Piazza Sempione - Milano

Uno dei monumenti simbolo della città di Milano è l’Arco della Pace, un arco trionfale situato all’inizio di corso Sempione. Porta questo nome perché nel 1815 dopo  il congresso di Vienna venne dedicato alla pace tra le nazioni europee.

Fu inaugurato il 10 settembre 1838 con una cerimonia alla presenza dell’imperatore Ferdinando I d’Austria e rappresenta uno dei più importanti monumenti neoclassici di Milano. La prima versione fu eretta nel gennaio del 1806 su disegno del Cagnola, come architettura effimera per festeggiare l’arrivo a Milano, dei novelli sposi Eugenio di Beauharnais, viceré d’Italia, e Augusta di Baviera. L’arco  era costruito in tela, gesso e legname e, visto il successo fra i visitatori stranieri, il consiglio di Milano, decretò che un nuovo arco, questa volta in solido marmo venisse eretto in modo più adeguato.

La nuova opera, progettata ancora dal Cagnola e concepita come “Arco della Vittoria”, la vittoria francese nella battaglia di Jena, fu messa in opera nell’autunno del 1807 nell’area dell’allora piazza d’Armi, che si trovava dietro al Castello Sforzesco, area oggi occupata dal Parco Sempione. I lavori vennero diretti dal Cagnola sotto la sovraintendenza del comune di Milano e soprattutto di Napoleone. L’opera era oramai a due terzi, quando con la caduta del Regno Italico il progetto venne abbandonato.

Solo nel 1826 venne ripresa la riedificazione dell’edificio grazie all’interessamento l’imperatore asburgico Francesco I d’Austria. Dopo la morte di Luigi Cagnola, la direzione dei lavori passò a Carlo Giuseppe Londonio che completò quest’architettura nel 1838, giusto in tempo perché alla cerimonia di inaugurazione partecipasse Ferdinando I, Imperatore d’Austria e re del Lombardo-Veneto. Finalmente l’8 giugno 1859, quattro giorni dopo la vittoria di Magenta, vi fecero il loro ingresso trionfale Napoleone III e Vittorio Emanuele II, fra le acclamazioni dei milanesi esultanti.

A seguito del passaggio di Milano dalla dominazione asburgica al Piemonte, le sole modifiche che furono apportate al monumento ormai concluso da oltre vent’anni, furono le nuove epigrafi dedicatorie poste sulla sommità degli archi.

L’Arco, di ordine corinzio, è un grande quadrato: ha tre arcate, due minori ed una maggiore, con quattro colonne sui lati maggiori, sormontate da quattro statue. Ai piedi di ciascun piedestallo fu posto un  fregio con un bassorilievo: verso la città vi sono Minerva, Marte, Apollo ed Ercole, mentre verso la campagna  Vigilanza, Storia, Poesia e Lombardia.

La posizione dei cavalli che trainano il carro della pace è stata modificata, con il consueto stile teutonico, dagli austriaci, che per sfottere i francesi, ruotarono i cavalli di 180 gradi, affinché il loro fondoschiena guardasse la Francia.

Ai lati della costruzione, si trovano i due caselli daziari voluti alla fine del ‘700 quando a Milano si era resa necessaria una nuova organizzazione della città, sia per la riscossione del dazio, sia per la delimitazione del territorio urbano rispetto alla campagna. Così tra il 1783 e il 1786 le porte della città furono ricostruite, con cancellazione delle vestigia medioevali e l’inserimento dei caselli daziari.

L’area dell’Arco della Pace condivide oggi la zona verde del Parco Sempione con le vie della movida milanese, frequentate da giovani che si danno appuntamento soprattutto all’ora dell’aperitivo nei numerosi locali della zona, rendendo questo punto della particolarmente vivace nelle ore notturne.