INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

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Donna Carmela Resort
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Donna Carmela Resort

Una villa padronale del 1870 e otto natural lodges nuovi fiammanti, tutti eco & design, ben convivono all’interno dell’estesissimo vivaio di Piante Faro
Data Pubblicazione: 13 July 2017

Il debutto – nel 2009 – è stato come boutique hotel, ricavato da un edificio di fine Ottocento con annessa dépendance, ma, nel 2015, Donna Carmela a Carruba di Riposto (Ct), sormontata dall’Etna e circondata da 10 mila mq di vegetazione mediterranea e subtropicale di Piante Faro (palme, agavi, zagare, ficus, cisti, opuntiae, agrumi ornamentali, ulivi secolari e moltissimo altro), ha lanciato otto nuovi natural lodges.

Progettati dallo studio Balla|Calvagna (con pannelli di legno XLAM certificati, soffitto in argilla cruda con inserti di canapa, foglie e sabbia vulcanica, cemento e gesso), i lodges, che godono di una posizione più defilata rispetto all’edificio principale, immersi come sono nella ‘giungla’ mediterranea, risultano eco-compatibili grazie all’impiego di pannelli solari termici, a una coibentazione naturale e a tetti piani ventilati.

Nei lodges convivono armoniosamente arredo contemporaneo e rigogliosa natura, riuscendo persino a travalicare i confini tra interno–esterno e facendo entrare in risonanza gli occupanti con il paesaggio.

In pratica sono dei parallelepipedi-bungalow da 45 mq, indipendenti tra loro e dotati di giardino privato da 25 mq e terrazza da 15 mq, di cui quattro con mini-piscina d’acqua salata, due che offrono vista sull’Etna (capienza quattro persone), mentre sei offrono vista mare (capienza tre persone).

Piatti siculo-gourmet nel ristorante La Cucina di Donna Carmela, volendo innaffiati dai vini della cantina Pietradolce (Etna), ancora di proprietà della famiglia Faro.

(Testo di Olivia Cremascoli – Foto di Alfio Garozzo)

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L’eleganza del pavimento in pietra
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L’eleganza del pavimento in pietra

Data Pubblicazione: 13 July 2017

La pietra naturale Pimar è caratterizzata da particolari doti di duttilità che la rendono perfetta per essere utilizzata in diversi settori dell’edilizia moderna, per interni e per esterni, per grandi edifici e hotel di prestigio, nonché in esclusive abitazioni private.

I pavimenti in pietra naturale Pimar sono ideali per le realizzazioni di giardini, ville, per uso urbano, piazze, vialetti d’ingresso, terrazze. Ma non solo. La pietra naturale Pimar, con le sue nuances declinate nel bianco, grigio, paglierino e carparo, è perfetta per regalare luce e calore anche in ambienti interni.

Le “chianche”, ovvero le lastre di pietra, sono fornite con piano sega (finitura ottenuta direttamente dal taglio meccanico della lastra) e il loro montaggio è semplice e veloce. I pavimenti possono essere sottoposti a lavorazioni particolari che regalano alla pietra un effetto antichizzato, utilizzabili in ambientazioni sia interne che esterne.

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In ‘cantina’, l’isola
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In ‘cantina’, l’isola

Manna è il ristorante progettato da Gordon Guillaumier che restituisce alle cantine di Palazzo Nicolaci a Noto (SR) una seconda giovinezza e un forte legame con il territorio: in un riuscito mix di design moderno e pezzi vintage, lampadari iconici, ceramiche di Caltagirone e pietra lavica
Data Pubblicazione: 13 July 2017

In questi spazi spartani – un’infilata di quattro stanze su strada scandite dal ritmo di volte, spesse mura e alti soffitti in pietra calcarea locale – Corrado Nicolaci, principe di Villadorata, faceva riposare i vini Belludia del suo feudo.

Un tempo, quando in città risiedeva ai piani superiori, nello splendore artistico di Palazzo Nicolaci, barocco nobile del centro netino, progettato da Rosario Gagliardi con l’allievo Vincenzo Sinatra, tra il 1720 e il 1765.

Cambiano i tempi e, in un’ala privata dell’antica dimora, Cristina Summa dà vita al rinomato boutique-hotel Seven Rooms, mentre per le cantine chiede aiuto a Gordon Guillaumier, designer di base a Milano, ma nato nell’isola di Malta e di casa a Noto.

La genesi del Manna è scritta: come vuole il suo nome propiziatorio, proveniente dal cielo biblico o dalle terre di Madonie, in cui viene tuttora raccolta e lavorata, sarà un ristorante ameno, intriso di grazia, eleganza e cultura. E così è stato.

Sono trascorsi tre anni dall’apertura”, ricorda Guillaumier. “Certo, un approccio fluido ha favorito la composizione di un racconto morbido e armonioso. Flessibile e dinamico. Aperto all’ingresso di nuovi capitoli, come un recente dehors.

Ciò che l’occhio vede sui muri e intorno a sè, vuole corrispondere a quel melting pot culturale tra Nord e Sud che si ritrova anche nei piatti proposti dallo chef Gioacchino Brambilla da Bergamo, responsabile della ristorazione insieme a Roberta Assolari e Manuela Alberti, preparati con materie prime locali di stagione. Ma non solo. Al Manna”, prosegue, “talvolta si incontrano specialità regionali lombarde accanto a quelle siciliane”.

Per quanto riguarda il progetto, Guillaumier ha cercato di mantenere l’intervento il più possibile leggero, rispettando il concept volumetrico e materico degli spazi, nonché, nota non trascurabile, le esigenze della Sovrintendenza.

Ciascuna delle quattro stanze è stata personalizzata mediante il layout degli arredi, dai tavoli alle sedie alle luci, tutti riconducibili a oggetti iconografici di design. In grado di disegnare l’atmosfera di differenti zone, anche mediante i colori e i materiali di rivestimento giocati di contrasto alla palette di toni chiari e naturali dell’involucro.

Mi piaceva l’idea”, sottolinea ancora Gordon, “di integrare l’aspetto di artigianalità nello studio del decor, con scelte legate al territorio. Così ho utilizzato piastrelle di maiolica, in cotto smaltato a mano a Caltagirone, monocromatiche, per il bancone del bar, sulla parete retrostante, nel rivestimento dei bagni.

I tavoli hanno piani in pietra lavica smaltata. Le sedie sono tutte diverse, con il filo conduttore del colore nero che va a braccetto con l’azzurro delle collezioni di piatti appesi e scovati in vari mercatini, mentre librerie su disegno, lavori in ferro di Antonino Sciortino, opere di Sergio Fiorentino e due grandi serigrafie su lamiera per le porte dei bagni uomo-donna, alias Adamo-Eva, di Lucas Cranach, restituiscono un pizzico di ironia al progetto”.

Spesso sono pezzi dal gusto retrò, per regalare una gamma di sfumature agli interni, senza cadere nel clichè del tutto fatto a mano o del mobile locale. “La scritta luminosa Saiga Soda nella sala d’ingresso, poi”, conclude, “è un oggetto vintage trovato a Milano; non c’entra nulla, ma il suo font grafico porta un accento divertente nell’ambiente”.

(Testo di Antonella Boisi – Foto Alberto Ferrero)

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Nitidezza, colore e contrasto
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Nitidezza, colore e contrasto

Elegante e ultra slim, sintesi del design “Made in Europe”
Data Pubblicazione: 13 July 2017

La gamma 2017 Philips Tv si completa di un nuovo tassello. E’ in arrivo la sua punta di diamante, il nuovo Tv Oled 9002 Philips con Ambilight: schermo ultra sottile, elegante e dalle linee pulite.

Dotato di tecnologia Ambilight – grazie alla quale l’immagine oltrepassa letteralmente i bordi del pannello per estendersi sulla parete retrostante – e Ultra HD, il nuovo Tv Oled 9002 dà nuova vita al salotto domestico.

Offre una spettacolare nitidezza e una tavolozza di colori ultra ricca, restituendo il più nero dei neri. Il risultato è un miglioramento complessivo del 50% in termini di correzione di gamma, nitidezza, colore e contrasto.

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