Casa VI

Un rudere trasformato in una suggestiva residenza luminosa con vista verso il fondo valle.

Alfredo Vanotti, dopo un’attenta analisi del contesto – dall’esposizione alla luce solare nei dodici mesi dell’anno ai valori e alle tecnologie dell’architettura montana – ha reinterpretato in chiave moderna le tecniche costruttive e i materiali del passato.

L’architettura montana è un esempio emblematico di architettura sostenibile, utilizzando materiali ricavati dalla natura, quindi a km 0, come la pietra e buona parte del legname utilizzati per questo progetto.

Essendo un intervento su un rudere preesistente, si è lavorato molto sul soleggiamento e sull’illuminazione, optando per una copertura ad una sola falda, in modo tale che verso sud, attraverso il lucernario e le aperture, si potesse avere irraggiamento solare tutto l’anno. Questa scelta ha permesso di realizzare delle aperture di grandi dimensioni con vista sul fondo valle, sia dalla zona giorno che dalla zona notte.

La nuova unità è costituita dal piano terra con ingresso, soggiorno, cucina e bagno, con la parte esposta a sud a doppia altezza. Attraverso una scala si passa al piano primo composto da due camere e da un soppalco adibito a studio.

Dal punto di vista dei materiali e della loro combinazione Vanotti ha optato per un rivestimento in pietra locale e serramenti in larice. All’interno ha invece utilizzato cemento armato, larice naturale e ferro.

L’artigianalità locale ha una grande importanza in questo progetto: molti pezzi ideati da Vanotti sono infatti stati realizzati su misura (il camino, il tavolo, le sedute, la scala, il bidet, il vaso e il lavandino).

 

Foto di Marcello Mariana