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Future needs Stories: scienza o fantascienza?

Future needs Stories: scienza o fantascienza?

Se ne è discusso al secondo appuntamento dei talk organizzati presso Audi City Lab. A parlarne, un parterre di eccellenza moderato da Monica Maggioni, presidente Rai, e Timothy O' Connell, partner & accelerator director H-Farm
Data Pubblicazione: 6 April 2017

Se è vero che nel volgere di pochi anni la tecnologia sconvolgerà tutto quello che facciamo, è il caso di preoccuparsi o di vivere questo momento di passaggio come opportunità?

Sul palco dell’Audi City Lab, sette testimonianze autorevoli sulla A. I. affrontata dal punto di vista della IoT con Eram Shlomo (Intel), della tecnologia delle comunicazioni con Diego Zucca (Cisco Italy), della creatività con l’architetto Italo Rota, della scienza con Maurizio Melis (Radio 24), dell’arte con Andrea Lissoni (Tate Modern), della scrittura con lo sceneggiatore Umberto Contarello, della storia dell’arte con Philippe Daverio.

Se i nostri timori per il futuro sono fondati, è perché sono frutto di un passato ben rappresentato nel presente. Ogni sviluppo futuro costringe a fare i conti con le origini dell’umanità. E allora, perché non cogliere l’occasione di questo dibattito per chiedersi in che direzione stanno andando la scienza, la tecnologia, l’arte. In altre parole, l’umanità.

Fantasia o realtà, storia o ultrastoria, scienza o fantascienza? Una prospettiva “asimmetrica” di umano e robotico, di calcolatori elettronici e cervelli spesso in fuga dal paese, di tradizioni e innovazione, di droni e biciclette a pedali che non deve spaventare. Come non spaventò la rivoluzione scientifica a cavallo tra 800 e 900, così non deve spaventare quella tecnologica del Terzo Millennio. Forse più caotica. Probabilmente più travolgente. Sicuramente più evidente.

Con la guida assistita l’uomo perderà la capacità e il piacere della guida? Arriverà mai il momento in cui verrà “superato” dall’automobile? Si passerà veramente dalla scienza alla fanta-scienza? La risposta, non semplice, è nel cercare di capire che cosa resterà di umano nel momento in cui la A.I. arriverà alle sue estreme conseguenze.

(Testo di Danilo Signorello – Foto di Efrem Raimondi)

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Conferenze Material Immaterial: crediti formativi per gli architetti
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Conferenze Material Immaterial: crediti formativi per gli architetti

Dal 5 al 7 aprile quattro appuntamenti per gli architetti nella mostra evento Interni Material Immaterial presso l'Università degli Studi di Milano
Data Pubblicazione: 6 April 2017

Per l’iscrizione alla conferenza, cliccare sul link di riferimento e procedere alla registrazione.

 

Mercoledì 5 aprile – ore 10.30
Auletta di Rappresentanza Senato Accademico

Model Instruction: Crafting the Prototype
SHoP Architects – Christopher & William Sharples, founders
riconoscimento 2 crediti formativi professionali per gli architetti

Giovedì 6 aprile – ore 18.00
Auletta di Rappresentanza Senato Accademico

Ricostruzione in Umbria: Tecnologia e architettura per la qualità dei nuovi edifici in Valnerina
Vasco Errani Commissario straordinario di Governo alla Ricostruzione; Catiuscia Marini Presidente della Regione Umbria; Stefano Boeri Architetto; Giuseppe Capocchin Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti; Francesco Cellini Architetto; Paolo Belardi Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia
riconoscimento 3 crediti formativi professionali per gli architetti

Venerdì 7 aprile – ore 10.30
Auletta di Rappresentanza Senato Accademico

Che fine ha fatto la sperimentazione? Ceramiche Cerdisa
Alberto Bianchi Albrici Memphis; Alessandro Guerriero Designer e fondatore di Alchimia; Massimo Iosa Ghini Architetto e designer; Luca F. Ticini Docente all’Università di Manchester e Presidente della Società Italiana di Neuroestetica ‘Semir Zeki'; modera Laura Traldi, Giornalista
riconoscimento 3 crediti formativi professionali per gli architetti

Venerdì 7 aprile – dalle ore 15.00
Auletta di Rappresentanza Senato Accademico

Be Brasil Talks
Brunno Jahara e/and Jader Almeida
Brazil/SA
riconoscimento 2 crediti formativi professionali per gli architetti

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Intelligenza artificiale, risorsa o minaccia?

Intelligenza artificiale, risorsa o minaccia?

Nell’incontro del 5 aprile all’Audi City Lab di Corso Venezia 11 un prestigioso pool di scienziati, progettisti, giornalisti e manager ha dibattuto sull’avvento dell’intelligenza artificiale e sui possibili impatti, non sempre rassicuranti, sulla vita nel prossimo futuro. La giornalista Monica Maggioni e Timothy O’Connell di H-Farm hanno moderato l’incontro
Data Pubblicazione: 6 April 2017

Artificial Intelligence versus Augmented Humanity: questo il titolo del primo incontro, tenutosi mercoledì 5 aprile, dei due in programma durante la Design Week milanese e che Audy City Lab dedica alla riflessione sull’intelligenza artificiale. Audi, co-producer della mostra-evento di Interni Material Immaterial, ha scelto l’antico Seminario Arcivescovile di Milano inaugurato da San Carlo Borromeo nel 1564 per ospitare i due talk serali e le installazioni elaborate sul tema da Yuri Suzuki, Ingo Maurer e Studio Lovegrove.

La preposizione ‘versus’ inclusa nel titolo del dibatto ha reso immediatamente esplicita la problematica posta ai relatori convocati: l’intelligenza artificiale favorirà la crescita dell’umanità o sarà un’insidia che arriverà a controllare le nostre vite?

Dopo l’introduzione di Gilda Bojardi, direttore di Interni, insieme a Fabrizio Longo, direttore di Audi Italia, la giornalista Monica Maggioni insieme a Timothy O’Connel di H Farm, esperto di sviluppo digitale, hanno interrogato James Fallon, professore emerito di Neuroscienze, Jakob Lange, architetto e partner di Big – Bjarke Ingles Group, Martin Micko, co-founder di SearchInk, Wally Pfister, regista del film ‘Trascendence’, Carlo Ratti, architetto e direttore del MIT Senseable City, Beppe Severgnini, direttore di Sette/Corriere della Sera, e lo stesso Longo.

Dalle differenti esperienze è emersa una visione molto articolata, che però conferma la comune convinzione che molto presto, prima di quanto immaginiamo, l’Intelligenza Artificiale condizionerà comportamenti personali e sociali, fino ad impattare sulla regolamentazione sociale, sull’evoluzione del lavoro, sui rapporti personali più intimi.

Un’avanzata che è impossibile interrompere, e che pone molti interrogativi profondi. Come l’uomo potrà controllare questo sviluppo è una sfida aperta, forse ‘la’ sfida’ madre degli anni che ci attendono. Con una certezza: un computer, benché sofisticato e potente, non potrà mai sostituirsi alle decisioni umane, almeno quelle morali, in cui a rispondere è la coscienza.

(Testo di Antonella Galli – Foto di Efrem Raimondi)

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