodotto e un’esperienza coinvolgente: gustare il cibo in gastronomia permette di ricucire il rapporto tra alimenti e lavorazione, tra selezione e degustazione, tra preparazione e consumo.

Claudio Saverino e Tiziano Vudafieri hanno reinterpretato in chiave contemporanea i materiali iconici di Peck, come legno, ferro nero e rame. In cucina sono state riutilizzate le piastrelle bianche e blu come nelle cucine di via Spadari.

Alla sera il volume del padiglione si illumina come fosse una lanterna, facendo emergere le vetrine dei prodotti.