INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

Università degli Studi

Data Pubblicazione: 1 April 2015
statale

A DREAM FOR TOMORROW. LOOKING TO THE PAST TO INVENT THE FUTURE

Università degli Studi di Milano
via Festa del Perdono, 7
dal 13 al 19 aprile dalle ore 10 alle 24
dal 20 aprile al 24 maggio dalle ore 10 alle 22

Installazioni originali e progetti inediti di architettura e design, composti in un mosaico sorprendente, anticipano il futuro sostenibile delle città

Quali energie urbane esprimono anno per anno le micro-architetture di Interni a Milano? Quale senso e significato ha avuto questa sequenza di esercizi, di micro-urbanistiche negli anni? E cosa devono dire ai progetti che facciamo nel 2015 con il troppo forte tema Energy for Creativity?

Dovranno esprimere un senso eroico dell’oggetto legato al destino, alle grandi visioni apocalittiche di uomini e di un pianeta che assolutamente dobbiamo salvare. Questi condensati di architettura dovranno essere dei comunicatori di messaggi, espressione e dimostrazione di certe tesi, documenti di umanità. Saranno figure presenti, cioè ben visibili, protagoniste, estetiche, connesse con la storia e l’antropologia.

I loro linguaggi dovranno esprimere nuove ipotesi radicali dei mutamenti, dove gli oggetti si presentino come simboli di impegno e responsabilità, come icone dai riferimenti spirituali. Saranno oggetti-prototipo, spazi-simbolo, realizzati a mano oppure con modi inconsueti, per enfatizzare le contraddizioni e i paradossi del lusso e della povertà. Saranno dei piccoli assurdi monumenti alla dissoluzione delle tipologie.

Proporranno l’idea di un territorio iper-tecno ma agricolo e tribale, legato ai miti arcaici della sopravvivenza elementare e alla unione delle etnie. Avvieranno una utopia pre-ecologica della società, rappresentando ipotesi di altri mondi, il senso e il non senso.

Interni farà nascere nel 2015 una città, la città dell’Energy for Creativity, il cui ordine urbano sarà un patchwork. E girando fra le mini strade di questa intensa micro-città dimostrativa, dovremo cercare e trovare gli indicatori di essenziali varianti al sistema dominante, al di là della insana innovazione.

Alessandro Mendini

Padiglione Zero – Expo Milano 2015

Il modello in scala del Padiglione Zero nella Hall dell’Aula Magna offre un’anticipazione della struttura [...]

Utopia Concreta – Palazzo Italia Expo Milano 2015

Una mostra racconta per immagini il cantiere dell’opera architettonica che rappresenterà l’Italia all’Esposizione Universale, e [...]

Camera Chiara

Due padiglioni telescopici in acciaio e legno ospitano ambienti ispirati agli interni domestici libanesi, che [...]

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Deep Words Light

Quattro steli monumentali fanno da quinte teatrali al porticato barocco del Cortile d’Onore: su ciascuna [...]

Monumento a IL ROSSETTO

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Punti di Vista

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Living Line

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Vitruvius in Quarantine

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Black Hole

Un padiglione a torre, aperto verso il cielo, racchiude la sagoma di un buco nero [...]

Operafood

Il modello di un nuovo concetto spaziale per il teatro musicale, a forma di spirale [...]

Invitation Tower

Una struttura semplice e capace di attirare l’attenzione per le sue dimensioni e per la [...]

Folklore

Una struttura lignea ispirata ai palazzi rinascimentali e ricoperta da una miriade di pezzi in [...]

Irori

Una struttura in bambù e acciaio, costruita attorno a un focolare, rappresenta l’evoluzione della cucina [...]

Digital Lithic Design

Sette opere in marmo dalle forme sorprendenti mettono in risalto l’eccellenza tecnologica, la capacità di [...]

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La nazione carioca presenta il suo universo creativo e progettuale in un percorso che mette [...]

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In Mostra ARCHITECTURE

In Mostra ARCHITECTURE

Data Pubblicazione: 2 April 2015

 

Padiglione Zero – Expo Milano 2015

Giancarlo Basili, Michele De Lucchi, Davide Rampello
Hall Aula Magna
Data Pubblicazione:

Il modello in scala del Padiglione Zero nella Hall dell’Aula Magna offre un’anticipazione della struttura che accoglierà i visitatori di Expo, ideata da Davide Rampello, Michele De Lucchi e Giancarlo Basili

Expo Milano 2015 entra negli spazi dell’Università Statale con Energy for Creativity, di cui è co-producer, e porta una significativa anticipazione presentando un modello in scala del Padiglione Zero. la struttura accoglierà i visitatori nel sito espositivo di Expo presentando una sintesi dei temi sulla nutrizione.

Padiglione Zero nasce dalla collaborazione tra Davide Rampello, che ne è il curatore, l’architetto Michele de Lucchi e lo scenografo Giancarlo Basili. Davide Rampello ha spiegato che il Padiglione ‘propone un racconto che parte dalla memoria dell’umanità, percorre l’evoluzione del suo rapporto con la Natura (dall’azione di addomesticare il mondo animale e vegetale all’invenzione degli strumenti della lavorazione e della conservazione) e arriva fino alle forti contraddizioni dell’alimentazione contemporanea”.

Come ha illustrato, Michele De Lucchi “il padiglione Zero riproduce un pezzo della crosta terrestre sollevata dal terreno. Utilizzando la schematizzazione delle curve di livello, riproduce il suolo terrestre con montagne, colline e una grande valle centrale”.

Al suo interno diverse aree concettuali accompagnano i visitatori alla scoperta del tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. “Il Padiglione Zero offre un’esperienza di viaggio al centro della Terra”, ha aggiunto De Lucchi, “i visitatori entrano letteralmente nella Terra, e guardarla dall’interno è certamente un’esperienza insolita.”

Il Padiglione Zero, situato all’ingresso del sito di Expo Milano 2015, accoglie i visitatori anticipando i temi dell’esposizione: un modello in scala dell’edificio è esposto nella Hall dell’Aula Magna. Il curatore è Davide Rampello, il progettista è l’architetto Michele De Lucchi; gli allestimenti sono di Giancarlo Basili.

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Michele De Lucchi. ph. Efrem Raimondi

Michele De Lucchi. ph. Efrem Raimondi

Davide Rampello. ph. Efrem Raimondi

Davide Rampello. ph. Efrem Raimondi

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Utopia Concreta – Palazzo Italia Expo Milano 2015

Utopia Concreta – Palazzo Italia Expo Milano 2015

Michele Molè e Susanna Tradati, Nemesi&Partners
Hall Aula Magna
Data Pubblicazione:

Una mostra racconta per immagini il cantiere dell’opera architettonica che rappresenterà l’Italia all’Esposizione Universale, e che ne è già il simbolo

Con il primo maggio e l’apertura di Expo sarà inaugurato Padiglione Italia: composto da Palazzo Italia e dagli edifici del Cardo, è il luogo di rappresentanza del nostro Paese nel sito espositivo.

Palazzo Italia è un progetto di Michele Molé e Susanna Tradati, studio Nemesi&Partners, autori di tutto il Padiglione Italia, e vanta alcuni primati: è l’unico edificio permanente di Expo e raggiunge un’altezza di 35 metri, la più elevata rispetto agli altri edifici.

Una mostra per immagini allestita nella Hall dell’aula magna ripercorre i momenti più significativi del cantiere e racconta la nascita dell’iconico edificio, che si contraddistingue per l’involucro esterno a trama ramificata. Si tratta di una superficie di 9000 mq costituita da 750 pannelli di cemento i.active Biodynamic con il principio attivo TX Active, entrambi brevetti di Italcementi: a contatto con la luce del sole il principio presente nel materiale consente di catturare gli inquinanti, trasformandoli in sali. I pannelli sono realizzati con la tecnologia di Styl-Comp.

 

Lo studio Nemesi&Partners, con sede a Roma, guidato da Michele Molè, fondatore e direttore, e Susanna Tradati, partner associato, ha firmato il progetto del Padiglione Italia per Expo Milano 2015. La mostra per immagini racconta la nascita di Palazzo Italia ed è realizzata con Italcementi Group.

Michele Molè e Susanna Tradati, Nemesi&Partners ph. Luigi Filetici

Michele Molè e Susanna Tradati, Nemesi&Partners ph. Luigi Filetici

Camera Chiara

Annabel Karim Kassar Architects and Interiors
Cortile del 700
Data Pubblicazione:

Due padiglioni telescopici in acciaio e legno ospitano ambienti ispirati agli interni domestici libanesi, che raccontano storie di artigianato e stili di vita

Uno di fronte all’altro, nel Cortile del 700, i due padiglioni che compongono l’installazione Camera Chiara, ideata dall’architetto franco-libanese Annabel Karim Kassar con un team di progettisti, artisti e artigiani, creano un inedito parallelismo con le volte regolari del doppio porticato barocco.

Costituiti da una struttura telescopica a gradoni in acciaio e legno, i padiglioni invitano i visitatori a entrare e vivere in prima persona gli spazi di vita domestica, in cui risuonano musiche lontane e immagini inattese.

Il primo padiglione, Liwan, prende il nome dal soggiorno delle case libanesi e accoglie, in uno spazio in terra cruda, arredi artigianali, video narrativi e musica araba. Nel padiglione opposto, Camera Chiara, una serie di materassi blu disposti a terra accoglie gli spettatori per la visione di filmati d’autore che raccontano processi di produzione artigianale.

Da Parigi al Libano, l’architetto Annabel Karim Kassar ha fondato uno studio con sedi a Beirut, Dubai e Londra. Con l’azienda di HSC e con Imola Legno, Golran 1898, Sylumis e CAI-Light per l’illuminazione, ha progettato l’installazione Camera Chiara, articolata in due padiglioni arredati e aperti ai visitatori.

 

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Future Flowers

Daniel Libeskind con Libeskind Design
Cortile della Farmacia
Data Pubblicazione:

Una composizione concettuale, con linee di pannelli metallici colorati che si intersecano su direttrici diagonali, indaga il senso della geometria e del colore

L’installazione che Daniel Libeskind ha ideato con Libeskind Design e in collaborazione con Oikos per il Cortile della Farmacia trova la sua origine nella collezione di disegni Chamberworks del celebre architetto, che raccoglie composizioni architettoniche create sulla carta come matrici di organizzazione spaziale.

Nel caso dell’installazione Future Flowers, l’opera di origine è Chamberwork n.2. Horizontal, in cui due serie di linee parallele si intersecano su assi diagonali. L’installazione riporta in tre dimensioni lo studio della matrice spaziale, attraverso fasci di linee rette intersecanti, composte da pannelli metallici e dipinte in colori che appartengono alla nuova tavolozza sviluppata da Libeskind per Oikos.

La proiezione tridimensionale del disegno permette di cogliere i valori più reconditi della matrice spaziale originaria, sia evidenziando la capacità di organizzazione volumetrica delle linee rette, sia facendo emergere il ruolo della luce e del colore.

 

Future Flowers nasce da uno studio grafico di Daniel Libeskind, figura internazionale dell’architettura e dell’urban design. L’installazione è stata ideata con Libeskind Design, studio milanese guidato dal figlio Lev Libeskind, e realizzata da Oikos, azienda di riferimento nella produzione di colori e materie per l’architettura.

 

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Deep Words Light

Antonio Citterio Patricia Viel and Partners
Cortile d’Onore
Data Pubblicazione:

Quattro steli monumentali fanno da quinte teatrali al porticato barocco del Cortile d’Onore: su ciascuna è inciso e messo in scena un testo fondamentale della cultura italiana

La forza millenaria della cultura italiana espressa attraverso quattro testi fondamentali di filosofia, diritto, lettere antiche e lettere moderne: da questo nucleo concettuale si sviluppa l’installazione Deep Words Light, che traduce in forma architettonica il valore delle parole della cultura.

Firmata da Antonio Citterio Patricia Viel and Partners in collaborazione con gruppo Cosentino, l’installazione si ispira al Teatro Olimpico del Palladio e mette in campo, su una grande pedana come su un palcoscenico, quattro alte steli (10 m) che fanno da quinte teatrali al portico storico, interpretato come scenografia dell’installazione stessa.

Ogni stele è composta da quindici lastre in Dekton, rivestimento di nuova generazione prodotto da gruppo Cosentino e caratterizzato da grande resistenza, su cui sono stati incisi con tecnologia water-jet, i testi delle quattro discipline, valorizzati da un’illuminazione radente.

 

Lo studio di architettura, fondato a Milano nel 1999 da Antonio Citterio e Patricia Viel, opera su scala internazionale a complessi programmi progettuali; ha firmato l’installazione nel Cortile d’Onore con Gruppo Cosentino, azienda spagnola che produce superfici innovative per l’architettura e il design a livello globale.

 

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Monumento a IL ROSSETTO

Alessandro e Francesco Mendini
Cortile d’Onore
Data Pubblicazione:

Una grande matita rotazionale è la celebrazione scultorea dell’oggetto simbolo del fascino femminile, in un’esplosione di colore ed energia creativa

I modi per esprimere ‘le energie destinate a una vita positiva e creativa’, secondo Alessandro e Francesco Mendini, ‘sono infiniti’: tra questi c’è un oggetto piccolo e colorato, gioioso e gentile, e che quotidianamente rende ogni donna artista di se stessa: il rossetto.

A questo simbolo di vitalità i fratelli Mendini hanno voluto rendere un omaggio scultoreo, ideando un divertissement a scala monumentale: un grande rossetto in acciaio, che svetta nel Cortile d’Onore, composto da due cilindri di oltre un metro di diametro rivestiti da una pellicola colorata.

Il movimento rotazionale opposto dei due cilindri porta all’uscita del rossetto dal suo contenitore. La forma rotonda è un omaggio a IL ROSSETTO, prodotto best seller di Deborah Milano, che ha collaborato a realizzare la scultura dei fratelli Mendini.

 

I fratelli Mendini collaborano dal 1989, anno di nascita dell’Atelier Mendini. Alessandro, che ha firmato il manifesto teorico di Energy for Creativity, ha recentemente ricevuto lo European Prize for Architecture 2014. Il Monumento a IL ROSSETTO è realizzato con Deborah Milano.

 

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Punti di Vista

Piuarch
Cortile d’Onore
Data Pubblicazione:

Una struttura articolata in tre volumi invita a una riflessione sugli elementi architettonici della Ca’ Granda, catturando lo sguardo con visioni orientate e giochi caleidoscopici

Le forme architettoniche del passato sono una fonte di energia progettuale immagazzinata nel tempo, a cui attingere per costruire nuove visioni: questo è il percorso concettuale che lo studio di architettura Piuarch propone ai visitatori di Energy for Creativity con l’installazione Punti di Vista, realizzata con Marazzi nel Cortile d’Onore.

Il fregio, la colonna e l’arco, elementi che costituiscono il porticato storico, sono scomposti dai progettisti in forme pure, da cui prende origine una struttura architettonica articolata in tre volumi indipendenti.

Ciascuno di essi, rivestito in gres Mystone Marazzi, invita ad un esercizio di osservazione e percezione: attraverso aperture orientate lo sguardo dei visitatori è indirizzato verso gli elementi architettonici del porticato e, nel contempo, è catturato da giochi caleidoscopici, alimentati da specchi e mattonelle colorate.

 

Lo studio milanese Piuarch, guidato dai soci Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario, ha ideato Punti di Vista con Marazzi, azienda di riferimento nel settore dei rivestimenti e pavimenti in ceramica e gres. Tra i materiali impiegati, anche le mattonelle Marazzi Progetto Triennale di Gio Ponti e Alberto Rosselli (1960). L’azienda celebra nel 2015 ottant’anni di attività.

 

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Living Line

Speech Tchoban & Kuznetsov con Abniya Sterligova
Cortile d’Onore
Data Pubblicazione:

Un nastro di pareti specchianti traccia un disegno ad anelli, riflettendo il portico storico: simboleggia il moto perpetuo della creatività, che genera nuove visioni del mondo

Al centro del Cortile d’Onore si dispiega una spettacolare linea composta da elementi specchianti, che si chiude su se stessa in una sorta di circuito a tre anelli: è la creazione di Sergei Tchoban e Sergey Kuznetsov, dello studio Speech Tchoban & Kuznetsov, con Agniya Sterligova.

L’installazione intende raffigurare il concetto di moto perpetuo e coinvolge lo spettatore in un gioco di riflessioni e visioni. Gli elementi specchianti, infatti, quasi neutralizzano la loro presenza, riflettendo il contesto monumentale e invitando a scoprirne sempre nuove immagini.

Living Line, realizzata in collaborazione con Velko 2000, si pone come elemento di mediazione creativa tra la realtà e lo spettatore, assecondando suggestioni e visioni sempre nuove, generate dai differenti punti di vista dello spettatore.

 

Gli architetti Sergei Tchoban e Sergey Kuznetsov, insieme ad Agniya Sterligova, hanno firmato l’installazione in vetro specchiante al centro del Cortile d’Onore. Per la realizzazione ha collaborato il gruppo russo Velko 2000, che progetta, produce e installa facciate per edifici.

 

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Yellow Tower

Luca Trazzi
Cortile d’Onore
Data Pubblicazione:

Un’alta e sinuosa gabbia metallica in colore giallo reinventa le forme della bottiglia di champagne e, nel contempo, omaggia lo spirito innovativo di Barbe-Nicole Ponsardin Clicquot

Creare un prodotto eccellente e diffonderlo nel mondo è un atto di creatività imprenditoriale che ha i suoi testimoni d’eccezione in tutte le epoche: per l’installazione Yellow Tower Luca Trazzi si è lasciato ispirare dalla figura di Barbe-Nicole Ponsardin Clicquot, la ‘Grande Dame de la Champagne’, imprenditrice ante litteram che creò dal nulla un marchio di tradizione.

La torre di colore giallo, realizzata con Veuve Clicquot, è composta da elementi in metallo calandrati che reinventano la forma di una bottiglia di Champagne; la struttura, alta 20 metri, si pone in dialogo con il portico seicentesco del Cortile d’Onore, in cui è collocata, e con la Torre Velasca, che svetta all’orizzonte.

All’interno le bottiglie di Champagne sono contenute e protette da una quinta espositiva luminosa, che richiama le grotte-cantine scavate nel gesso in cui a Reims sono fatte invecchiare le bottiglie.

 

L’architetto e designer Luca Trazzi, con studio a Milano e Shanghai, ha ideato una grande torre metallica di colore giallo per celebrare lo spirito imprenditoriale di Barbe-Nicole Ponsardin Clicquot. La Maison Veuve Clicquot, che ha realizzato l’installazione, fu fondata nel 1772 a Reims e ancora oggi è tra i produttori d’eccellenza dello Champagne.

 

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Vitruvius in Quarantine

Bernard Khoury
Cortile d’Onore
Data Pubblicazione:

Alle estremità di un tunnel in pietra, composto da anelli circolari, si fronteggiano la statua di un Uomo Vitruviano e un video che riproduce momenti di vita quotidiana di un rifugiato

Un viaggio attraverso il tempo e lo spazio: è il percorso si compie all’interno tunnel in pietra composto da anelli circolari ideato all’architetto libanese Bernard Khoury e realizzato in collaborazione con Margraf.

Le due estremità del tunnel rappresentano il punto di partenza e quello di arrivo: a un capo c’è una statua di un Uomo Vitruviano, ispirato alla celebre figura maschile leonardesca inscritta nelle forme geometriche del quadrato e del cerchio, immobile nella sua perfezione rinascimentale; all’altro capo c’è un video che riproduce in presa diretta i gesti della vita quotidiana di un attore, un rifugiato siriano, ripreso in uno studio di Karantina a Beirut.

Nel tunnel che separa le due immagini il visitatore è invitato ad entrare, ponendosi come terzo elemento tra i due opposti, tra la solidità antica della figura in marmo e la natura volatile e contemporanea del video.

Architetto libanese con studio a Beirut, Bernard Khoury presenta nel Cortile d’Onore l’installazione Vitruvius in Quarantine, realizzata con Margraf. L’azienda con sede a Chiampo (Vicenza) estrae e lavora più di duecento tipi di marmo, operando a livello internazionale con i progettisti e gli studi più rinomati.

 

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Black Hole

Steve Blatz e Antonio Pio Saracino
Cortile d’Onore
Data Pubblicazione:

Un padiglione a torre, aperto verso il cielo, racchiude la sagoma di un buco nero che catalizza l’energia e conforma lo spazio, creando un suggestivo luogo di sosta

L’energia, nell’installazione Black Hole ideata dalla coppia di architetti Steve Blatz, americano, e Antonio Pio Saracino, italiano, è uno spazio vuoto al centro di un padiglione circolare: un ‘buco nero’ che convoglia la luce zenitale a terra, riversandola sui visitatori che entrano nella struttura per un momento di sosta.

Il padiglione a forma di torre, realizzato con Marzorati Ronchetti, Vetreria Bazzanese e Zordan, è la rappresentazione spaziale e metaforica del potere dell’energia creativa.

Il basamento del padiglione ospita una seduta in legno ed è racchiuso da una vetrata incisa. Quattro pilastri in acciaio supportano una struttura di tavole lignee orizzontali, forate al centro. Le tavole sovrapposte, hanno i bordi rivestiti in acciaio specchiant e vanno a definire la sagoma interna del buco nero, attraverso il quale la luce transita.

 

I progettisti Steve Blatz e Antonio Pio Saracino hanno entrambi base a New York e collaborano dal 2004. Hanno realizzato Black Hole con Marzorati Ronchetti, specializzato nella lavorazione di metalli nobili, Vetreria Bazzanese, azienda di riferimento per i progetti in vetro, e Zordan, che opera nel settore dell’arredo su misura in legno.

 

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Operafood

Valerio Maria Ferrari - VMCF Atelier
Cortile d’Onore
Data Pubblicazione:

Il modello di un nuovo concetto spaziale per il teatro musicale, a forma di spirale ascendente che collega pubblico e scena, emerge dalla cornice di una grande scatola rossa

L’esperienza che l’architetto Valerio Maria Ferrari ha maturato nel campo della scenografia e della regia dell’opera lirica per i principali teatri del mondo lo ha portato alla concezione di un nuovo modello spaziale per il teatro musicale, a cui lavora da oltre vent’anni: è il Visual Music Facilities Theatre, in cui una spirale ascendente rimodula, avvicinandoli, lo spazio scenico e quello per il pubblico, mentre l’orchestra è collocata al centro.

Valerio Maria Ferrari lo rende protagonista di un’installazione nel Cortile d’Onore, realizzata in collaborazione con Bioseutica, in cui il modello del teatro, dipinto di bianco, è presentato all’interno di un grande involucro rosso con un’apertura a forma di bocca.

Anima l’installazione un filmato dedicato al tema del cibo nell’opera lirica, che mette in evidenza il legame tra queste due forme di espressione culturale e artistica, fortemente connesse all’identità italiana.

Con il suo studio VMCF Atelier, con sedi a Parigi e a Milano, Valerio Maria Ferrari opera nel campo dell’architettura e, parallelamente, approfondisce la ricerca nell’ambito del teatro musicale: ne è un esempio il Visual Music Facilities Theatre, protagonista dell’installazione realizzata con Bioseutica, azienda di riferimento a livello globale nel settore degli enzimi naturali. La creazione dei video è di Eric Frechu.

 

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Invitation Tower

Invitation Tower

Audi Industrial Design
Cortile d’Onore
Data Pubblicazione:

Una struttura semplice e capace di attirare l’attenzione per le sue dimensioni e per la particolarità del progetto

L’installazione nasce come landmark nel contesto monumentale dell’Università degli Studi per sottolineare la presenza di Audi al FuoriSalone e per invitare il pubblico a visitare Audi City Lab, laboratorio urbano di creatività, incontri e idee che la Casa di Ingolstadt allestisce dal 13 aprile al 10 maggio in via Montenapoleone 27.

Invitation Tower è una struttura semplice e, allo stesso tempo, in grado di colpire lo sguardo e attirare l’attenzione per le sue dimensioni e per la particolarità del progetto: è una torre quadrata, sui cui lati sono posizionati quattro schermi Lcd, uno per ciascun lato.

Quattro prodotti di design saranno mostrati sugli schermi, come sagome nere, così come compariranno sullo schermo sagome di visitatori, simulando una ripresa in diretta dell’evento stesso.

 

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In Mostra Design

In Mostra Design

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Folklore

Folklore

Alessandro Michele
Portali Scaloni d’Onore
Data Pubblicazione:

Una struttura lignea ispirata ai palazzi rinascimentali e ricoperta da una miriade di pezzi in porcellana rimarca la struttura dei portali e li trasforma in archi celebrativi e festosi

Uno sguardo verso l’arte rinascimentale italiana e un richiamo alla tradizione dei carri celebrativi del folklore: queste le suggestioni a cui ha attinto il designer Alessandro Michele, direttore creativo di Richard Ginori, per la creazione di Folklore, installazione che riveste e tramuta i due Portali degli Scaloni d’Onore in archi delle meraviglie.

Nel progetto, realizzato con la storica azienda fiorentina di porcellana da tavola, protagonista è, appunto, la porcellana stessa, che ricopre, in forma di piatti, teiere, zuppiere, tazze, manici, beccucci e pomelli l’intera struttura lignea ricalcata sull’architettura dei portali.

Una struttura dal tratto nobile e dalle forme ispirate al Rinascimento, messe in risalto da teorie di luci: richiama esplicitamente gli allestimenti effimeri delle feste popolari, momenti di celebrazione gioiosa dell’energia collettiva e dell’identità comunitaria.

 

L’installazione sui Portali degli Scaloni d’Onore è realizzata con Richard Ginori e firmata dal designer Alessandro Michele, direttore creativo del brand italiano di porcellana da tavola di alta qualità. Alessandro Michele dal gennaio scorso riveste anche il ruolo di direttore creativo di Gucci.

 

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Irori

Kengo Kuma & Associates
Hall Aula Magna
Data Pubblicazione:

Una struttura in bambù e acciaio, costruita attorno a un focolare, rappresenta l’evoluzione della cucina in uno spazio modulabile, racchiuso in un bozzolo di carta vulcanizzata

Tradizione e innovazione si incontrano nell’installazione Irori, ideata dall’architetto giapponese Kengo Kuma: il progettista si è ispirato all’antico focolare (irori, appunto, in giapponese) incassato nel pavimento, che serviva a scaldare la casa e a cucinare.

Il punto focale delle antiche abitazioni giapponesi diviene, nell’installazione realizzata da Kuma con TJM Design, il nucleo di un nuovo spazio conviviale che è cucina e soggiorno insieme, fulcro dell’energia domestica. Il sistema degli arredi, composto da tubi di acciaio e da assi in bambù, può essere creativamente ampliato o ridotto, in base alle esigenze della famiglia.

A racchiudere come in un guscio l’installazione, situata nella Hall dell’Aula Magna, un involucro ad intreccio in carta vulcanizzata, resa resistente da un trattamento chimico speciale.

L’architetto giapponese Kengo Kuma firma, con il suo studio, l’installazione Irori: è realizzata in collaborazione con il gruppo giapponese TJM Design, che con il brand Kitchenhouse produce cucine componibili di alto profilo, diffuse in Giappone e in Cina.

Le luci sono di Viabizzuno.

 

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Digital Lithic Design

Digital Lithic Design

Raffaello Galiotto
Cortile d’Onore
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Sette opere in marmo dalle forme sorprendenti mettono in risalto l’eccellenza tecnologica, la capacità di trasformazione e la creatività del settore lapideo italiano

Grazie a una tradizione millenaria e a competenze tecnologiche avanzate, l’Italia vanta nella lavorazione del marmo un know-how unico a livello globale: in questa cornice creativa e produttiva prende vita l’installazione Digital Lithic Design, una collezione di opere in marmo realizzate con macchinari di ultima generazione.

L’ideatore, in collaborazione con Marmomacc, è il designer Raffaello Galiotto, anche autore delle sette opere prodotte con altrettante aziende del settore: Litocorno con Antolini, la serie Catenata, Corallo, Corona, Madrepora, Porifera, Serpentina con Budri, Quadrilobo con Decormarmi, Bicefalo con Intermac, Retina con Lithos Design, Crio con Odone Angelo, Carapace con Omag.

A dimostrazione di come la tecnologia, orientata dalla creatività e applicata al marmo, generi inedite possibilità espressive e costruttive.

 

Specializzato nella progettazione di oggetti e collezioni in marmo e pietra, il designer vicentino Raffaello Galiotto ha ideato Digital Lithic Design in collaborazione con Marmomacc, il salone di Veronafiere dedicato al settore lapideo, che nell’autunno del 2015 giungerà alla sua 50° edizione, e con Antolini, Budri, Decormarmi, Intermac, Lithos Design, Odone Angelo, Omag.

 

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Designing China. Mood-Object

Designing China. Mood-Object

Yang Dongjiang
Loggiato Ovest
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Sei architetti e designer cinesi espongono progetti sperimentali di arredo che indagano la relazione tra stati d’animo e oggetti, tra ispirazione creativa e produzione

La mostra collettiva Designing China si presenta, nella sua seconda edizione, con un’indagine sulle origini della cultura progettuale. Nella formula Mood-Object lo spunto di riflessione che ha ispirato la mostra: la tensione che si genera tra stati d’animo e necessità materiali, tra soggettività e oggettività è complessa quanto prolifica, ed è l’energia che spinge il progettista a creare, e gli utenti ad acquistare e utilizzare gli oggetti.

La mostra presenta, negli spazi del loggiato Ovest, i lavori di sei progettisti cinesi, architetti e designer con formazione internazionale e prestigiosi incarichi istituzionali; tra essi Yang Dongjiang, che riveste anche il ruolo di coordinatore.

Tra i pezzi esposti, tavoli, sedie, pareti mobili, sofa, in legno, bambù, ceramica, vetro, in forme essenziali ed incisive, dai contenuti progettuali innovativi.

 

I progetti in mostra sono firmati da Yang Dongjiang (designer e coordinatore dell’evento), Zhu Pei (architetto), Ruan Hao (architetto), Sherman Lin (designer), Chen Yaoguang (designer), Jiang Feng (architetto). La mostra Designing China – Mood-Object è realizzata in collaborazione con Guangdong Huasong Furniture Group, gruppo cinese di riferimento nel settore dell’arredo domestico.

 

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Energia Brasileira

Energia Brasileira

José Roberto Moreira Do Valle
Porticato Richini e nel Porticato San Nazaro
Data Pubblicazione:

La nazione carioca presenta il suo universo creativo e progettuale in un percorso che mette in luce i protagonisti del presente e del passato, tra design, arte e cultura

Il carattere esuberante della cultura brasiliana si è espresso, e continua ad esprimersi, in forme e progetti di design, arte e architettura dall’inconfondibile tratto distintivo: un universo pieno di energia e colore, che già da cinque anni incontra il FuoriSalone milanese per iniziativa di Brasil S/A, e che quest’anno entra nella cornice di Energy for Creativity con una forte presenza nei chiostri dell’Università, tra il Porticato Richini e il Porticato san Nazaro.

Brazil S/A, ideato e coordinato da José Roberto Moreira do Valle, propone con Energia Brasileira una visione a tutto tondo della creatività brasiliana tra design e arte, tradizione e futuro.

José Roberto Moreira Do Valle Architetto brasiliano, ha fondato e dirige Brazil S/A, che promuove l’immagine del design brasiliano nel mondo, presentando i prodotti, le storie e i protagonisti come in una galleria d’arte all’aperto. Energia Brasileira, l’edizione attuale di Brazil S/A, è stata ideata anche da Angelo Derenze e da Fran Abreu.

Il percorso espositivo riunisce il lavori di oltre quaranta creativi, giovani emergenti e progettisti già affermati, che espongono i loro lavori in diverse mostre, tra cui 100% Brazil, Tributo a Sergio Rodriguez curata da Linbrasil, The Neon Traffic Dealer ideata e curata da Alê Jordão, Sou do mundo, sou Minas Gerais e Design na Pele ‘Escritas’.

Tra i grandi nomi del design, sono presenti Brunno Jahara, Guto Requena, Marcelo Rosenbaum, Fetish Studio, Sergio Matos, Zanini de Zanine, Bruno Faucz, Fernando Jaeger, Henry Steyer, Atelier BAM, Marko Brajovic e Rodrigo Ambrosio.

 

Alcune immagini delle mostre riunite in Energia Brasileira, esposizione collettiva organizzata da Brazil S/A nel Porticato Richini e nel Porticato San Nazaro

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Alcuni prodotti presentati nella mostra 100%Brazil

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Waves of Creativity

Waves of Creativity

Mac Stopa
Press Room
Data Pubblicazione:

Il Press Office di Interni è trasformato in uno spazio creativo animato da onde di colore e da pattern a 3d

Con il progetto per la sala stampa di Interni, Mac Stopa propone la sua efficace interpretazione del tema della mostra.

L’architetto polacco ha ideato un motivo a onde colorate tridimensionali, riprodotto sulla carta da parati (realizzata ad hoc da Advertis), oltre che sulle sedie Pelikan e sui pouf di Profim disposti nelle sale.

Motivi tridimensionali caratterizzano anche il pavimento di Bolon e i pouf di Tonon nella sala meeting. Alle pareti, scaffali tondeggianti composti da cento elementi modulari prodotti da TMK in un composto polimerico innovativo di Saint-Gobain Formula.

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Il Press Office di Interni è progettato dall’architetto polacco Mac Stopa, fondatore dello studio Massive Design, e realizzato in collaborazione con l’azienda svedese Bolon di rivestimenti di design. Sponsor tecnici: Tonon, Profim, TMK, Saint-Gobain Formula, Marro, Advertis, Flos, Samsung e Fake Factory.

 

 

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We Love We Care

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Philippe Starck
Cortile d’Onore
Data Pubblicazione:

Philippe Starck in veste di performer distribuisce una bevanda di sua creazione da un Allegro Triporteur

Ogni gesto pubblico di una star è un atto di comunicazione: una regola valida anche nel mondo del design. Perciò Philippe Starck per Energy for Creativity utilizza il suo carisma per animare una performance dal titolo We Love We Care, in collaborazione con il brand di arredi Tog.

Starck riveste i panni di un venditore ambulante alla guida di un carretto a pedali per distribuire una inedita bevanda di sua creazione, simile a un vino rosé, ma analcolica e salutare.

Lo scopo è di offrire un momento di gioia e condivisione ai visitatori e ricordare simbolicamente i doveri di un designer: offrire un servizio, trovare soluzioni, rendere piacevole il quotidiano.

 

Philippe Starck produce per Energy for Creativity un’inedita performance in veste di venditore ambulante, in collaborazione con Tog, marchio brasiliano di arredi domestici personalizzabili, che ha debuttato lo scorso anno al Salone del Mobile. Lo stesso Starck ha firmato alcune collezioni per Tog.

 

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Metropolitan Tastes

Metropolitan Tastes

Studio Azzurro
Cortile d’Onore
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L’opera, presentata da Studio Azzurro nel portico del Cortile d’Onore, è una videoinstallazione sincronizzata per due moduli e nove programmi video, in cui due superfici orizzontali e continue dispiegano un susseguirsi di immagini in movimento, raccolte nelle più significative megalopoli del Pianeta: Calcutta, Città del Messico, Hong Kong, Il Cairo, Las Vegas, Manila, Mosca, San Paolo, Shanghai, Taipei.

Le immagini scorrono, sospese nello spazio tra le arcate. Mostrano somiglianze e differenze tra luoghi distanti sulla superficie del globo e sempre più vicini nel loro aspetto. Raccontano per frammenti di zone densamente popolate, del traffico e dei mercati dove gli alimenti sono esposti, comprati e consumati.

Scorrono in scene che parlano della cultura dell’uomo, della frenesia delle città e di un Pianeta che procura senza tregua il nutrimento per la vita. Mercati, commercianti e consumatori, cataste di cibo fresco e prodotti in serie, chioschi e vetrine si snodano tra le auto e i passanti, dialogano con le insegne luminose nell’infinito rincorrersi dei fotogrammi.

Studio Azzurro è un gruppo di ricerca artistica fondato a Milano nel 1982 da Fabio Cirifino (fotografia), Leonardo Sangiorgi (grafica e animazione) e Paolo Rosa (arti visive e cinema; al centro), prematuramente scomparso nel 2013. Da più di trent’anni lo Studio indaga le possibilità poetiche ed espressive dei linguaggi multimediali, che così fortemente incidono sulle relazioni e i modelli di messa in rete della nostra epoca. Seguendo pratiche affini all’estetica relazionale, con particolare attenzione per le conseguenze sociali delle azioni e dei lavori artistici, progetta e realizza videoambienti e ambienti sensibili, spettacoli teatrali e film.

Oltre allo sviluppo di opere sperimentali, il gruppo si caratterizza per esperienze più divulgative come la progettazione di musei e di mostre tematiche attraverso le quali ha potuto costruire un contesto comunicativo che ha permesso un’attiva partecipazione dello spettatore all’interno di un impianto narrativo ispirato all’ipertestualità e all’oscillazione tra elementi reali e virtuali.

Alcune delle opere che hanno segnato la storia di Studio Azzurro sono ora parte di collezioni museali, come Il Gorgo (1998), nella collezione permanente della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale, e In Principio (e poi) (2013), in corso di installazione presso i Musei Vaticani, dopo essere stato commissionato per il Padiglione della Santa Sede alla 55° Biennale d’Arte di Venezia (2013).

 

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The Copper Labyrinth

The Copper Labyrinth

Look into my Eyes Studios
Cortile dei Bagni
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Il labirinto, un progetto di Look into my Eyes Studios prodotto in collaborazione con The European Copper Institute, in rame riciclato al 100%, ha una superficie di quasi 100 mq ed è composto da un tubo di rame lungo 250 metri, lucidato a mano, sabbiato e progettato con un vivace schema a onde.

 

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Sedute diffuse

Sedute diffuse

Cortile d'Onore
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  1. Tera. Sedute della nuova collezione I limiti, in polietilene e marmo, un progetto di Valerio Cometti.
  2. Serralunga. Sedute outdoor Doggy e Pulcino, progetto di Eero Aarnio
  3. Italcementi. Seduta in cemento Acqua, progetto di EMBT Enric Miralles e Benedetta Tagliabue
  4. Tog. Seduta-scultura Os Hen, progetto di Dai Sugasawa
  5. Carla Milesi. L’artista milanese presenta Ricciolina, panchina in cemento a due colori, con pannelli solari e illuminazione led.