INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

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Casa VI
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Casa VI

Progetto di Alfredo Vanotti sulle Alpi Orobie, in provincia di Sondrio, a circa 1000 metri di altitudine
Data Pubblicazione: 18 January 2016

Un rudere trasformato in una suggestiva residenza luminosa con vista verso il fondo valle.

Alfredo Vanotti, dopo un’attenta analisi del contesto – dall’esposizione alla luce solare nei dodici mesi dell’anno ai valori e alle tecnologie dell’architettura montana – ha reinterpretato in chiave moderna le tecniche costruttive e i materiali del passato.

L’architettura montana è un esempio emblematico di architettura sostenibile, utilizzando materiali ricavati dalla natura, quindi a km 0, come la pietra e buona parte del legname utilizzati per questo progetto.

Essendo un intervento su un rudere preesistente, si è lavorato molto sul soleggiamento e sull’illuminazione, optando per una copertura ad una sola falda, in modo tale che verso sud, attraverso il lucernario e le aperture, si potesse avere irraggiamento solare tutto l’anno. Questa scelta ha permesso di realizzare delle aperture di grandi dimensioni con vista sul fondo valle, sia dalla zona giorno che dalla zona notte.

La nuova unità è costituita dal piano terra con ingresso, soggiorno, cucina e bagno, con la parte esposta a sud a doppia altezza. Attraverso una scala si passa al piano primo composto da due camere e da un soppalco adibito a studio.

Dal punto di vista dei materiali e della loro combinazione Vanotti ha optato per un rivestimento in pietra locale e serramenti in larice. All’interno ha invece utilizzato cemento armato, larice naturale e ferro.

L’artigianalità locale ha una grande importanza in questo progetto: molti pezzi ideati da Vanotti sono infatti stati realizzati su misura (il camino, il tavolo, le sedute, la scala, il bidet, il vaso e il lavandino).

 

Foto di Marcello Mariana

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Sostenibilità per l'”Isola delle Rose”
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Sostenibilità per l'”Isola delle Rose”

Secco Sistemi ha fornito gli infissi, che garantiscono efficienza energetica, del JW Marriot Venice Resort & Spa

Progetto Matteo Thun & Partners
Data Pubblicazione: 18 January 2016

Un’isola artificiale della Laguna veneziana, a soli 15 minuti di battello da piazza San Marco, già nota come Sacca Sessola e conosciuta con poetico nome di Isola delle Rose, è stata oggetto di un ampio progetto di riconversione del suo patrimonio naturalistico e architettonico che l’ha trasformata in unico luxury resort e parco di proprietà del Gruppo JW Marriott.

L’intervento affidato allo studio Matteo Thun & Partners si è sviluppato su diversi piani: master plan, progetto paesaggistico, architettura e interior design.

Il progetto del JW Marriott Venice Resort & Spa si è sviluppato attorno a tre idee: l’acqua, la lentezza e il silenzio.

La sfida era molteplice: creare un ambiente moderno di prestigio riqualificando un originale patrimonio architettonico del Novecento in un ambiente fortemente vincolato dalla Soprintendenza e rispettando la storia e cultura del luogo.

Senza dimenticare uno dei valori portanti dello Studio Matteo Thun & Partner: la sostenibilità sia in termini ambientali che di durabilità delle prestazioni ed dell’estetica.

Anche gli infissi di Secco Sistemi hanno contribuito a raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica.

Per la villa, la residenza, la spa con hammam, e il ristorante Dopolavoro è stato utilizzato il sistema OS2 per realizzare un’ampia gamma di serramenti, mentre per le facciate vetrate è stato adoperato il sistema EBE 65 in acciaio in grado di assicurare elevate trasparenze ed alto isolamento termico.

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Successo per la prima edizione de iDogi Award
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Successo per la prima edizione de iDogi Award

Data Pubblicazione: 18 January 2016

Si è svolta con successo la prima edizione del concorso internazionale iDogi Award, organizzato da I Dogi Group, azienda veneziana conosciuta per la realizzazione su misura di lampadari e tavoli artistici secondo le più antiche tradizioni artigianali, e finalizzato a premiare i progetti, realizzati tra il 2012 e il 2015, capaci di esprimere la lettura più originale di uno stile classico nella decorazione d’interni.

La prima edizione ha visto la partecipazione di numerosi progetti di importanti studi di architettura internazionali, provenienti da dieci diversi Paesi: Arabia Saudita, Argentina, Canada, Egitto, Emirati Arabi, Italia, Lettonia, Libano, Sud Africa, UK, Usa.

Ogni studio di architettura ha avuto l’opportunità di presentare alla giuria e ai colleghi architetti il suo progetto. La presentazione si è svolta nella magnifica cornice dello showroom de IDogi Group in mezzo a lampadari in vetro di Murano alti oltre 4 metri e tavoli luminosi lunghi fino a 7 metri .

Il progetto vincitore è stato valutato e selezionato da una giuria di esperti, formata da Alberto Bassi (professore associato all’Università Iuav di Venezia, Facoltà di Design e Arti, storico e critico di design), da Luca Battistella (architetto delegato dal sindaco di Venezia per Smart City), da Roberta Busnelli (giornalista e capo redattore della rivista internazionale di architettura e design IQD), da Pietro Gaeta (architetto e designer) e da Francesco Miggiani (direttore generale di Expo Venice Spa).

Il progetto Private Residence, Black Palm Beach, Us dello studio newyorkese Fairfax & Sammons è risultato vincitore del Primo Premio de iDogi Award 2015. Tra le motivazioni della giuria si legge: per un sapiente studio delle luci che amplificano la luminosità degli spazi, per gli eleganti accostamenti cromatici per la raffinata capacità di esaltazione della storia del palazzo, a cui sono stati delicatamente accostati oggetti di arte e design dallo stile contemporaneo, che creano per i residenti un’atmosfera accogliente, in cui le note rassicuranti del passato si fondono con l’energia del presente.

Due le menzioni speciali: al progetto Diplomatic Residence in Saint Petersburg, Russia dello studio newyorkese Stef Albert per la migliore espressione di armonia cromatica e al progetto Lotus Hotel in Tehran, Iran dello studio londinese Parisa Design LTD per la capacità di aver saputo creare un’atmosfera dalla forte carica emozionale.

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Project 40
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Project 40

Paul&Shark festeggia 40 anni con un progetto speciale tra moda e design
Data Pubblicazione: 18 January 2016

Paul&Shark, brand fondato nel 1976 a Varese, celebra nel 2016 quarant’anni di successi.

In occasione della presentazione della collezione AI 16/17, presenta “Project 40”, un progetto speciale celebrativo di alcuni dei simboli che hanno reso famoso il brand e il suo stile in tutto il mondo.

Con la collaborazione con Wallpaper*, magazine internazionale di design, Paul&Shark ha selezionato tre designer di livello mondiale – il cinese Zhang Zhoujie, lo studio americano Ladies&Gentlemen e lo spagnolo Tomas Alonso – a cui è stato chiesto di reinterpretare per l’anniversario gli storici packaging “barattolo” e “valigetta” in metallo con cui venivano venduti i primi maglioni Paul&Shark in lana idrorepellente ispirati alla Marina inglese.

Il primo progetto, firmato da Zhang Zhoujie, propone la classica valigetta rivista con un design minimale e realizzata con lamine di metallo che richiamano le onde del mare.

Ladies&Gentlemen è la reinterpretazione del classico barattolo con un packaging “after use” che diventa un’elegante lanterna a led

Il progetto di Tomas Alonso è una nuova visione “green” di packaging, realizzato attraverso il riciclaggio dei rifiuti in plastica recuperati dal fondo degli oceani.

I tre special packaging celebrativi del 40° anniversario di Paul&Shark saranno prodotti in limited edition e venduti a livello mondiale nei punti vendita del brand.

 

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