INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

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Untaggable Future Untaggable Lights
Archivio: FuoriSalone 2016

Untaggable Future Untaggable Lights

Ultimo appuntamento, il 15 aprile, con Untaggable Future, laboratorio di idee Audi in Torre Velasca
Data Pubblicazione: 16 April 2016

Nell’ultimo appuntamento di Untaggable Future all’Audi City Lab, il tema è stato la luce, anzi, i diversi punti di vista sulla luce come elemento di creatività, tecnologia, futuro, raccontati in prima persona da esperti internazionali come l’architetto Daniel Libeskind, il creatore di spettacoli Marco Balich, il critico d’arte Francesco Bonami, il light designer di Audi Cesar Muntada, il designer Axel Schmid, assistente di Ingo Maurer (impossibilitato a partecipare).

Ha aperto l’incontro – condotto da Massimo Coppola, consulente Rai e regista – l’intervento di Daniel Libeskind, un appassionato excursus tra i concetti filosofici di tempo, spazio e tecnologia: il grande architetto ha proposto la sua visione della tecnologia, che ha definito come il ‘bussare alla porta in attesa che qualcuno risponda’ e ha assimilato il concetto di tempo a quello di luce, entrambi inafferrabili, ma decisivi per l’esistenza. La luce in architettura è, per Libeskind, l’elemento chiave nella definizione di un edificio, un complemento essenziale nella scrittura dei progetti.

Anche per Marco Balich, ideatore e produttore grandi eventi e cerimonie olimpiche (incaricato per quelle di Rio 2016), la luce è protagonista assoluta degli spettacoli, sia di quelli musicali sia delle scenografie celebrative, e la tecnologia riveste un ruolo sempre più decisivo.

Cesar Muntada, head of lighting design di Audi, ha illustrato i progressi tecnologici collegati alla luce nell’ambito dell’auto, con l’applicazione di laser in grado di identificare gli ostacoli, oltre che di illuminare.

Francesco Bonami si è soffermato sul ruolo controverso della luce nell’arte contemporanea, che può essere impiegata come un artificio o un trucco, ma anche utilizzata con abilità.

Axel Schmid, assistente di Ingo Maurer, ha portato i saluti del grande light designer attraverso una lettera, in cui Maurer, che si è definito un artigiano della luce, ha affidato alla platea la sintesi della sua esperienza: ‘la luce più preziosa è quella che nasce dal cuore dell’uomo’.

Testo di Antonella Galli – Foto di Efrem Raimondi

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Metaphysical Infrastructure!
Archivio: FuoriSalone 2016

Metaphysical Infrastructure!

Fotografia, tecnologia e innovazione sociale
Data Pubblicazione: 16 April 2016

Nel suggestivo spazio di Radura, installazione realizzata da Stefano Boeri nel Cortile della Farmacia dell’Università degli Studi di Milano, si è svolta una riflessione sulle relazioni tra tecnologia, infrastrutture e condizione del paesaggio contemporaneo, inteso come struttura antropologica e culturale.

Protagonisti il fotografo Antonio Ottomanelli, gli scrittori Gianluigi Ricuperati e Cristiano De Majo, il designer Paolo Cascone.

La riflessione si è articolata attraverso la presentazione di due progetti: “Oigo, The Third Island” e “Hacking Gomorra”.

Oigo, Osservatorio Internazionale sulle Grandi Opere, nasce a partire dal progetto The Third Island, ricerca documentaria fotografica condotta da 11 fotografi che, accompagnati da giornalisti, attivisti, imprenditori locali, hanno percorso il territorio calabrese raccogliendo testimonianze, storie e paesaggi.

“La fotografia è uno strumento importante per restituire al paesaggio un ruolo primario, proattivo per tutti gli attori impegnati nella trasformazione del territorio”, ha spiegato Antonio Ottomanelli, fotografo coordinatore del lavoro di ricerca.

Frutto della ricerca, un ricco reportage dal grande valore non solo fotografico ma di denuncia di quanto spesso sfugge ai media. “L’osservatorio ha lo scopo di monitorare e informare relativamente alle condizioni delle Grandi Opere contemporanee, che qui in Calabria sono, per esempio, l’Autostrada Salerno – Reggio Calabria o il Porto di Gioia Tauro, gettando un ponte per riappropriarsi di pezzi di paesaggio che altrimenti scomparirebbero dalla nostra prospettiva”, ha sottolineato Ottomanelli.

Hacking Gomorra è invece il nome di un progetto del designer Paolo Cascone che ha come base l’idea di “hackerare” le Vele di Scampia attraverso la stampa 3D con un progetto di autorigenerazione.

L’hackeraggio delle Vele, progetto di edilizia popolare illuminata lodevole nelle intenzioni, ma diventato quel luogo infernale per l’umanità conosciuto attraverso il romanzo Gomorra, viene ripensato, secondo le parole di Cascone “come possibilità di inserire nella struttura rigida degli edifici una serie di moduli, pensati come plug-in della struttura preesistente, per personalizzare gli interni delle abitazioni”.

“Oppure con la realizzazione di un FabLab negli spazi comuni degli edifici per dare vita a oggetti di uso comune come arredi o complementi, a partire da una griglia originata dalla struttura. Tutto realizzato con materiali riutilizzati e provenienti, almeno in parte, dagli stessi edifici”, ha concluso Cascone.

Fotografia e tecnologia 3D: possono veramente diventare strumenti per un nuovo approccio al modo di intendere e rapportarsi con il paesaggio?

Testo di Danilo Signorello – Foto di Efrem Raimondi

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Umbria Experience: Schorched or Blackened
Archivio: FuoriSalone 2016

Umbria Experience: Schorched or Blackened

Design, arte e cultura per il branding territoriale di Regione Umbria
Data Pubblicazione: 15 April 2016

“In Italia costruiamo la bellezza. Da sempre”. Con queste parole, il professor Paolo Belardi (ABA Pietro Vannucci di Perugia) ha esordito aprendo la presentazione del progetto Schorched or Blackened presso l’Università degli Studi di Milano nell’ambito della mostra evento Interni Open Borders.

Bellezza e saper fare in Umbria hanno radici antiche, dall’arte classica alla genialità industriale contemporanea. Partendo da questi presupposti, Regione Umbria ha avviato da tempo una valorizzazione territoriale che punta alla realizzazione del brand Umbria.

FuoriSalone 2016 ha offerto l’occasione per un brand marketing territoriale che si è espresso attraverso design, arte e cultura.

“L’installazione Schorched or Blackened interpreta il tema Open Borders trasformandolo in No Borders”, ha spiegato Belardi. “Siamo ripartiti da Monk, un carattere tipografico 2.0 in continua evoluzione, creato prendendo a modello i codici benedettini e francescani. Nato per ExpoMilano 2015 si è trasformato per l’occasione in una serie di oggetti che traggono ispirazione dalle materie basilari dell’artigianato di qualità umbro”.

Nel sottoportico del Cortile d’Onore, l’installazione è un monolite nero “orizzontale” che è allo stesso tempo contenuto e contenitore, evocando aspetti emozionali dell’Umbria (dalla Porziuncola di Assisi al Grande Nero di Albero Burri a Perugia).

Del resto l’Umbria, oggi come mille anni fa, “è uno snodo prezioso di artisti, intellettuali, viaggiatori”, ha detto il professor Michele Trimarchi, esperto di Economia della cultura e docente presso l’Università di Bologna. “Terra di ibridazione, sinergie, scambi, condivisione del sapere. Basti pensare ai monasteri, ai pellegrini del Medioevo diventati oggi turisti. Attori di un turismo che però sta cambiando: non più vacanza come esperienza del vuoto (vacuum), ma come esperienza e scambio culturale con altre persone e realtà”, ha proseguito Trimarchi.

Il futuro ha bisogno di novità, invenzioni, idee nuove. Da questo punto di vista, Schorched or Blackened racconta le produzioni tradizionali e quelle più innovative dell’Umbria. Tra queste, il design componente attiva di un processo industriale che affonda le radici nella qualità e nell’esperienza di una regione dalla storia millennaria.

Testo di Danilo Signorello – Foto di Efrem Raimondi

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Untaggable Future Untaggable Energy
Archivio: FuoriSalone 2016

Untaggable Future Untaggable Energy

Terzo appuntamento del programma organizzato da Audi in occasione del FuoriSalone 2016 all'Audi City Lab in Torre Velasca
Data Pubblicazione: 15 April 2016

Il tema della serata del 14 aprile è stato Untaggable Energy, cioè le forze propulsive che creano innovazione e nuove prospettive per il futuro.

Dopo il benvenuto del padrone di casa, Massimo Faraò, direttore marketing Audi, Gilda Boiardi, direttore di Interni, ha ricordato come il FuoriSalone di Milano rappresenta ormai da vent’anni una di queste forze propulsive, con iniziative che hanno invaso l’intera città, allargandone confini e indicando nuove direttrici di sviluppo. Non a caso, il motivo conduttore di questa design week è open borders, che significa lavorare sulla creatività e la tecnologia al di là del tradizionale perimetro delle singole discipline.

Massimo Russo, condirettore de La Stampa e moderatore del dibattito, ha poi dialogato con Franca Sozzani, direttore editoriale di Conde Nast Italia, sul cambiamento della città a partire da un osservatorio importante come quello della moda.

“Il settore si è profondamente trasformato e allargato”, ha detto Sozzani, “oggi tutti possono parlare di moda, per esempio attraverso i social, e la moda è ormai un riferimento importante anche per altri ambiti artistici come musica, cinema e teatro”. Milano, che ha la più alta concentrazione di case di moda e di stilisti, nell’ultimo anno ha trovato un’energia nuova, si è aperta. Ora occorre dare spazio ai talenti delle nuove generazioni. “Emergere è comunque difficile,” ha aggiunto Sozzani, “ma chi ha talento, con il tempo esce”.

Di talenti ha parlato anche Eleonora Abbagnato, etoile de l’Opera di Parigi, che a soli 11 anni lasciò Palermo per la capitale francese. Oggi è la più giovane direttrice di una scuola di danza classica, l’Opera di Roma, e ha deciso di mettere la sua energia a disposizione dei giovani e dello sviluppo della danza nel nostro Paese. “I talenti ci sono e non bisogna lasciarli sfuggire,” ha detto l’etoile, “ma ci vuole moto rigore e disciplina”.

Dalla danza alle sfide della scienza. Qual è il punto di vista di un matematico sul venir meno dei confini tra le varie culture? Piergiorgio Odifreddi, scienziato e divulgatore, ha parlato dell’impegno in campo scientifico all’unificazione di teorie diverse, anche se la strada è molto ardua, per esempio nel campo della fisica. Rimane il fatto che la cultura è una sola e, come ha ricordato Odifreddi, grandi scienziati del passato come Cartesio erano figure di primo piano della cultura del loro tempo.

Anche in ambiti molto diversi come la radio, le contaminazioni solo lo stimolo a nuove sperimentazioni. Lo ha testimoniato Alessio Bertallot, radio personality e DJ. Nella radio, ha detto Bertallot, “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma: è l’essenza della creatività”. Anche un DJ, è un divulgatore, nello specifico di musica, e ha una responsabilità verso chi lo ascolta. La radio deve cercare di fare cultura orientando tra le informazioni. Questo è il suo ruolo rispetto al web: “piuttosto che portare il web nella radio, bisogna portare la radio nel web”, ha detto il DJ, che infatti dal 2013 ha creato un programma radio in streaming on-line. D’altra parte, “la vera rivoluzione di oggi non verrà dalla rete, forse nascerà nelle strade”.

E dalle strade di Matera, Joseph Grima, architetto e curatore, ha lanciato il progetto che ha portato la città lucana a diventare capitale europea della cultura per il 2019. “La città è come una batteria, è una fonte di energia,” ha detto Grima. Matera è uno dei pochi nuclei urbani abitati fin dal Neolitico, nonostante si trovi in un una posizione svantaggiata, per la scarsità d’acqua, il territorio scosceso, la difficoltà di comunicazioni. “Ma è l’energia la carta vincente di Matera, l’ottimismo e lo spirito vitale”.

Ora Grima sta lavorando a Mantova su un progetto analogo, cercando di cogliere le potenzialità dell’architettura per realizzare cose nuove e inaspettate. Come, per esempio, un progetto di piattaforme galleggianti sui laghi che circondano la città lombarda, su cui dare spazio a performance artistiche e musicali.

A dimostrazione, ha concluso Massimo Russo, che l’intrecciarsi delle diverse discipline, dalla matematica alla danza, dalla musica all’architettura, porta a superare confini e barriere, generando nuova energia e scenari sorprendenti.

Testo di Laura Ragazzola – Foto di Efrem Raimondi

 

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