Molti prodotti della collezione Pedrali sono stati scelti per l’interior design di Contraste, il nuovo ristorante milanese dello chef uruguaiano Matias Perdomo, del sous-chef argentino Simon Press e del maître italiano Thomas Piras.

Un ristorante dove il contrasto regna sovrano e le classiche regole vengo capovolte: il menu è uno specchio che riflette l’immagine dell’ospite, a sottolineare che è lui al centro dell’attenzione e non lo chef, e che i suoi desideri culinari verranno assecondati.

Lo spazio non è esibito con vetrine luminose o grandi insegne, non lo si incontra per caso, l’accesso infatti è una porticina, quasi anonima, di via Meda.

Si entra in un cortile “vestito di bianco” con i tavolini a base conica Ikon (design Pio e Tito Toso) in abbinamento alle poltroncine Volt (Claudio Dondoli e Marco Pocci) e Plus (Alessandro Busana). Tutto di Pedrali.

Superato il cortile si accede agli interni il cui progetto, curato da Davide Luraschi, ha tenuto in considerazione e rispettato le preesistenze – come i soffitti decorati, la pavimentazione lignea delle sale e il seminato dei corridoi – alle quali però ha contrapposto scelte materiche nuove e forti – come la porta e le travi in acciaio o i lampadari di corallo siliconico, reinterpretazione in chiave contemporanea dei classici lampadari veneziani. Pochi tavoli, illuminati in maniera delicata e spaziati per favorire i discorsi, caratterizzano le sale.

La forma classica della poltrona Ester, un monolito di pelle color beige completato dalla raffinata gamba in pressofusione d’alluminio ideato da Patrick Jouin per Pedrali, è abbinata ai tavoli Liberty con base centrale in ghisa verniciata bianco e ripiano rotondo, a creare un ambiente raffinato e sospeso nel tempo.

Il privèe da dieci posti vede invece come protagonista un tavolo Arki-Table, dalle caratteristiche gambe a cavalletto e ripiano rettangolare ultrasottile, sempre affiancato dalle poltrone Ester.

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Photo by Guido De Bortoli
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