Il senso del design

Qual è il momento in cui il design diventa strumento necessario di crescita e di sviluppo per una azienda? A questa domanda ha cercato di rispondere il talk “Il senso del design”, organizzato presso Interni Cafè a Cersaie 2016, durante il quale Giulio Iacchetti, industrial designer, e Alberto Cristina, Ceo di Cristina Rubinetterie, si sono confrontati sul rapporto tra designer e imprenditori.

“Il designer da solo non va da nessuna parte”’ ha esordito Iacchetti, affermando che “ il creativo ‘puro’ non esiste. Se non incontra l’impresa, il suo lavoro è inutile. Questo per dire che design e impresa non esistono se non in un incontro, in una relazione. Che non è mai casuale: a volte è il designer a scegliere l’azienda, a volte è il contrario. Ma c’e sempre comunque uno scegliersi”.

Ma quando scatta l’urgenza, la necessità per una azienda di passare dal proprio ufficio tecnico interno alla collaborazione con un designer esterno? “Spesso è il mercato che lo richiede”, ha spiegato Alberto Cristina. “I primi contatti con il design la mia azienda li ha avuti negli anni 80. E già allora richiedevo ai designer di ‘vivere’ in azienda e l’azienda per un certo periodo di tempo, per capire come funziona un rubinetto e poterlo disegnare al meglio”.

In pratica, una complementarietà tra tecnologia e design dalla quale non è possibile prescindere. “Il design introduce un virus positivo che permette alle aziende di lavorare meglio, spesso di farle ‘svoltare’. Ma la funzionalità di un prodotto rimane il primo requisito con cui il designer deve misurarsi. È questa la vera innovazione. E oggi c’è più bisogno di innovazione che di novità”, ha aggiunto Iacchetti.

“Purtroppo spesso l’innovazione è solo estetica e poco tecnologica, ed è una innovazione difficile da realizzare”, ha fatto eco Cristina. “Innovazione sarebbe anche fare squadra nel sistema bagno (arredo, ceramica, trattamento acqua), avere una maggiore condivisione di intenti, una piattaforma progettuale comune tra i vari attori. Prerogativa che oggi in Italia non viene presa nemmeno in considerazione. E questo lo dico per esperienza diretta”.

Design, impresa, innovazione e tecnologia: tutto questo è stato messo sul piatto della bilancia nel pomeriggio di ieri. E tutto questo significa anche ‘entusiasmo’, sia creativo sia imprenditoriale. Una prerogativa del made in Italy, di quell’Italian Style sempre più ricercato nel mondo. Oggi e per il futuro.

Foto di Saverio Lombardi Vallauri.