INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

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Distance
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Riflessioni sul tema della distanza

Addis Abeba, Etiopia, c/o Addis Foto Fest, dal 15 al 20 dicembre 2016
Venezia, Fondaco Sant’Angelo, dal 15 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017
Data Pubblicazione: 14 December 2016

Cinque giovani fotografe, attraverso l’obiettivo raccontano la propria terra, l’Etiopia, declinando il tema della distanza. Sono questi gli ingredienti di Distance, ideata e curata da Marco Milan.

Realizzato in collaborazione con Addis Foto Fest, il primo festival internazionale di fotografia in Etiopia la cui quarta edizione si terrà ad Addis Abeba dal 15 al 20 dicembre 2016, e grazie al contributo della sua fondatrice e direttrice, la fotografia etiope Aida Muluneh.

Muluneh e Milan hanno invitato a partecipare al progetto cinque giovani fotografe etiopi che ad Addis Abeba stanno lavorando all’ideazione e realizzazione di progetti fotografici originali: Haymanot Honelegn Assefa (1993), Hilina Mekonen Tesfaw (1988), Maheder Haileselassie Tadese (1990), Netsanet Fekadu (1988) e Luna Solomon (1993).

Le immagini, insieme alle videointerviste alle artiste, saranno poi protagoniste a Venezia, al Fondaco Sant’Angelo (dal 15 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017).

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Ritratto di città
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Ritratto di città

Frammenti di un paesaggio urbano

Video installazione per otto schermi sincronizzati

Area Ricerca Progressiva @StudioAzzurro
c/o La Fabbrica del Vapore

17 - 22 dicembre 2016
9 - 15 gennaio 2017
dalle ore 16 alle 19 o su appuntamento
Data Pubblicazione: 14 December 2016

“Che cosa succederebbe se improvvisamente Milano si trovasse circondata dal mare?”
da Grammatica della Fantasia di Gianni Rodari.

 

Cosa succederebbe se il Portello si trasformasse in una pista di atterraggio? E se lo stadio di San Siro come una navicella spaziale fosse inghiottito da un vortice spazio-temporale?

Sono solo alcune delle ipotesi fantastiche che guidano questo racconto di Milano.

 

Area Ricerca Progressiva di StudioAzzurro ospita una video installazione per otto schermi sincronizzati.

Lo sguardo incontra l’architettura, rincorre gli spazi, insegue le trasformazioni del tempo.

Milano si mostra in tutta la sua stravagante complessità, mai scontata.

Con lo sguardo l’installazione prova ad attraversare il tempo, le trame stratificate della città, cercando di ritrovare nel presente il passato, il rimosso e il non visto.

Tra pattern ripetuti e forme inaspettate, l’ambiente urbano assume varie forme, in un caleidoscopio di visioni e di suoni.

 

Ideazione e realizzazione: Chiara Ligi, Silvia Pellizzari, Micol Riva, Martina Rosa.

Suoni e musiche: Tommaso Leddi e Lorenzo Villa.

Consulenza architettonica: Ilaria Farina.

 

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Exoteric Gate. Nanda Vigo
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Exoteric Gate. Nanda Vigo

La Statale Arte: inaugura la seconda edizione della rassegna che trasforma l’Ateneo in un museo di scultura contemporanea all’aperto

Università degli Studi di Milano - Cortile della Ca’ Granda - Via Festa del Perdono, 7 – Milano - 14 dicembre 2016 / 11 marzo 2017
Data Pubblicazione: 14 December 2016

E’ Nanda Vigo la protagonista della seconda edizione de La Statale Arte, progetto che apre l’Ateneo all’arte contemporanea, ospitando mostre personali di artisti italiani e stranieri chiamati a dialogare, con lavori e installazioni site-specific, con la suggestiva architettura storica degli spazi seicenteschi della sede centrale di via Festa del Perdono.

Exoteric Gate è un imponente progetto-luce costituito da nove elementi distinti (otto piramidi di altezze diverse e un cilindro centrale) che sarà esposto dal 14 dicembre all’11 marzo 2017 al centro del Cortile della Ca’ Granda.

Exoteric gate, oltre a una forte esperienza sensoriale in cui la luce in movimento definisce una nuova dimensione spazio/temporale, è un’installazione che si pone come sintesi di una lunga ricerca avviata con i cronotopi negli anni 60, ambienti o oggetti in cui la luce indiretta filtrata da materiali riflettenti e rifrangenti – vetri stampati, acciai, specchi – genera impressioni incerte che dilatano i concetti di spazio e tempo.

Il ritmo di Exoteric Gate è quello scandito dalla luce prodotta da 400 metri di Led, mentre il movimento non programmabile è quello dato dalle superfici riflettenti che rendono lo spazio fluido stimolando imprevedibili percezioni.

Le otto piramidi di altezze diverse sono riconducibili ai lavori degli anni 70, definiti “Stimolatori di spazio”, e ai più recenti Deep Space: i primi sono piramidi-specchio in grado di attrarre lo spazio, le architetture circostanti e lo spettatore per restituire una visione multipla e smaterializzata della realtà; quelle del secondo tipo sono invece strutture dalle triangolazioni acute e direzionali, che suggeriscono uno spostamento ascensionale.

Foto di Laura Ragazzola

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Alessi IN-possible
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Alessi IN-possible

Quando l'idea non è ancora prodotto

Triennale Design Museum e Museo Alessi presentano una selezione di progetti mai entrati in produzione

Dal 17 dicembre 2016 al 8 gennaio 2017
Data Pubblicazione: 14 December 2016

Triennale Design Museum e Museo Alessi presentano Alessi IN-possible. Quando l’idea non è ancora prodotto, a cura di Francesca Appiani.

Si tratta di una selezione di progetti mai entrati in produzione fa scoprire la parte meno conosciuta della collezione del museo di una delle più importanti Fabbriche del Design Italiano.

La fabbrica è una sorta di agorá dove il designer, gli ingegnerizzatori, i disegnatori, i tecnici di produzione, i responsabili del marketing prodotto e della comunicazione, dialogano e il risultato finale è il prodotto industriale.

La mostra è dedicata a questo dialogo e ai molti modi attraverso i quali si svolge.

Il punto di vista scelto è inedito: non si racconta la storia di prodotti realizzati, ma quella di progetti rimasti in sospeso.

I problemi tecnici e le limitazioni economiche non esauriscono le ragioni per cui un progetto rimane tale. Nello sviluppo di un progetto possono darsi esiti inaspettati che riguardano la dimensione espressiva dell’oggetto, il suo linguaggio, la sua carica emozionale.

In mostra, ordinati cronologicamente dagli anni Venti del Novecento a oggi, oltre 50 progetti mai entrati in produzione di alcuni dei più famosi designer e architetti italiani e internazionali, da Ettore Sottsass, Achille Castiglioni, Aldo Rossi a Philippe Starck, Zaha Hadid, Patricia Urquiola, Ronan e Erwan Bouroullec.

La collezione del Museo Alessi, con 25.000 oggetti e 19.000 disegni, custodisce uno spaccato affascinante del design contemporaneo.

Materiali che raccontano il complesso intreccio di fattori dal quale nasce un prodotto industriale, dove elementi alti, culturali e sociali si uniscono a fattori pratici, concreti ed economici. In questo intreccio emerge un nodo fondamentale: l’incontro tra il designer e l’impresa.

Un dialogo continuo e sempre aperto, suscettibile di quello scarto, talvolta imprevisto, che porta dalla “In-possibilità” alla “Possibilità”, come è tipico di una ricerca che sia tale, ossia tenda alla creazione di oggetti innovativi, assumendosi il rischio dell’incertezza del risultato.

 

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