INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

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Orto Botanico di Brera

Orto Botanico di Brera

Via F.lli Gabba 10 / Via Brera 28 - Milano
Data Pubblicazione: 5 June 2017

All’Orto Botanico di Brera le quattro Design Islands sono scaturite dalla collaborazione tra progettisti affermati, giovani talenti ed aziende di riferimento e si sono poste in stretta relazione con lo straordinario contesto storiconaturalistico. Mostrando come il design possa valorizzare gli aspetti più preziosi e quotidiani dell’esistenza: la convivialità, il benessere personale, le relazioni, il rapporto con la natura.

Foto di Matteo Cirenei e Saverio Lombardi Vallauri.


 

Venice. Prezioso Quotidiano

“All’Orto Botanico, Fratelli Guzzini lancia un’operazione importante che vuole ristabilire una relazione tra design e arte. La contaminazione esiste e l’azienda vuole promuovere una forma d’arte apprezzabile da un pubblico più vasto. Perché i grandi progetti avvengono nella fusione delle anime di progettista e azienda”. Domenico Guzzini, presidente Fratelli Guzzini

“Abbiamo utilizzato la collezione Venice per fare ricerca. Gli artisti coinvolti hanno trasformato il materiale industriale in qualcosa di ‘liquido’ quasi immateriale, cercando un unico piano di lettura tra virtuale e reale, progetto e oggetto. Le sculture sono messe in luce, divenendo loro stesse generatrici di contenuto”. Marco Pareschi, communication strategist

Progetto di Marco Pareschi, Antonio Gramegna, Mariano Moroni, Ermenegildo Pannocchia, Caterina Tosoni con Fratelli Guzzini, iGuzzini Illuminazione

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The Garden of Senses

“Material Immaterial è un tema importante per l’arredo outdoor, che si colloca tra il concreto e l’etereo. All’Orto Botanico proponiamo delle isole per il relax che dialogano con le persone, cambiano durante la giornata grazie alle proprietà dei tessili e mettono in evidenza le tecnologie per gli arredi outdoor quali i materiali idrorepellenti e il teak. Lavorare con Talenti è interessante perché coglie gli stimoli del mondo della progettazione e li trasforma in prodotti e idee vincenti. La temporaneità di questo tipo di installazioni consente di mettere a fuoco velocemente input raccolti durante l’anno. Il progettista ha, però, una responsabilità etica nei confronti di ciò che rimane, riducendo al massimo la produzione di rifiuti”.

Progetto di Marco Acerbis con Talenti

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Pigmenti Open-air

“L’installazione vuole mettere in luce le inaspettate qualità del cemento prodotto dall’azienda Gypsum. E mostrare come il colore e le texture superficiali rivelino inedite percezioni e morbidezza. Pigmenti Open-air ha una pedana accessibile che invita a salire e toccare con mano gli elementi, ma anche a sedersi per un attimo di pausa dalla frenesia del FuoriSalone. Un’istallazione semplice e immediata”.

Progetto di Marco Merendi e Diego Vencato con Gypsum

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MyIsle, the Outdoor Gym Sculpture

“Il progetto nasce da tre anime diverse: Alfredo Tasca, con trent’anni di esperienza nel lusso outdoor con Metalco; Gianluca Innocenzi, da vent’anni nel mondo dell’industria del fitness; il sottoscritto, Alberto Mattiello, designer ed esperto di nuove tecnologie applicate al prodotto. MyIsle è una scultura per outdoor con un’anima digitale che consente un servizio di coaching. Ha un’essenza immateriale che ci riconnette alla natura e a noi stessi e che consente di allenarsi con altri in base alle proprie capacità, favorendo il benessere personale”.

Progetto di Alfredo TascaAlberto Mattiello con Metalco Active, Il Cantiere

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Audi City Lab

Audi City Lab

Corso Venezia 11 - Milano
Data Pubblicazione: 5 June 2017

Audi City Lab in Corso Venezia 11 ha offerto un’interpretazione del tema Material Immaterial con il programma Future Needs Stories: negli spazi dell’ex Seminario Arcivescovile sono stati organizzati incontri sul rapporto tra uomo e intelligenze artificiali ed è stata presentata l’installazione Sonic Pendulum di Yuri Suzuki.

Un’illuminazione suggestiva realizzata sull’ingresso barocco da Ingo Maurer introduceva a una serie di eventi e installazioni speciali che animavano il cortile settecentesco.

Foto di Matteo Cirenei e Saverio Lombardi Vallauri.


 

Sonic Pendulum

“Il suono è il mio materiale che di per sé è qualcosa di immateriale. In Sonic Pendulum ci sono 30 speaker indipendenti collegati a una struttura a pendolo. Ho creato uno spazio per il relax utilizzando la tecnologia come intelligenza artificiale. I visitatori contribuiscono a creare il suono dell’opera camminandoci attorno. Audi non è un’azienda che punta a eventi di massa con progetti di facile impatto, ma cerca esperienze di differente natura. È interessata al tema del suono e del suo impatto emozionale sulle persone, fattore non ancora ben investigato. I designer hanno un ruolo importante, che non ha a che fare con la decorazione, ma con i modi del vivere”.

Progetto di Yuri Suzuki per Audi

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The Door to Artificial Intelligence

“Material Immaterial è una coraggiosa antitesi. I due concetti sembrano contrari ma in realtà dipendono l’uno dall’altro. Mi piace lavorare in una sorta di livello subcosciente, la nostra opera è condotta dalle emozioni e dalle sensazioni. Lo stesso deve essere per Audi: ascoltare non solo le indicazioni del mercato, ma anche le impressioni interiori delle persone, trasferendo i sentimenti dell’epoca nei prodotti. Nel design la vera sfida è essere veri e portare un messaggio di onestà. Per Audi abbiamo realizzato un’entrata speciale: un portale che, con un’aureola luminosa sopra il passaggio, suggerisce l’idea di intelligenza artificiale”.

Progetto di Ingo Maurer con Axel Schmid per Audi con Castagnaravelli

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Material Immaterial

Material Immaterial

Università degli Studi di Milano - Via Festa del Perdono, 7
Audi City Lab - Corso Venezia, 11
Orto Botanico di Brera - Via F.lli Gabba, 10 / Via Brera, 28
Data Pubblicazione: 5 June 2017

Dal 3 al 15 aprile si è svolta a Milano la ventesima edizione della Mostra-Evento che Interni organizza ogni anno per il FuoriSalone: Interni Material Immaterial ha riunito in tre straordinari luoghi storici della città (Università degli Studi di Milano, Orto Botanico di Brera ed ex Seminario Arcivescovile) oltre trenta installazioni progettate da architetti e designer di fama internazionale in partnership con aziende, istituzioni e start up da tutto il mondo.

Le installazioni hanno esplorato e sviluppato il rapporto tra l’idea immateriale da cui si genera un progetto e la sua realizzazione concreta. Un grande successo di pubblico e di critica ha suggellato la mostra: oltre 230.000 visitatori, tra cui centinaia di giornalisti dalle più prestigiose testate italiane ed estere.

Audi è stata co-producer per il quarto anno consecutivo; il Comune di Milano ha dato il suo patrocinio.

Foto di Matteo Cirenei e Saverio Lombardi Vallauri.

 

 

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