INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

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Material Immaterial alla Statale di Milano e all’Orto Botanico di Brera fino al 15 aprile
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Material Immaterial alla Statale di Milano e all’Orto Botanico di Brera fino al 15 aprile

Prosegue fino a sabato 15 aprile la mostra Interni Material Immaterial nei cortili della Università degli Studi di Milano in via Festa del Perdono 7 e all'Orto Botanico di Brera con ingresso da via Brera 28 e via F.lli Gabba 10
Data Pubblicazione: 14 April 2017

La mostra evento di Interni riunisce una serie di installazioni sperimentali e interattive di architettura e design, che scaturiscono dalla collaborazione tra progettisti affermati sulla scena internazionale e aziende di riferimento, oltre che start-up e istituzioni.

Material Immaterial, il tema prescelto, invita a esplorare la doppia anima del progetto: l’universo dei materiali, che del progetto costituiscono l’essenza fisica e concreta, e la dimensione immateriale della creazione, a partire dal pensiero del progettista, sempre più coadiuvato da tecnologie digitali e condizionato dalla realtà virtuale.

La mostra-evento (co-prodotta da Audi) è visitabile dal 10 al 14 aprile dalle 10,00 alle 22,00; il 15 aprile dalle 10,00 alle 18,00.

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Cassina 9.0
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Cassina 9.0

L'installazione firmata da Patricia Urquiola alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli in occasione del FuoriSalone 2017 è un punto di arrivo al traguardo dei 90 anni e un nuovo punto di partenza verso il futuro
Data Pubblicazione: 14 April 2017

L’installazione è una esplorazione giocosa che fa riferimento, come nel linguaggio informatico, al progresso e all’evoluzione come necessaria risorsa per reinterpretare l’eredità storica dell’azienda.

Una libera interpretazione della monografia This Will Be The Place, curata da Felix Burrichter, editata da Rizzoli (disponibile in libreria dal 18 aprile) e presentata in questa occasione.

 

Cassina, da sempre anticipatrice e pionieristica, così afferma la sua forte volontà di mettere in relazione il proprio passato e presente tramite una visione proiettata al futuro.

 

Il progetto curato da Patricia Urquiola alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli consiste in un’installazione site-specific che dialoga con lo spazio rispettando l’architettura dell’edificio e le linee di ricerca della Fondazione dedicate alle trasformazioni degli spazi urbani e delle dimensioni di cittadinanza.

 

Il percorso inizia al primo piano dove lo spazio viene diviso da un gesto che riprende il taglio diagonale dell’edificio. È un disruption wall.

Nella prima parte dell’installazione, permeata dal colore rosa, è la realtà virtuale a innestarsi nella dimensione reale. All’interno di ambienti domestici riconoscibili, il visitatore si relaziona ai prodotti di Cassina tramite esperienze interattive inaspettate, coinvolgenti ed ironiche, che vanno mutando. La presenza di opere dell’Archivio di Cassina rafforza il concetto del passato come fondamento per costruire il futuro.

 

Il colore verde segna l’arrivo in un’altra realtà. In quest’area una riproduzione del grande divano-isola La Barca di Piero De Martini (1975) invita il visitatore alla condivisione. Si riprende così il concetto del Free Flow, uno spazio fluido senza limiti. Qui si attende l’ingresso alla chroma key room: attraverso questa tecnica, il visitatore viene trasferito in una dimensione virtuale, immergendosi nei collage disegnati per il libro dall’artista Martti Kalliala. Si entra così in una dimensione surreale, giocosa come un Playground.

 

Salendo verso la punta dell’edificio, si può visitare l’avveniristico Refuge Tonneau che svetta sopra la città come un faro. Cassina ha ricostruito fedelmente questo rifugio di montagna portatile, disegnato da Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret nel 1938, per diffondere i valori culturali degli architetti del Moderno.

 

 

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Appunti Post Apocalittici
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Appunti Post Apocalittici

Artespressione – Via della Palla 3 – Milano
Dal 20 aprile al 6 maggio
Data Pubblicazione: 14 April 2017

Giovedì 20 aprile, la galleria Artespressione di Paula Nora Seegy presenta la mostra Appunti Post Apocalittici, progetto fotografico di Luca Centola inserito nel contesto del Milano Photofestival 2017. La mostra, a cura di Matteo Pacini, sarà e visitabile fino a sabato 6 maggio 2017

Il progetto nasce con l’obiettivo di superare la visione meramente estetica del paesaggio post-industriale e la semplice ed effimera fascinazione che le imponenti strutture in abbandono provocano in chi le osserva.

Gli scheletri delle fabbriche in abbandono testimoniano l’impossibilità di replicare modelli di sviluppo estranei al contesto d’origine e le carcasse dei macchinari, ormai in disuso, rimangono come baluardo in memoria dei luoghi del lavoro, le cui condizioni di abbandono di oggi sono violenza sul paesaggio di cui fanno parte da anni.

Questa sequenza di immagini, parte di un progetto più ampio, racconta di luoghi in cui l’abbandono si sostituisce alla presenza umana, di cui rimane traccia solo attraverso i simulacri dell’attività operaia.

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Fare Luce
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Fare Luce

Un percorso di scoperta intimo e coinvolgente: un’installazione di Giovanni Maria Filindeu per Foscarini Spazio Brera in via Fiori Chiari 28 – Fino al 29 aprile
Data Pubblicazione: 14 April 2017

Fare Luce è il titolo dell’installazione progettata dall’architetto Giovanni Maria Filindeu per Foscarini Spazio Brera in via Fiori Chiari 28 in occasione della Milano Design Week 2017. Un percorso coinvolgente, in cui immergersi per lasciarsi trasportare da suggestioni toccanti ed emozioni delicate e profonde.

“La luce e l’ombra sono i primi ed essenziali materiali che il mondo offre all’architettura per dare significato allo spazio e per la sua trasformazione in luogo”, sottolinea Filindeu nell’introdurre il proprio progetto per Foscarini Spazio Brera.

Si accede al percorso dalla stanza dedicata al primo incontro con la luce: un cielo di merletto trasforma il ricordo in spazio, è una domenica pomeriggio di inizio primavera. Si entra successivamente nella stanza della luce e dello spazio, dove la luce si fa geometria e trasforma l’ambiente.

Si scopre poi il dono della luce e la luce come luogo: punto di inizio e verso il quale si torna inesorabilmente. La luce è anche energia e forza, fino allo spettacolo del cielo, che si riempie dei sette colori dell’arcobaleno, premio per i bambini di ogni età che hanno saputo pazientare durante la pioggia.

Un’installazione che è un viaggio di scoperta: un’esperienza personale, intima e coinvolgente.

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