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Biosphera 2.0, la casa del futuro a energia zero
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Biosphera 2.0, la casa del futuro a energia zero

Al via il progetto di ricerca del modulo abitativo installato ai piedi del Monte Bianco
Data Pubblicazione: 3 March 2016

Dodici mesi, sei località, oltre venti abitanti, un complesso progetto di monitoraggio ambientale e fisiologico. Obiettivo: realizzare e testare autonomia energetica e benessere di chi vive in un modulo abitativo all’avanguardia. Questo è Biosphera 2.0.

Ai piedi del Monte Bianco, nel piazzale della funivia Val Veny di Courmayeur (fino al 20 aprile 2016), prende il via la fase operativa del progetto, prima tappa di un road show internazionale che fino a marzo 2017 porterà il modulo abitativo itinerante ad Aosta (21/25 aprile 2016), Milano (1 maggio/30 giugno 2016), Rimini (1 luglio/15 settembre 2016), Torino 15 settembre 2016/1 gennaio 2017) e Lugano (1 gennaio/28 febbraio 2017).

Il modulo di 25 mq, provvisto di tutti servizi per vivere (illuminazione a led, cucina a induzione, elettrodomestici, riscaldamento e raffrescamento, zona giorno, zona notte, bagno e centrale

Tecnica) e progettato e costruito mettendo al centro l’uomo e i suoi parametri vitali per studiare le reazioni del nostro organismo al variare delle condizioni climatiche esterne, dovrà garantire, anche in condizioni ambientali estreme, in modo autonomo e senza alcun ricorso a una rete di energia esterna, una temperatura confortevole dell’aria compresa tra i 21° C in inverno e i 25° C in estate e delle superfici compresa tra i 16° C e i 20° C e mantenere un elevato standard di qualità dell’aria.

Ogni abitante durante la sua permanenza racconterà la vita quotidiana all’interno del modulo con post, fotografie, mini video e contribuirà alla definizione del benessere psicofisico dell’ambiente e della qualità della vita all’interno della abitazione fornendo informazioni sulla propria percezione.

Una videocamera trasmetterà in diretta le immagini dell’interno zona giorno. I primi a testare il comfort abitativo di Biosphera 2.0 saranno proprio i sei studenti vincitori del concorso. Per approfondimenti relativi agli abitanti: www.biosphera2.com

Un progetto internazionale di ricerca e sviluppo unico al mondo, promosso da enti di ricerca come il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e l’Università della Valle d’Aosta, da istituti e agenzie che presiedono a standard energetici e produttivi di qualità come Zephir – Passivhaus Italia, Minergie e Pefc per la gestione sostenibile delle foreste, e da società come Aktivhaus e Vallée d’Aoste Structure.

Tra i partner tecnici: Artuso Legnami, bTicino, Be-Eco, Exrg, Fermacell, Hella, Internorm, Lal, Lape, pH Studio, Porcelanosa, Rockwool, T&T, Thermo Easy, Une, Xella, Zehnder.

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Il progetto M9 a Mestre
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Il progetto M9 a Mestre

Interni ha visitato in esclusiva il cantiere M9, nuovo polo culturale che sorgerà nel centro di Mestre. Guida d’eccezione: l’architetto Matthias Sauerbruch che con Louisa Hutton firma il progetto, vincitore del concorso internazionale lanciato nel 2010
Data Pubblicazione: 3 March 2016

Il progetto M9 nasce da un’idea e grazie alla volontà della Fondazione di Venezia, ente privato, senza finalità di lucro, che lavora per il miglioramento della qualità di vita e alla promozione sociale e culturale della collettività veneziana.

M9 è un coraggioso progetto di rigenerazione urbana ispirato alle più recenti esperienze internazionali, all’interno delle quali le istituzioni culturali operano come fattori d’identificazione comunitaria e strumenti di integrazione intergenerazionale ed etnica in contesti urbani di medie dimensioni colpiti da processi di deindustrializzazione, transizioni socio-demografiche e fenomeni migratori.

Sarà un centro in cui qualità architettonica, servizi innovativi e nuovi spazi collettivi coroneranno un’istituzione culturale di nuova concezione, capace di offrire un palinsesto culturale ricco, vario e attento alle istanze di pubblici differenti.

“Il progetto M9 è concepito per diventare parte integrante di Mestre. Quasi un organo vitale, che vive in rapporto simbiotico con la città e per la città. O meglio ancora per la collettività”, ha subito chiarito l’architetto tedesco Matthias Sauerbruch che condivide con Louisa Hutton, inglese, lo studio di progettazione internazionale Sauerbruch Hutton con sede a Berlino.

“La sua identità deriva proprio da uno stretto rapporto con il contesto urbano, con il quale si integra non solo da un punto di vista architettonico ma soprattutto da un punto di vista di pianificazione urbanistica, disegnando una nuova viabilità che attraversa il cuore del centro storico di Mestre. L’obiettivo è congiungere in modo nuovo parti di città che prima non dialogavano o che erano addirittura negate alla fruizione dei cittadini”, ha proseguito.

Fortemente voluto da Fondazione di Venezia, M9 occuperà un’area di 9 mila metri quadrati, che comprende anche un ex convento benedettino del XVI secolo – convertito in caserma e poi in distretto militare; la vecchia sede del locale Comando dei Carabinieri e un immobile sede di uffici e attività commerciali.

Al riguardo Fabio Achilli, direttore della Fondazione, ha detto: “M9 diventerà uno dei simboli della Mestre futura, una nuova fabbrica del sapere per contribuire alla costruzione di una vera e propria cittadella della cultura nel cuore di Mestre, all’affermazione dell’identità culturale della terraferma veneziana”.

Non solo. “M9 porterà una ventata di internazionalità”, ha precisato Guido Guerzoni, project manager di M9, “proponendosi come esperimento ambizioso di elaborazione di un nuovo standard museale, applicato ad un tema difficile e importante qual è quello del raccontare la storia del ‘900 del nostro Paese. Mi preme precisare però che la missione di M9 parte dalla conoscenza del passato (prossimo, ma non per questo meno negletto) per incoraggiare una più consapevole comprensione del presente e consolidare la fiducia nel futuro. Raccontare e ripercorrere la nostra storia recente è propedeutica a una lettura più lucida del tempo presente e allo sforzo di coraggio e immaginazione necessario per misurarsi col domani.”

“Questi tre obiettivi, che assieme contribuiscono a definire l’identità di M9 come luogo in cui sperimentare e riflettere sul concetto di tempo”, ha continuato Guerzoni,“trovano rispondenza nei tre principali spazi dell’edificio dedicato a ospitare il progetto culturale di M9: l’esposizione permanente dedicata alle grandi trasformazioni occorse in Italia nel XX secolo (conoscenza del passato); la mediateca, l’auditorium e le aule didattiche (indagine sul presente); lo spazio espositivo che ospiterà a rotazione mostre temporanee dedicate al futuro e alle frontiere dell’innovazione (che si apriranno come “finestre” su un futuro comprensibile e non distopico).”

“L’esposizione permanente” ha precisato infine Guerzoni ”sarà organizzata secondo otto sezioni tematiche che raccontano il ‘900. Ogni tema sarà poi sviluppato attraverso tre diversi livelli di lettura: informativo, narrativo ed emozionale. La sfida è offrire al visitatore non solo differenti percorsi di visita ma anche differenti, nonché trasversali, chiavi di interpretazione”.

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Pannelli acustici per un ristorante di design
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Pannelli acustici per un ristorante di design

Caimi Brevetti da Giacomo Arengario a Milano
Data Pubblicazione: 2 March 2016

Caimi Brevetti – una delle principali realtà produttive nel settore dell’arredo di design per il contract che sperimenta nuovi materiali e tecnologie – ha sviluppato e brevettato la tecnologia Snowsound che sintetizza valore estetico ed elevate prestazioni tecniche e funzionali, il tutto nel più rigoroso rispetto dell’ambiente.

L’intuizione alla base di Snowsound è l’utilizzo di pannelli composti da materiale a densità variabile, che permette di ottenere un assorbimento selettivo alle diverse frequenze.

Uno dei settori che da subito ha colto la valenza di questi sistemi è quello della ristorazione. Sono infatti moltissimi i ristoratori che hanno trovato nell’applicazione dei pannelli fonoassorbenti Snowsound la soluzione ideale per problemi di acustica nelle loro strutture.

Tra questi Giacomo Arengario: uno dei ristornati più noti del panorama milanese non solo per la sua cucina ma anche per l’esclusività dell’ambiente e la posizione privilegiata affacciata direttamente su Piazza del Duomo.

I pannelli installati all’interno del design restaurant, ubicato nel Museo del Novecento e progettato da Laura Sartori Rimini e Roberto Peregalli, sono Mitesco e Baffle.

Mitesco, design Michele De Lucchi, è dotato di due supporti che ne permettono il fissaggio alle pareti o a soffitto, mentre il sistema brevettato Baffle, design Marc Sadler, permette di sospendere a soffitto i pannelli, esaltandone le caratteristiche di leggerezza ed eleganza. La possibilità di regolazione in altezza dei cavi e la varietà di misure e colori disponibili, permettono di ottenere composizioni sia esteticamente che acusticamente personalizzate.

L’assenza di cornici e cuciture e la peculiarità del materiale con cui sono realizzati i pannelli, li rendono estremamente leggeri e adattabili ad ogni ambiente.

I prodotti Snowsound, pluripremiati, hanno ottenuto la certificazione Greenguard Gold, per le loro caratteristiche di bassa emissione di VOC (composti organici volatili) ed il contributo alla qualità dell’ambiente.

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Design your time
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Design your time

Presentata la capsule collection di Diamantini&Domeniconi per la vendita on line su vente-privee.com
Data Pubblicazione: 2 March 2016

In occasione del Salone del Mobile di Milano 2016, vente-privee, pioniere delle vendite-evento online e Diamantini&Domeniconi, brand italiano di orologi artigianali, presentano una capsule collection di prodotti iconici in edizione limitata, in rosa, il colore che da sempre contraddistingue il sito.

Cinque cucù realizzati dai designer Luca Trazzi, Andrea Seano e Alessandro Fossato raffiguranti i monumenti più importanti delle città del business: Milano, Torino, Parigi, New York e Londra in vendita su vente-privee a partire dal 12 aprile a un prezzo speciale. Accanto alla collection verrà proposta una selezione di prodotti celebri di Diamantini&Domeniconi.

“Il cucù è un prodotto senza tempo qui rivisitato in chiave moderna e ironica grazie alla personalizzazione del colore rosa”, ha sostenuto Luca Trazzi, designer internazionale che ha realizzato il “Cucù Duomo”, il “Cucù Tour Eiffel” e il “Cucù Big Ben” della Limited Edition di Diamantini&Domeniconi per vente-privee. “La prerogativa del design è proprio questa: strappare un sorriso a chi li acquista, suscitando emozioni e ricordi” conclude Trazzi.

Il rosa vente-privee infatti, è il tocco distintivo di questa collection che interpreta in chiave moderna un oggetto della tradizione, portavoce di un’artigianalità che contraddistingue Diamantini&Domeniconi.

“Questi cucù sono oggetti di design che rappresentano anche un omaggio in chiave pop a queste città e ai ricordi che esse portano con sé”, ha affermato Andrea Seano, designer torinese che ha siglato, con Alessandro Fossato, gli altri orologi della capsule tra cui proprio “Una Mole di cucù” dedicata alla sua città natale.

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