Una mostra che si dipana lungo il filo invisibile che lega gli strumenti ad arco a una statua di epoca romana: il 21 novembre si apre a Cremona 1937. La Vittoria Alata e le celebrazioni Stradivariane.

L’esposizione, suddivisa in due sezioni ospitate dal Museo del Violino e dal Museo Archeologico, ripercorre le celebrazioni promosse nel 1937 in occasione del bicentenario della morte di Antonio Stradivari, i giorni della costruzione del Palazzo dell’Arte, capolavoro dell’architettura razionalista restituito alla sua funzione pubblica come sede del Museo del Violino, e le vicende della Vittoria Alata di Calvatone.

Il 1937 è stato un anno chiave per Cremona e per la rinascita della sua tradizione liutaria, grazie alle celebrazioni Stradivariane che, in quel periodo, catalizzarono l’attenzione internazionale, attraverso un fitto calendario di concerti, incontri e mostre.

Gli strumenti premiati, all’epoca acquistati dal comitato organizzatore delle Celebrazioni e oggi parte delle Collezioni Civiche Liutarie del Comune di Cremona, saranno esposti al Museo del Violino, per offrire la rilettura di un periodo importante della liuteria italiana attraverso i grandi maestri del primo Novecento.

Le immagini dei fotografi cremonesi Ernesto Fazioli e Ezio Quiresi e una serie di documenti originali dell’epoca ripercorreranno invece le tappe della costruzione di Palazzo dell’Arte e racconteranno i giorni delle celebrazioni Stradivariane, nell’ambito delle quali il comitato organizzatore commissionò anche la realizzazione di una copia in bronzo dorato della Vittoria Alata di Calvatone, per donarla alla città.

La statua raffigura una Vittoria Alata su globo ed è databile fra il 161 e il 169 d.C.; rinvenuta nel 1836 in provincia di Cremona a Calvatone (l’odierna Bedriacum, fiorente vicus romano lungo la via Postumia), fu venduta alla Prussia nel 1841 e successivamente esposta a Berlino, nella galleria che collegava l’Altes al Neues Museum.