INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

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Università degli Studi

Università degli Studi

Via Festa del Perdono, 7 - Milano
Data Pubblicazione: 5 June 2017

Material Immaterial, il tema scelto da Interni, invita a esplorare la doppia anima del progetto: da un lato l’universo che costituisce l’essenza fisica e concreta del progetto; dall’altro la dimensione immateriale della creazione, a partire dal pensiero del progettista, sempre più coadiuvato da tecnologie digitali e condizionato dalla realtà virtuale.

Foto di Matteo Cirenei e Saverio Lombardi Vallauri.

 


Quick Brown Fox Jumps Over the Lazy Dog

“Il tema Material Immaterial cattura l’essenza di ciò che l’architettura è: l’arte e la scienza che rendono materiali idee immateriali. Le installazioni temporanee, veloci e impattanti, danno la possibilità di sperimentare, permanendo solo nella memoria delle persone. Il pangramma nella nostra installazione vuole mostrare l’infinita possibilità di variazione del sistema Alphabet of Light di Artemide: un intero alfabeto da soli due elementi. È una lampada a cui ciascuno può dare la forma che vuole, non si limita solo ai caratteri dell’alfabeto. E quindi si può costruire ogni volta un’installazione. Con Artemide c’èuna collaborazione molto fertile. Abbiamoin programma altre occasioni con cui esploraree spingere i limiti di ciò che si può fare con la luce”.

Progetto di Big – Bjarke Ingels Group con Artemide

 

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Lo Scalone

“Intervenire nel cortile della Ca’ Granda significa stabilire una relazione con la storia, mettendo a confronto il mondo classico del Rinascimento con i valori universali. Il significato delle installazioni di Interni è contribuire al concetto attuale di temporaneità che mette insieme la permanenza con il divenire. Il ruolo dell’architetto è creare visioni; quello delle aziende acquisire competenze tecnologiche. Ferragamo Parfums ha dato valore al tema Material Immaterial, all’idea di percezione. Perché il profumo non si vede. Lavorare con Moretti ha consentito di definire l’uso e il consumo del legno, materiale sempre riutilizzabile”.

Progetto di Michele De Lucchi con Ferragamo Parfums – Realizzazione Moretti Costruzioni

 

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Augmented Surface

“Material Immaterial è una coppia di parole che si definisce reciprocamente. L’uso del materiale non si risolve solo nella domanda tecnica, ma ha anche un forte contenuto evocativo. In Augmented Surface abbiamo utilizzato la qualità geometrica del Cortile della Farmacia per creare un’illusione. Le grandi quinte a specchio e il materiale di Marazzi mettono in risalto le caratteristiche dell’ambiente. È il metaprogetto, la vocazione aziendale, a trascinare il lavoro del progettista. Il nostro compito è essere aperti e curiosi verso visioni non specifiche della disciplina. È un obbligo affinché il progetto sia funzionale alla complessità culturale e sociale di oggi”.

Progetto di Antonio Citterio Patricia Viel con Marazzi, iGuzzini Illuminazione

 

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City DNA

“I concetti di material e immaterial servono a comprendere l’architettura in cui, normalmente, la materialità è ciò che ci circonda, mentre l’immaterialità è ciò che crediamo sia la nostra architettura in relazione con il contesto. City DNA nasce riferendosi alla presenza materiale e storica del cortile. È un gioco tra schermi digitali e superfici specchianti in relazione con l’intorno. Gli schermi presentano il tema della velocità e dell’immagine fisica che sfuma nell’astrazione. Velko Group è il partner ideale in questo tipo di installazioni per la qualità e la precisione dei dettagli e per le tempistiche brevi di realizzazione”.

Progetto di Sergei Tchoban, Sergey Kuznetsov e Agniya Sterligova con Velko Group

 

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I-M-Material

“In un contesto storicizzato come l’Università Statale di Milano, mi sono trovato di fronte a uno spazio ricco di elementi, al cui centro c’è una rovina che è stata l’inizio concettuale del progetto. Ho costruito attorno a essa una mini architettura, esile, con un rivestimento fatto della stessa materia alla base dell’architettura mediterranea: la ceramica. Il pannello che riveste la struttura ha una faccia in ceramica e l’altra specchiata, che genera visuali inusitate e sempre diverse secondo l’incidenza della luce. Ho costruito un’architettura fatta di materia e luce. Questo tipo di installazioni è l’occasione per sviluppare materiali e tecniche in ambiti applicativi diversi”.

Progetto di Massimo Iosa Ghini con Ceramiche Cerdisa, iGuzzini Illuminazione e Leucos - Partner tecnici per l’allestimento: Tedeschi, Extravega Milano Architectural Fabrications

 

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Matrix

La mostra Matrix ha esplorato l’esistenza umana e il ruolo del progetto nell’era delle informazioni. Yang Dongjiang ha raccontato (attraverso un paesaggio labirintico di torri realizzate da scatole da imballaggio e grandi monitor che riproducevano in video progetti, visioni, spazi e forme del design cinese) che il contrasto tra materiale e immateriale non esiste. E che il design cinese oggi deve affrontare molteplici sfide, perchè lo sviluppo urbano e l’informazione di massa sollevano questioni fondamentali sull’esistenza umana.

Mostra a cura di Yang Dongjiang con jd.com, Interni China

 

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Too Good to Waste

“Abbiamo inventato una storia, una narrazione di come un legno poco considerato può trasformarsi in qualcosa di meraviglioso. Queste opere effimere consentono all’architetto di fare ricerca, perché il suo ruolo è sempre più nella sperimentazione tra gli ambiti del progetto, mettendo insieme conoscenze da settori diversi. Per esempio, costruire un mobile imperfetto – caratteristica dell’installazione – è stata una grande sfida per Benchmark. L’imperfezione diventa ancora più interessante se messa in contrasto con la perfezione dell’architettura del Filarete. Nell’installazione ci sono mobili che si possono muovere o in cui sedersi per rilassarsi. È un nuovo luogo d’incontro e un’architettura inedita”.

Progetto di Benedetta Tagliabue – EMBT con AHEC – American Hardwood Export Council, Benchmark

 

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Spyre

“Sia il contenitore che ho realizzato per illy, sia l’installazione Spyre di acciaio corten sono una celebrazione del caffè come materiale grezzo, che altro non è che acqua e polvere. Nei materiali sta il significato del design. Ci sono ideali cui tendiamo, ma il nostro compito è che la materia sia usata correttamente nella forma e nella funzione, senza arrecare danno all’ambiente e agli utenti. Quanto a Spyre, se normalmente siamo noi che guardiamo la scultura, in questo caso è lei che ci guarda. Con una personale visione del mondo. Molte le associazioni suscitate nei visitatori: dalla ballerina di flamenco, alla proboscide dell’elefante”.

Progetto di Ron Arad con illy e Tecnovision

 

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Pergola

“Nella relazione tra materiale e immateriale è custodito il dilemma delle azioni umane e, nello specifico, del progetto. Elegant Living è un’azienda con attività tra la Cina, la Malesia e il Sud Est asiatico, che segue la trasformazione del legname dalla coltivazione. Per quest’azienda il rapporto con i progettisti italiani è un raffronto importante. E noi nell’installazione abbiamo voluto mettere in luce come può essere utilizzato il loro prodotto. Così un materiale da pavimento, dapprima radicato al suolo con parallelepipedi e gradoni, si eleva verso l’alto attraverso bacchette e festoni, divenendo spirito”.

Progetto di Alessandro e Francesco Mendini, Alex Mocika con Elegant Living e Way

 

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Wave/Cave

“Con il nostro progetto abbiamo messo in discussione la digitalizzazione, il senso di velocità e di continua urgenza, i materiali percepiti come usa e getta. Siamo partiti dall’idea di dare a un materiale della tradizione, la terracotta, un nuovo significato. Grazie alla tecnica produttiva e al processo di taglio sono stati realizzati oltre 1.600 blocchi con circa 800 profili differenti, mostrando come questo materiale sia sensibile al cambiamento. L’opera si apre al cielo e, benché non si abiti fisicamente, si vive mentalmente. È stata per noi l’opportunità per portare al limite le tecnologie e sperimentare”.

Progetto di SHoP Architects con NBK Keramik, Metalsigma TunesiArupCricursaL&L Luce&LightPHT Lighting Design

 

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Reframe

“In un’installazione iconica e filo-museale, materiali come plastica e metalli raccontano storie immateriali. Storie d’architettura e indagini su nuove materie che aprono orizzonti possibili. Nel mondo complesso e ibrido in cui viviamo, l’interazione tra chi progetta e chi realizza è fondamentale. Se esiste una fusione di visioni e di intenti, dalle due competenze nascono occasioni straordinarie. La collaborazione con Valsir per la realizzazione dell’installazione è stata essenziale. Ho lavorato sulla placca dei sanitari, trasformandola in opera d’arte interattiva, in costante e dinamica relazione con il pubblico”.

Progetto di Simone Micheli con Valsir, dott.gallinaAbet LaminatiiGuzzini IlluminazioneI ProfumatoriMicrodeviceTutondoBarelVetreria Malagoli

 

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Kaleido Studded Kiss

“Quando Sephora mi ha chiesto di prendere parte al progetto ero entusiasta, perché arte e design hanno molto in comune. E io non sono solo una tatuatrice, ma una creativa che realizza opere con le proprie mani, dal disegno alla musica. L’installazione decostruisce un oggetto d’uso, domestico e quotidiano, ma pieno di proiezioni nella dimensione immateriale. Il rossetto è una figura iconica, è il simbolo classico della femminilità. Amo passare dall’estremamente piccolo al super grande e qui ho espresso questo concetto con un progetto molto animato, che serve anche a coinvolgere i miei follower, chiamati a creare immagini con il prodotto e a condividerle con me”.

Progetto di Kat von D con Sephora – Kat von D

 

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Kochu

“Il valore di installazioni come questa risiede nell’ispirazione che si può trarre dall’azienda, interpretandone il linguaggio attraverso il proprio sguardo. Fortina produce profili di alluminio rivestiti con materiali innovativi che evocano il legno, i metalli e il marmo. Sono ecologici e interessanti per le applicazioni. Sono riuscito a trasmettere la trasparenza e l’eleganza di questi materiali con una struttura importante nelle dimensioni ma che, secondo come è vista e interagisce con la luce, si materializza e smaterializza. È effimera e allo stesso tempo concreta”.

Progetto di Luca Trazzi con Fortina produced by Toppan

 

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Brazil S/A – Be Brasil

“Il tema Material Immaterial è molto adatto a descrivere il design brasiliano, perché consente di mostrare la grande varietà dei materiali tipici brasiliani e i loro valori immateriali. Il design brasiliano è molto variegato perché vastissimo è il nostro Paese. Tuttavia c’è una caratteristica comune che lo descrive: la naturalità dei materiali come pietre, legni e fibre, usati in modo puro. C’è anche un personaggio che ci rappresenta: Oscar Niemeyer, grande architetto e maestro del design brasiliano, che ha progettato la nostra capitale Brasilia. Lo scopo della mostra è mettere in luce le aziende brasiliane e anche promuoverle grazie al supporto di Apex-Brasil, l’agenzia per la promozione dell’export brasiliano”.

Mostra a cura di José Roberto Moreira Do Valle con Brazil S/A e Apex-Brasil

 

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Immaterial Dream

“Il design parte dal sogno di nuove tecnologie e materiali che si concretizza grazie all’implementazione dei processi tecnologici. L’installazione per il press office, Immaterial Dream, racconta questa evoluzione. Nella fase progettuale ricorro a elementi immateriali quali la luce, la realtà virtuale basata sulla grafica 3d e immagini riflesse che trasporto in geometrie reali, come i miei arredi modulari Tapa pouf e Tauko table (per Nowy Styl Group). La mostra-evento di Interni è di fatto un design hub che ogni anno consente l’integrazione del sogno immateriale del design con l’industria che è 100% materiale, ispirando lo sviluppo tecnologico”.

Progetto di Mac Stopa – Massive Design con M2 Carpets, A.S. Création Tapeten, Nowy Styl Group, Casali, Panasonic, Luceplan

 

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Urban Up Milan Virtual Experience

Urban UpUnipol Projects Cities ha preso parte al FuoriSalone con due iniziative presentate nell’ambito di Interni Material Immaterial: Urban Up – Milan Virtual Experience e Live the City. La prima, presso Ca’ Litta (via Pantano 26), ha offerto una suggestiva esperienza di realtà virtuale che consentiva di entrare in cinque  importanti progetti immobiliari del Gruppo Unipol in corso a Milano. Tra questi, anche Torre GalFa, storica costruzione milanese degli anni Cinquanta di cui è in corso un ambizioso progetto di riqualificazione. La seconda iniziativa, Live the City, si è svolta presso De Castillia 23, edificio di proprietà del Gruppo Unipol a Porta Nuova, il cui recupero è seguito da Progetto CMR. L’edificio si è animato nelle ore serali del FuoriSalone grazie a un maxi schermo di 26×19 m sul quale è stato proiettato il video Live the City, appositamente realizzato da Urban Up in collaborazione con Interni. Il video ha raccontato il tema Material Immaterial e i progetti Urban Up, in un susseguirsi di immagini della città e dei progettisti.

 

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Flat Bambu Shimane

“Il bambù è usato da sempre, cresce velocemente e dritto, è resistente ed è una risorsa naturale con grandi capacità materiali e immateriali. La natura unita alla tecnologia può generare un materiale con cui migliorare la vita quotidiana con funzionalità, sicurezza e rispetto ambientale, anticipando il futuro. Il designer ha il compito di valorizzare la cultura e la storia specifica dell’azienda, capendone e rispettandone l’identità, e valorizzando lo stile dei suoi prodotti. L’evento di Interni riesce a dare sogni e speranza a molti e continuerà in futuro a svolgere un ruolo importante sull’evoluzione del design”.

Progetto di Toshiyuki Kita con Shukoh

 

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A house is not a home, a home is not a house

“L’installazione racconta dell’atto di fondazione primaria dell’architettura. È una tenda all’interno di una casa elementare, una sorta di arca di Noè. È realizzata con vecchie travi di legno trovate in deposito e lastre di acciaio specchianti e traforate a mano con il laser, utilizzato come una sorta di grande matita. MR è un luogo dove si elabora la materia: il legno e gli acciai. La prima ‘tecnologia’ da chiedere all’azienda è se rispetta le norme ambientali, non solo quelle degli umani ma anche quelle del mondo inanimato della tettonica, che è il territorio in cui viviamo. Perché il grande compito dell’architettura è sottoscrivere un nuovo contratto tra tutte le forme viventi”.

Progetto di Italo Rota con MR

 

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Fabric-Action, Valnerina Experience

“Fabric-Action fa parte del progetto Valnerina Experience, che promuove un’attività di ricerca e sviluppo sul destino economico delle aree recentemente colpite dal terremoto con progetti di sperimentazione materiale molto concreti. Fabric-Action riveste una materia tradizionale come la canapa con nuovi contenuti quali la fabbricazione digitale avanzata e i mondi dei makerspace e dell’open innovation”. Stefano Maffei, direttore Polifactory

“Il Museo della Canapa è stato l’interlocutore che ha guidato la conoscenza del materiale che è stato trasformato nell’idea e negli impieghi: dall’edilizia, all’architettura, al design, all’alimentazione”. Glenda Giampaoli, direttore del Museo della Canapa

“Per uscire dall’emergenza serve usare la leva del design rinnovando i prodotti del territorio”. Giovanni Tarpani, responsabile marketing istituzionale Regione Umbria.

Sviluppata da Polifactory con Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco e Ghénos Communication – Promossa da Regione UmbriaFondazione Politecnico di Milano Design Lab System – Department of Design of the Milan Polytechnic, and CMF Greentech

 

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Ego Black All

“La dicotomia tra materiale e immateriale, fra il tangibile e l’astratto, è la più evidente caratteristica dell’essere umano. Negli ultimi anni è entrata una nuova dimensione, la realtà virtuale, che è quasi un ossimoro. Il nostro progetto è una ribellione a questa condizione. È una rappresentazione della dualità tra privato e non, tra personale e pubblico. L’uovo è la sintesi perfetta della tangibilità dell’oggetto e dell’immaterialità del contenuto: le informazioni, il dna. Ego è il posto materiale più sicuro dove proteggere le informazioni. E Il frame di metallo, la gabbia dell’installazione, protegge a sua volta l’uovo”.

Progetto di Marco Rossi e Roberto Piasco con Ego, Tala

 

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Le Gigantesse

“Material Immaterial è un’occasione per i designer di rendere materiali le proprie idee lasciando spazio all’osservatore di interpretarle secondo la propria sensibilità. Le Gigantesse sono quattro macroabiti su una scultura in polistirolo che si sostituiscono alle lesene delle arcate, ponendo l’accento sulla radice classica dell’impianto architettonico che le ospita”.

Progetto di Ludovica Diligu, Michelangelo Mazzari e Simona Stortone con Labo.Art

 

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Pleasure-Lab Acquapura

“Il tema Material Immaterial si sposa perfettamente con il nostro laboratorio che si occupa di qualità immateriali degli oggetti. Acquapura è il frutto del terzo progetto di ricerca sul vernacolare tropicale, alla scoperta di soluzioni semplici e della tradizione locale. È un filtro in argilla fatto a mano, che affonda le sue radici nelle popolazioni indiane dell’America del Sud e che consente all’acqua di mantenersi fresca, purificarsi e, grazie al contatto con quell’argilla, riprendere le qualità dell’acqua uscita dalla fonte. È un progetto in controtendenza con l’industria 4.0 interamente automatizzata, che recupera i valori immateriali sottesi ai prodotti di design”.

Progetto di Ricardo Antonio con Pleasure-Lab

 

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Sole di notte

“Abbiamo pensato a qualcosa di molto pesante, un marmo azzurro che ricorda il cielo, contrapposto a un pallone aerostatico che solleva simbolicamente il blocco. Il progettista può avere il ruolo di critico, anche ironico, della società e può proporre nuovi concetti con atteggiamenti virtuosi oppure trasgressivi, purché arricchiti da divertimento ed estetica”.

Progetto di Castagnaravelli e Filippo Ghislieri Marazzi con Azul Italia

 

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Outdoor Decor

Una serie di piccole installazioni diffuse di design hanno arricchito il cortile dell’Università degli Studi e impreziosito la mostra-evento di Interni.

 

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Design Fantasy

Una serie di piccole installazioni di design hanno arricchito il cortile dell’Università degli Studi e impreziosito la mostra-evento di Interni.

 

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Orto Botanico di Brera

Orto Botanico di Brera

Via F.lli Gabba 10 / Via Brera 28 - Milano
Data Pubblicazione: 5 June 2017

All’Orto Botanico di Brera le quattro Design Islands sono scaturite dalla collaborazione tra progettisti affermati, giovani talenti ed aziende di riferimento e si sono poste in stretta relazione con lo straordinario contesto storiconaturalistico. Mostrando come il design possa valorizzare gli aspetti più preziosi e quotidiani dell’esistenza: la convivialità, il benessere personale, le relazioni, il rapporto con la natura.

Foto di Matteo Cirenei e Saverio Lombardi Vallauri.


 

Venice. Prezioso Quotidiano

“All’Orto Botanico, Fratelli Guzzini lancia un’operazione importante che vuole ristabilire una relazione tra design e arte. La contaminazione esiste e l’azienda vuole promuovere una forma d’arte apprezzabile da un pubblico più vasto. Perché i grandi progetti avvengono nella fusione delle anime di progettista e azienda”. Domenico Guzzini, presidente Fratelli Guzzini

“Abbiamo utilizzato la collezione Venice per fare ricerca. Gli artisti coinvolti hanno trasformato il materiale industriale in qualcosa di ‘liquido’ quasi immateriale, cercando un unico piano di lettura tra virtuale e reale, progetto e oggetto. Le sculture sono messe in luce, divenendo loro stesse generatrici di contenuto”. Marco Pareschi, communication strategist

Progetto di Marco Pareschi, Antonio Gramegna, Mariano Moroni, Ermenegildo Pannocchia, Caterina Tosoni con Fratelli Guzzini, iGuzzini Illuminazione

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The Garden of Senses

“Material Immaterial è un tema importante per l’arredo outdoor, che si colloca tra il concreto e l’etereo. All’Orto Botanico proponiamo delle isole per il relax che dialogano con le persone, cambiano durante la giornata grazie alle proprietà dei tessili e mettono in evidenza le tecnologie per gli arredi outdoor quali i materiali idrorepellenti e il teak. Lavorare con Talenti è interessante perché coglie gli stimoli del mondo della progettazione e li trasforma in prodotti e idee vincenti. La temporaneità di questo tipo di installazioni consente di mettere a fuoco velocemente input raccolti durante l’anno. Il progettista ha, però, una responsabilità etica nei confronti di ciò che rimane, riducendo al massimo la produzione di rifiuti”.

Progetto di Marco Acerbis con Talenti

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Pigmenti Open-air

“L’installazione vuole mettere in luce le inaspettate qualità del cemento prodotto dall’azienda Gypsum. E mostrare come il colore e le texture superficiali rivelino inedite percezioni e morbidezza. Pigmenti Open-air ha una pedana accessibile che invita a salire e toccare con mano gli elementi, ma anche a sedersi per un attimo di pausa dalla frenesia del FuoriSalone. Un’istallazione semplice e immediata”.

Progetto di Marco Merendi e Diego Vencato con Gypsum

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MyIsle, the Outdoor Gym Sculpture

“Il progetto nasce da tre anime diverse: Alfredo Tasca, con trent’anni di esperienza nel lusso outdoor con Metalco; Gianluca Innocenzi, da vent’anni nel mondo dell’industria del fitness; il sottoscritto, Alberto Mattiello, designer ed esperto di nuove tecnologie applicate al prodotto. MyIsle è una scultura per outdoor con un’anima digitale che consente un servizio di coaching. Ha un’essenza immateriale che ci riconnette alla natura e a noi stessi e che consente di allenarsi con altri in base alle proprie capacità, favorendo il benessere personale”.

Progetto di Alfredo TascaAlberto Mattiello con Metalco Active, Il Cantiere

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Audi City Lab

Audi City Lab

Corso Venezia 11 - Milano
Data Pubblicazione: 5 June 2017

Audi City Lab in Corso Venezia 11 ha offerto un’interpretazione del tema Material Immaterial con il programma Future Needs Stories: negli spazi dell’ex Seminario Arcivescovile sono stati organizzati incontri sul rapporto tra uomo e intelligenze artificiali ed è stata presentata l’installazione Sonic Pendulum di Yuri Suzuki.

Un’illuminazione suggestiva realizzata sull’ingresso barocco da Ingo Maurer introduceva a una serie di eventi e installazioni speciali che animavano il cortile settecentesco.

Foto di Matteo Cirenei e Saverio Lombardi Vallauri.


 

Sonic Pendulum

“Il suono è il mio materiale che di per sé è qualcosa di immateriale. In Sonic Pendulum ci sono 30 speaker indipendenti collegati a una struttura a pendolo. Ho creato uno spazio per il relax utilizzando la tecnologia come intelligenza artificiale. I visitatori contribuiscono a creare il suono dell’opera camminandoci attorno. Audi non è un’azienda che punta a eventi di massa con progetti di facile impatto, ma cerca esperienze di differente natura. È interessata al tema del suono e del suo impatto emozionale sulle persone, fattore non ancora ben investigato. I designer hanno un ruolo importante, che non ha a che fare con la decorazione, ma con i modi del vivere”.

Progetto di Yuri Suzuki per Audi

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The Door to Artificial Intelligence

“Material Immaterial è una coraggiosa antitesi. I due concetti sembrano contrari ma in realtà dipendono l’uno dall’altro. Mi piace lavorare in una sorta di livello subcosciente, la nostra opera è condotta dalle emozioni e dalle sensazioni. Lo stesso deve essere per Audi: ascoltare non solo le indicazioni del mercato, ma anche le impressioni interiori delle persone, trasferendo i sentimenti dell’epoca nei prodotti. Nel design la vera sfida è essere veri e portare un messaggio di onestà. Per Audi abbiamo realizzato un’entrata speciale: un portale che, con un’aureola luminosa sopra il passaggio, suggerisce l’idea di intelligenza artificiale”.

Progetto di Ingo Maurer con Axel Schmid per Audi con Castagnaravelli

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Material Immaterial

Material Immaterial

Università degli Studi di Milano - Via Festa del Perdono, 7
Audi City Lab - Corso Venezia, 11
Orto Botanico di Brera - Via F.lli Gabba, 10 / Via Brera, 28
Data Pubblicazione: 5 June 2017

Dal 3 al 15 aprile si è svolta a Milano la ventesima edizione della Mostra-Evento che Interni organizza ogni anno per il FuoriSalone: Interni Material Immaterial ha riunito in tre straordinari luoghi storici della città (Università degli Studi di Milano, Orto Botanico di Brera ed ex Seminario Arcivescovile) oltre trenta installazioni progettate da architetti e designer di fama internazionale in partnership con aziende, istituzioni e start up da tutto il mondo.

Le installazioni hanno esplorato e sviluppato il rapporto tra l’idea immateriale da cui si genera un progetto e la sua realizzazione concreta. Un grande successo di pubblico e di critica ha suggellato la mostra: oltre 230.000 visitatori, tra cui centinaia di giornalisti dalle più prestigiose testate italiane ed estere.

Audi è stata co-producer per il quarto anno consecutivo; il Comune di Milano ha dato il suo patrocinio.

Foto di Matteo Cirenei e Saverio Lombardi Vallauri.

 

 

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