Il Paese su cui puntare? Senza dubbi, il Brasile. Non fosse altro per l’attenzione crescente con cui ci guarda e noi lo ricambiamo. Durante la settimana del Salone e FuoriSalone, si è parlato di circa 10.000 operatori brasiliani a Milano, tra buyer, architetti, designer e artisti. La Camera di commercio di Monza e Brianza ha informato, che in un anno il Brasile acquista 4,5 milioni di euro di mobili “made in Brianza” e che l’export del legno arredo della Brianza verso il maggior Paese dell’America Latina vale oltre il 37% dell’export lombardo del settore. Un recente focus di Fondazione Altagamma ne conferma il pieno boom, anche nei consumi: “Economia in costante crescita, diffusa cultura edonista, classe media in espansione e un numero record di milionari (155.000, più che in India e in Russia): è il Brasile il nuovo Eldorado dei brand mondiali di alta gamma”. Oltre che per l’architettura di Oscar Niemeyer e Paulo Mendes da Rocha (i due latino americani insigniti del Pritzker Prize, il Nobel dell’architettura mondiale), il Brasile si distingue quindi oggi anche per altro: per la forza del suo comparto edilizio, per la produzione e il consumo di ceramica (come ha dimostrato la 10a edizione di Expo Revestir), e per un vero e proprio design glocal.
Ed eccoli i brasiliani in trasferta, solari nonostante la pioggia delle giornate milanesi e consapevoli della propria pole position nel riutilizzo dei materiali, nel riscatto di tecniche tradizionali, nel disegno inventivo di ogni elemento. In mostra a Palazzo Giureconsulti, in piazza dei Mercanti, per la terza volta sede di Brazil S/A, vetrina del meglio della cultura e dell’artigianato locali e spazio di relazione tra aziende e professionisti del settore, sotto l’attenta regia di José Roberto Moreira do Valle, Ricardo Caminada ed Edmundo Sansone Neto. Le sette esposizioni distribuite nei quattro piani del sontuoso palazzo – tra cui Design da Floresta, promossa dallo Stato di Acre; Metro Cubico, mostra di giovani talenti premiati realizzata in collaborazione con il Consolato brasiliano di Milano; e Renda-se ao Brasil selezione curata da Maria Helena Estrada di mobili e oggetti personalizzati con ritagli di pizzo – hanno inanellato progetti, idee e prodotti innovativi, eco-friendly e tecnologicamente avanzati. Versatili, in una parola. Come quelli raccolti nella kermesse Rio + Design, per il primo anno in zona Tortona, promossa dal Governo dello Stato di Rio de Janeiro, tramite la Segreteria di Sviluppo Economico, Energia, Industria e Servizi (Sedeis) e in partnership con Sebrae, che raggruppava circa 30 oggetti di 23 designer carioca, sotto la direzione artistica di Guto Indio da Costa, curatore dell’allestimento che si è ispirato a un genius-loci richiamato con fondali di sabbia, colori caldi, piante e presenze verdi.
Un’altra occasione per mostrare l’eccellenza della creatività brasiliana al mondo e comprendere come le sue diverse individualità si rapportano a un’espressione universale di identità con la matrice della cultura indigena, è stata la prima edizione di Brasil.it, alla Galleria d’Arte il Castello di via Brera 16, realizzata dal Ministério da Cultura Brasileiro. Interessante, ha affrontato il tema Radici declinato nel lavoro di tre giovani promesse internazionali: Rodrigo Almeida, Mana Bernardes, Tetê Knecht. Il progetto che prevedeva il mix di una collettiva e di una personale si completerà nell’arco temporale di tre anni. Alla collettiva di quest’anno si è così accompagnata la monografica Endemic di Rodrigo Almeida, che nel 2013 sarà invece riservata al personale punto di vista di Tetê Knecht e nel 2014 a Mana Bernardes.
Brasile Eldorado
testo di antonella boisi
foto di guilherme aquino, simone barberis, sara caccivio
foto di guilherme aquino, simone barberis, sara caccivio
A Milano, la vitalità
verde oro in tre mostre
specifiche che hanno
portato nella
capitale del design,
tutta la passione,
la grinta e il talento
progettuale di maestri
e giovani leve.
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