INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

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Leggeri, modulari, sostenibili
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Leggeri, modulari, sostenibili

I padiglioni temporanei di Monica Armani per il Festival dell'Economia di Trento dall'1 al 4 giugno 2017
Data Pubblicazione: 31 May 2017

Prototipi dell’abitare sostenibile, i padiglioni temporanei hanno caratterizzato l’architettura moderna dall’inizio delle esposizioni universali. “Temporaneo” non ha qui un’accezione negativa. Tutt’altro. E’ una forma di architettura che perde la sua pesantezza, la sua dimensione eterna e concede spazio al cambiamento, alla mobilità, alla fragilità se si vuole. I padiglioni temporanei rappresentano un laboratorio in cui l’architettura può trovare ambiti in cui sperimentare materiali e tecniche costruttive.

Edifici intelligenti, sostenibili, dinamici, flessibili, rispettosi dei luoghi e dell’ambiente in cui si collocano, sono diventati elemento caratterizzante dell’attività progettuale di Monica Armani, che ha dato vita a un brand dedicato, LWA – Light Weight Architecture, per creare un riferimento nel settore, unendo le proprie competenze nella progettazione a quelle di Luca Dallabetta nell’engineering e di Luca Moser nel project management.

In occasione del Festival dell’Economia di Trento (1 / 4 giugno 2017), lo studio trentino ha realizzato i padiglioni che ospiteranno attività convegnistiche, stand librari e quant’altro durante la quattro giorni.

Si tratta di Pavilion, strutture modulari già utilizzate per l’edizione 2016 (formate una da 7, l’altra da 5 moduli), che sorgeranno sulla piazza del Duomo di Trento insieme con Clouds, la novità 2017.

“La progettazione di questi padiglioni nasce dalla necessità di dar forma e sostanza a un design sostenibile che parla di territorio (nella fattispecie, quello Trentino della Val di Fiemme da cui proviene il legno). Architetture leggere che diventano luoghi dove le persone possono “stare” e “condividere” esperienze, eventi, momenti di vita sociale”, racconta Monica Armani.

Strutture leggere dedicate a piccoli edifici per attività a breve e a medio termine, pensate per il riuso,  configurabili e modulari, finalizzate alla qualità e al benessere delle persone che li vivranno, sempre con attenzione all’impatto ambientale.

“La realizzazione dei progetti LWA richiede competenze diversificate e specializzate. Da qui la scelta di selezionare fornitori qualificati e certificati. Ogni progetto ha una sua “ricetta” per la realizzazione, gestita in ogni fase e aspetto dal team LWA che con questa metodologia garantisce flessibilità, trasparenza e qualità di ogni singola opera”, spiega ancora Monica.

Monica Armani, interpretando le esigenze della società contemporanea, ha anticipato i tempi e ha realizzato progetti che vogliono diventare iconici per un nuovo approccio all’architettura.

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Premio Architettura della Toscana
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Premio Architettura della Toscana

I vincitori della prima edizione del Premio di Architettura della Toscana - Pat
Data Pubblicazione: 31 May 2017

Il concorso, nato con l’obiettivo di stimolare la riflessione intorno all’architettura contemporanea e diffondere la cultura del progetto come garanzia di qualità ambientale e civile, ha visto la partecipazione di centocinquanta iscritti e venti opere selezionate.

I 5 progetti vincitori e gli 8 menzionati, verranno proclamati il 6 luglio alla Palazzina Reale, sede dell’Ordine degli architetti e Fondazione degli architetti di Firenze e luogo di cultura aperto alla città, pensato come punto di incontro dove sviluppare i temi dell’architettura per il futuro di Firenze. La premiazione inaugurerà la mostra dedicata al Premio di Architettura Toscana e sarà ospitata alla Palazzina reale fino al 23 luglio.

Il PAT è rivolto alla opere realizzate in Toscana negli ultimi cinque anni, dal 2012 al 2017 ed è articolato in cinque categorie: opera prima, opera di nuova costruzione, opera di restauro o recupero, opera di allestimento o di interni, opera su spazi pubblici, paesaggio e rigenerazione.

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Dio è nei frammenti
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Dio è nei frammenti

Personale dell’artista fotografo Marco Maria Zanin

Galleria Civica di Modena​, Palazzo Santa Margherita
fino al 16 luglio 2017
Data Pubblicazione: 31 May 2017

La mostra alla Galleria Civica di Modena​ attraverso le fotografie e le sculture del giovane artista e fotografo Marco Maria Zanin esplora il tema della memoria e delle radici nella società contemporanea mediante un’opera di reinterpretazione di scarti prodotti dal tempo.

Detriti e oggetti che per Zanin, sulla scorta del filosofo francese Georges Didi-Huberman, sono “sintomi” della sopravvivenza lungo le epoche di valori umani archetipici.

 

L’indagine si muove tra la civiltà rurale del Veneto, sua regione di origine, e la megalopoli di San Paolo, dove vive alcuni mesi all’anno: due luoghi profondamente diversi nel modo di vivere il passato e il presente, ma fortemente legati dai fenomeni migratori dall’Italia al Brasile tra XIX e XX secolo.

 

Attrezzi del mondo contadino vengono tagliati e fotografati assumendo forme inedite dal carattere totemico, mentre da frammenti di edifici moderni demoliti sono tratti calchi in porcellana, oppure nature morte che riecheggiano Giorgio Morandi, maestro con cui l’artista istituisce in mostra un intenso dialogo.

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Marmomac 2017
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Marmomac 2017

Presentata alla Terrazza Martini di Milano l'edizione numero 52 del Salone Internazionale dedicato alla filiera della pietra naturale
Data Pubblicazione: 30 May 2017

Dal 27 al 30 settembre, torna alla Fiera di Verona la 52ª edizione di Marmomac salone internazionale dedicato alla filiera della pietra naturale, dai prodotti grezzi ai semilavorati e finiti, dai macchinari, tecnologie e accessori per la lavorazione fino alle ultime applicazioni nell’architettura e nel design.

La presentazione alla stampa, avvenuta alla Terrazza Martini di Milano, ha visto protagonisti Maurizio Danese, Presidente Veronafiere, Giovanni Mantovani, Direttore generale Veronafiere, Luciano Galimberti, Presidente Adi, Raffaello Galiotto, designer, Luca Molinari, Storico e critico di Architettura. Moderati da Aurelio Magistà, giornalista.

Il salone è espressione dell’eccellenza unica del Made in Italy. Anche se l’export lapideo italiano nel 2016, dopo sei anni consecutivi di crescita, ha rallentato, il valore aggiunto dei materiali lavorati dalle aziende tricolori ha toccato il massimo storico. Stesso discorso per i macchinari e le tecnologie dedicate. “Marmomac”, ha commentato Maurizio Danese, presidente di Veronafiere, “ha un ruolo riconosciuto dal Governo italiano che dal 2015 ha inserito la rassegna tra quelle strategiche nell’ambito del Piano di promozione straordinaria del Made in Italy portato avanti dal Mise-ministero per lo Sviluppo economico e da Ice-Agenzia”.

Marmomac, inoltre, da sempre fa dell’internazionalità uno dei punti di forza come dimostrano i numeri dell’edizione 2016, con il 64% del 1.670 espositori e il 60% dei 67mila visitatori provenienti dall’estero, da oltre 145 nazioni. “I dati 2017, seppur non ancora definitivi”, spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, “indicano anche quest’anno un incremento delle aziende straniere con nuove presenze. Il profilo internazionale di Marmomac cresce ad ogni edizione potendo contare sul programma di iniziative di Veronafiere che presidiano Nord America, Nord Africa e Sud America”.

Il successo di Marmomac risiede soprattutto dalla capacità di coniugare gli affari alla cultura di un prodotto che in Italia ha tradizioni millenarie ma guarda al futuro. Un concetto che trova espressione con ‘The Italian Stone Theatre’: un padiglione di 3.500 metri quadrati allestito in collaborazione con Mise, Ice e Confindustria Marmomacchine, dove tre mostre -‘Territorio & Design’ a cura di Raffaello Galiotto e Vincenzo Pavan, ‘Macchine Virtuose’ a cura di Raffaello Galiotto, e ‘Soul of City’ a cura dello Studio Luca Molinari- raccontano l’iterazione tra pietra, tecnologie di lavorazione, sperimentazione e design attraverso progetti d’avanguardia di architetti e designer.

Spazio anche alla terza edizione dell’International Stone Summit: conferenza mondiale dedicata alla pietra naturale che vede la partecipazione delle principali associazioni internazionali del marmo.

Dopo il debutto nel 2016, confermata la consegna del riconoscimento ‘Icon Award’, che individua tra le opere esposte all’interno di ‘The Italian Stone Theatre’ quella che diventerà l’immagine della campagna di Marmomac 2018.

Per il sesto anno, poi, va in scena Marmomac & the City, che porta nelle vie e nei cortili del centro storico di Verona 12 opere e installazioni in pietra, valorizzando quelle realizzate delle aziende per le mostre della scorsa edizione di ‘The Italian Stone Theatre’.

Ritorna, infine, anche l’11° Best Communicator Award: premio di Marmomac alla cura e all’originalità dell’allestimento fieristico delle aziende espositrici.

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