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La luce che valorizza
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La luce che valorizza

La Certosa di Calci, vicino a Pisa, illuminata secondo i più sofisticati sistemi d’illuminazione a led da Exenia

Parte dell’installazione illuminotecnica è permanente
Data Pubblicazione: 10 November 2017

La Certosa di Calci è stata protagonista per un giorno di un progetto di valorizzazione di un’opera di rilevante interesse artistico attraverso elementi di illuminazione architetturale.

L’evento è stato realizzato nell’ambito di un incontro formativo riservato ad architetti, lighting designer e progettisti della luce organizzato dalla Exenia, brand fiorentino d’eccellenza nel settore dell’illuminazione professionale, in collaborazione con Ordine degli architetti di Pisa e MEF.

Obiettivo mostrare ad un pubblico di specialisti come un’adeguata progettazione della luce possa valorizzare opere del patrimonio artistico, culturale e architettonico, rispettandone i vincoli di tutela attraverso i più sofisticati sistemi di controllo a tecnologia led.

Per la Certosa di Calci è stata studiata un’illuminazione ad hoc, per dare un volto nuovo e coerente al complesso monumentale attraverso un impianto illuminotecnico che in grande parte è rimasto permanente.

A rendere possibile l’intervento l’impiego di tecnologie che Exenia condivide con il gruppo canadese Lumenpulse di cui fa parte dal 2015, un network internazionale di imprese con laboratori di ricerca e sviluppo in grado di offrire sistemi di ottiche tra le più sofisticate e all’avanguardia.

In particolare, il sistema evoluto LumenTalk ha permesso di introdurre nel progetto della Certosa di Calci il controllo della luce utilizzando linee elettriche esistenti, senza utilizzo di cavi di connessione aggiuntivi o alterazioni strutturali di qualunque tipo, rispettando in questo modo i vincoli architettonici preesistenti.

Gli apparecchi illuminanti scelti, tecnologicamente all’avanguardia e dal design minimale e discreto, sono stati personalizzati per rispondere alle esigenze specifiche di ogni spazio interno ed esterno, modulando la luce per fare emergere aree specifiche o creare ambienti emozionali.

Il progetto illuminotecnico è intervenuto su alcuni dei luoghi più significativi della Certosa di Calci: la Facciata e la Corte d’Onore, il Chiostro del Capitolo, la Cappella del Capitolo, il Chiostro Grande, la Cella del Certosino e la Farmacia.

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Architettura urbana
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Architettura urbana

Ceramiche Keope per l’architettura urbana: la serie Point riveste la nuova piazza di San Cipriano Picentino (Salerno)
Data Pubblicazione: 10 November 2017

La piazza di San Cipriano Picentino, in provincia di Salerno, è un esempio di utilizzo del grès porcellanato da esterno firmato Ceramiche Keope nell’architettura urbana. E’ un nuovo spazio di aggregazione con un’area giochi per i più piccoli che ha messo alla prova la capacità di questi prodotti di adattarsi a qualsiasi ambiente grazie anche alle performance eccellenti.

Per la piazza è stata scelta la collezione in grès porcellanato effetto pietra Point di Ceramiche Keope, nella finitura Grey, caratterizzata da sfumature cromatiche di grande impatto visivo e Sand, che riprende i toni della sabbia.

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Una storia familiare
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Una storia familiare

Laura Fontanot, vice presidente di Fontanot che quest'anno compie 70 anni, racconta la sua esperienza di imprenditrice
Data Pubblicazione: 10 November 2017

Fontanot ha contribuito a trasformare il settore delle scale in una oasi del design. Una storia familiare che quest’anno festeggia 70 anni e vede, tra i protagonisti, una donna, Laura Fontanot, vice presidente dell’azienda, che con passione ha portato l’impresa di famiglia al raggiungimento di risultati eccellenti divenendo un esempio del savoir faire italiano, nonché partner d’eccellenza per grandi progetti internazionali con affermati designer.

Il design è stato a lungo un settore che vede poche donne ricoprire ruoli dirigenziali, è ancora così? In parte è ancora così. Da bambina mi intrufolavo nella falegnameria dove architetti, artigiani e ingegneri – insieme al mio babbo – immaginavano e poi realizzavano le scale. Per me il design è qualcosa che sento dentro e non avrei mai potuto pensare a un altro mestiere.
Sono stata fortunata: nel 1993 in azienda si liberò un posto nell’ufficio comunicazione e mio padre mi affidò questo ruolo, ma da li in poi ho dovuto dimostrare di valere la fiducia che era stata riposta in me.
Purtroppo ancora oggi, le donne devono dimostrare sempre qualcosa mentre agli uomini no. Sempre più donne, come del resto accade in altri settori, stanno scalando le gerarchie ma è ancora tutto troppo complicato e credo che per riuscire ad emergere dobbiamo sfruttare le nostre unicità, la nostra capacità di comunicare in modo semplice e non imitare gli uomini.

Quali sono le caratteristiche che rendono moderna l’azienda? Siamo certamente un’azienda moderna e all’avanguardia sotto molti punti di vista. Siamo coscienti di dover essere presenti su ogni canale commerciale, per sfruttare al massimo le opportunità di vendita disponibili e per aumentare la visibilità e notorietà del marchio.
Siamo presenti sul canale del retail, del web, della gdo e del contract con una organizzazione interna/esterna che utilizza tutti gli strumenti ad oggi disponibili per essere in contatto con i clienti. Tutto il mondo social, gli incontri “one to one” con gli architetti, le presentazioni alla stampa, ecc… è tutto orchestrato, presidiato e monitorato da persone esperte qualificate.
Crediamo nella sicurezza e infatti utilizziamo il sistema gestionale SAP integrale. Per ultimo, ma non certo per importanza, anzi, siamo un’azienda managerializzata. Collaboriamo con società di consulenza specializzate per progetti mirati, insomma, siamo i protagonisti dei nostri tempi, ma con occhi attenti al futuro.

Quest’anno festeggiate i 70 anni, com’è cambiato il mercato dell’arredamento in questi decenni? Con la globalizzazione e la crisi economica, la differenza la fa la cura del dettaglio e l’utilizzo di nuove tecnologie. Se infatti, da un lato, vi è la spietata concorrenza, contemporaneamente la qualità e la ricerca tecnologica rivestono più che mai un ruolo da protagonista.
Utilizziamo quindi per ogni nostro progetto materiali certificati assicurando standard di sicurezza altissimi e sfruttando ogni canale possibile. Da qui la grande importanza dell’e-commerce che integra la grande offerta del punto vendita fisico dandoci la possibilità di raggiungere un pubblico sempre più vasto.

Il made in Italy che voi rappresentate è ancora un valore a livello internazionale? Certamente, nonostante tutto, il made in Italy è ancora un valore aggiunto e con Milano quale piazza privilegiata. Mi piace però pensare che le scale che produciamo siano il trait d’union tra le diverse anime dell’arredamento italiano.
Paesi come la Francia o la Spagna, la Germania, l’Inghilterra ed anche gli Usa ci stanno dando molte soddisfazioni, ma non solo. L’internazionalizzazione dell’offerta è la chiave per alimentare il desiderio di italianità del cliente straniero. La mia formazione scolastica in scenografia mi ha aiutato a immaginare gli spazi e in questo lavoro l’immaginazione è fondamentale.

Fontanot è un’azienda familiare, come mai i brand italiani di maggiore successo conservano ancora questa caratteristica? Mi sembra una cosa bellissima. Con mio padre Enzo, ad esempio, abbiamo una specie di rapporto simbiotico: lui è mio mentore, un esempio da seguire sia per me che per i miei fratelli, Francesco presidente e Michele project manager dell’ufficio ricerca e sviluppo, con i quali condivido le responsabilità in azienda.

Non tutte le aziende famigliari sono un successo, infatti il segreto risiede nella passione genuina con la quale si intraprende un cammino.Orgogliosa di questa azienda? Molto. Ma non solo perchè è “di famiglia”… ma perchè penso che abbiamo fatto grandi cose. Collaborato a progetti incredibili come il Bosco Verticale, il Pavillon Unicredit bilanciando tradizione e modernità.

Progetti per il futuro? Continuare in questa direzione perchè 70 anni non ci bastano. Grazie alle collaborazioni con designer ed architetti provenienti da ogni angolo del pianeta, vogliamo dimostrare che il design non conosce confine e che l’eccellenza italiana può ancora dire la sua.
Il piano industriale dei prossimi tre anni è incentrato su 3 punti. Lo sviluppo di nuovi mercati nel far east, un forte investimento nel mercato americano dove la nostra controllata è cresciuta nell’ultimo triennio in doppia cifra e il rafforzamento del brand in Europa attraverso una strategia multicanale. Pensiamo che tali linee di sviluppo ci permetteranno di internazionalizzare fortemente il nostro Gruppo, raggiungendo l’obiettivo che ci siamo prefissati ovvero crescere ogni anno un po’.

Un consiglio per le donne imprenditrici? Non arrendetevi! Quando vi dicono che è un lavoro da uomini, che si devono fare le cose in un certo modo, non abbiate paura di infrangere gli schemi. Io l’ho sempre fatto “ride”.

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Tradizione e innovazione
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Tradizione e innovazione

Le soluzioni custom-made Italamp impreziosiscono il Restaurant Belvédère dell’Hotel Steigenberger a Davos, Svizzera
Data Pubblicazione: 10 November 2017

Essenziali anelli in metallo di differenti diametri, disposti in una combinazione che si snoda seguendo l’andamento dello spazio, conferiscono al Restaurant Belvédère dell’Hotel Steigenberger recentemente rinnovato un aspetto contemporaneo, mantenendo il calore e l’atmosfera dello storico edificio.

Per le pareti sono state scelte le particolari applique Ghipur, che ricordano i tradizionali merletti, personalizzate con il logo dell’hotel e con immagini che evocano l’ambiente montano, rendendo ancora più confortevole l’ambiente.

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