INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

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The Garden of Wonders

The Garden of Wonders

Tra il 13 aprile e il 24 maggio l’orto Botanico di Brera ha ospitato la mostra the garden of Wonders. a Journey through scents, un progetto di Be Open foundation presentato nell’ambito di Energy for Creativity di Interni.
Be Open è una fondazione internazionale attiva nel campo del design e della creatività, nata per iniziativa dell’imprenditrice e filantropa russa Yelena Baturina.
L’obiettivo della mostra era di indagare il profumo come prodotto artigianale e pregiato nel suo incontro con il design: a tale scopo sono stati invitati otto designer di caratura internazionale per interpretare altrettanti marchi di profumo oggi scomparsi. ne sono scaturite otto installazioni, ospitate in padiglioni dorati (the houses of Wonders) forniti da unopiù. La mostra includeva anche un padiglione storico (a Journey through scents), che ripercorreva le vicende e i protagonisti del mondo del profumo; in un ultimo padiglione (a vision in a Box) dieci designer hanno presentato i prototipi di flaconi di profumo del futuro. l’allestimento è stato curato da Ferruccio Laviani, mentre Gérald Ghislain, olfactory curator, ha ideato le essenze associate ai vari padiglioni.
Data Pubblicazione: 27 May 2015

“Per l’allestimento ho tenuto conto di due temi: uno è la location , l’altro è il tema vero e proprio della mostra. Il legame è nato in modo diretto: parlando di profumi e fragranze niente era meglio di un giardino. Questo luogo, racchiuso come in uno scrigno in uno dei quartieri più belli e vecchi di Milano, doveva trasformarsi in un sogno.
Le installazioni sono suddivise in due parti: una è narrati va, a livello onirico, ed è la parte dedicata ai designer e alle loro insta llazioni per otto aziende scomparse di profumi. L’altra parte è un percorso storico che racconta la nascita del profumo, la sua evoluzione.
Dal contesto del giardino proviene l’idea delle serre: ciascuna è un piccolo mondo, che trasporta il visitatore in un viaggio diverso. Il primo viaggio è entrare nel giardino, il secondo è entrare nelle casette .”
Ferruccio Laviani, set up curator

 

“Sono stato sedotto da questo progetto, perché mi ha dato un’altra storia da raccontare . E una storia molto vasta . Il profumo è molto soggettivo, lo puoi interpretare, immaginare, e puoi creare la tua storia personale.
Mi hanno chiesto di interpretare vecchie fragranze, riviste da designer di talento. Il profumo che ho creato è l’illustrazione di quello che ho letto sulla storia di ciascun brand, ma anche di quello che sapevo di ciascun designer. È una bella combinazione, perché è come un team spirituale: c’è un brand che è scomparso, un designer famoso ed io. Il designer deve tradurre la storia del brand nella bottiglia: le persone sono prima sedotte dalla bottiglia, e dopo dalla fragranza.
Vorrei che da questa mostra le persone tornassero a casa felici: il profumo rende le persone felici, e quando lo sono si prendono cura del Pianeta .”
Gérald Ghislain, olfactory curator

 

“Penso che il profumo abbia un significato molto particolare: risveglia vecchie memorie, ci ricorda incontri che abbiamo avuto, cose che abbiamo fatto . Inoltre il profumo determina l’umore delle persone e, spesso, l’atteggiamento verso gli eventi. Così ciascuno di noi ha una particolare predisposizione verso i profumi.
Guardo al futuro in modo ottimistico quando vedo giovani che vogliono fortemente cambiare. Il miglior investimento nella mia vita è quello che mi consente di stare in contatto con i più creati vi tra i giovani.”
Yelena Baturina, Be Open Founder

 

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The Houses of Wonders Pavilions

 

Scent and Psyche
di TORD BOONTJE
Waldes et Spol Pavilion

“Ho voluto rappresentare il lato sensuale del profumo nella forma di un interno in cui vive qualcuno che impersona il profumo.
Waldes et Spol è un marchio ceco che si è spento nel 1938. Praga era la capitale della Boemia. Ho disegnato un interno che fosse boemo nel suo carattere: c’è un divano, un tavolo con piante e fiori, e ventilatori che si muovono delicatamente; l’aria è sospinta su piante aromatiche che la profumano.”
Tord Boontje

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Veredas
di FERNANDO e HUMBERTO CAMPANA
Biette Pavilion

“L’idea era di portare un po’ di atmosfera del centro del Brasile, in particolare dalla zona di Bahia. Per la nostra installazione ci siamo ispirati a una grotta di Bahia che si chiama Veredas, in cui mostriamo il flacone di profumo. Per questo l’idea ci è venuta dalle creature del mare. La relazione tra design e mondo dei sensi risiede nel benessere, visuale e sensoriale.”
Fernando Campana

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Pioggia Botanica
di DIMORESTUDIO Emiliano Salci e Britt Moran
Bertelli Pavilion

“Abbiamo utilizzato una decorazione tipica del periodo Art Deco, riletta in chiave contemporanea, per colori e materiali. È giocata sulla sensazione di scoperta, data soprattutto dal flacone, inteso come un meteorite, un elemento spaziale che si è catapultato in questa specie di stanza.”
Emiliano Salci

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Fragrance Particles
di FRONT Anna Lindgren, Sofia Lagerkvist e Charlotte von der Lancken
Guyla Pavilion

“Il brand Guyla aveva una bottiglia decorata con i fiori. Nel 1920 erano le tipiche decorazioni Art Nouveau, ispirate alla natura. abbiamo voluto che l’installazione riflettesse l’idea di qualcosa che proviene dalla natura. Abbiamo creato una madia, costruita come una grata, così che le piante possano crescervi sopra. È un arredo che diventa una cosa sola con la natura.”
Sofia Lagerkvist

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Kuriopotek di JAIME HAYON
Felix Boissard Pavilion

“Ho guardato attra verso la lente di un alchimista del passato, portando il marchio nel presente attra verso un laboratorio di fantasia. C’è un tavolo e un armadio di curiosità,
pieno di contenitori, lampade, flaconi di profumo e altri accessori tipici dell’atti vità di un mago. Ognuno di questi elementi surreali è realizzato da mani esperte in vetro,  ceramica e pelle, mescolati in un’esplosione di forme.”
Jaime Hayon

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Lundborg e il laboratorio di un naso
di LISSONI ASSOCIATI – Piero Lissoni
Lundborg Pavilion

“Lundborg è nata a New York oltre cento anni fa. Ne ho reinterpretato il packaging, le bottiglie, il marchio, la visione estetica del profumo: immagino che le fabbriche dei profumi
siano a cavallo tra l’alchimia, la ricerca, la magia, la sensualità. Quindi il padiglione presenta una macchina meravigliosa che ho immaginato potesse rifare il profumo cento anni dopo.”
Piero Lissoni

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Fandango di NENDO – Oki Sato
R. Koehler & Co Pavilion

“Abbiamo tracciato il profilo della botti glia dell’antico profumo rendendo visibile la sagoma con il tubicino interno della nuova botti glia. Il tubicino è di due tipologie: la prima in colori freddi e la seconda in colori caldi. Le due botti glie sono chiamate rispettivamente Fandango -12.3 ºC e Fandango +23.1 ºC, che indicano la media delle temperature in inverno e in estate a Mosca, dove aveva sede R. Koe hler & CO. Le due colorazioni rappresentano il profumo frizzante dell’inverno e il profumo appassionato dell’estate .”
Nendo

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Bertif, Timeless Scent di JEAN-MARIE MASSAUD
Bertif Pavilion

“Il profumo appartiene a un mondo immateria le e intimo. Nel mio progetto ho voluto evidenziare abilità che si stanno perdendo; oggi tutto punta sulla comunicazione di massa,
sulla valorizzazione del brand. Io ho progettato qualcosa che va all’essenziale, che è il profumo; rivelare l’essenza di un processo alchemico e catturarlo in qualcosa che non è packaging o branding, ma semplicemente un’ampolla di vetro che contiene l’essenza.”
Jean-Marie Massaud

 

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A Journey Through Scents Pavilion

 

Il padiglione dedicato alla storia dei profumi e alla loro classificazione è stato curato dalla storica del profumo Elena Vosnaki: il percorso, suddiviso in dodici tappe dall’epoca dei Faraoni ai giorni nostri, raccontava aneddoti, personaggi e scoperte che hanno segnato e arricchito la storia del profumo. Per ciascuna delle sezioni l’olfactory curator Gérald
Ghislain ha ideato un profumo originale. Su di un tavolo dorato erano, inoltre, presentate otto famiglie di fragranze utili a classificare i profumi.

 

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A Vision in a box Pavilion

 

La mostra The Garden of Wonders-A Journey through Scents costituisce la seconda tappa del progetto globale di Be Open Foundation “Made in…” che indaga sulle relazioni virtuose tra il design e il tessuto delle piccole imprese d’eccellenza.
La founder di Be Open Yelena Baturina, nominata ambasciatrice WE-Women for Expo, ha destinato una donazione all’Orto Botanico di Brera, per la realizzazione di una Piscina dei Pensieri, ideata dal Politecnico di Milano e in costruzione dall’autunno 2015.

 

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In Mostra. Le Architetture

In Mostra. Le Architetture

Data Pubblicazione: 27 May 2015

Installazioni originali e progetti inediti di architettura e design, composti in un mosaico sorprendente, anticipano il futuro sostenibile delle città

Camera Chiara

Progetto di ANNABEL KARIM KASSAR ARCHITECTS AND INTERIORS con HSC

L’architetto franco-libanese Annabel Karim Kassar ha ideato con il suo studio l’installazione Camera Chiara nel Cortile del 700, realizzata con HSC, azienda di tubi e intercapedini per l’industria petrolifera. Hanno partecipato numerosi artigiani con opere realizzate ad hoc.
Il progetto del blocco in terra cruda nel padiglione Liwan è stato curato dall’architetto Sergio Sabbadini.
Hanno inoltre collaborato come sponsor tecnici Imola Legno per il rivestimento ligneo, Golran 1898 per i tappeti, Sylumis per i led, CAI-Light per le luci.

 

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Future Flowers

Progetto di DANIEL LIBESKIND con LIBESKIND DESIGN con OIKOS

L’installazione Future Flowers ha occupato l’intera area centrale del Cortile della Farmacia. Nasce da un frammento del disegno Chamberwork No. 2 Horizontal del celebre architetto, che è stato sviluppato tridimensionalmente con pannelli tinteggiati in rosso. L’installazione è stata realizzata con Oikos, azienda che produce colore e materia per l’architettura sostenibile, e per la quale Daniel Libeskind ha sviluppato una palette di nuovi colori.

 

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Deep Words Light

Progetto di ANTONIO CITTERIO PATRICIA VIEL AND PARTNERS con GRUPPO COSENTINO

L’installazione Deep Words Light, realizzata con il Gruppo Cosentino, era posizionata nel Cortile d’Onore, in corrispondenza del lato Est del portico; gli architetti Antonio Citterio e Patricia Viel l’hanno progettata ispirandosi al Teatro Olimpico del Palladio. Le quattro steli (alte quasi 10 m) che la compongono sono rivestite in Dekton, superficie ultracompatta prodotta dal Gruppo Cosentino, dotata di proprietà tecniche superiori e disponibile in grandi formati (320 x 140 cm).

 

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Monumento a il Rossetto

Progetto di ALESSANDRO e FRANCESCO MENDINI con DEBORAH MILANO

I fratelli Alessandro e Francesco Mendini, architetti e fondatori dell’Atelier Mendini, hanno realizzato per il marchio di cosmesi Deborah Milano una scultura rotante nel Cortile d’Onore, che ha preso spunto da uno dei best seller del brand, Il Rossetto. La decorazione con le ninfee stilizzate ha ispirato una serie di prodotti per il make-up di Deborah Milano, realizzati in edizione limitata.

 

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Punti di Vista

Progetto di PIUARCH con MARAZZI

Lo studio milanese Piuarch, fondato nel 1996 da Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario, ha realizzato con Marazzi l’installazione Punti di Vista nel Cortile d’Onore. Per l’occasione lo studio ha realizzato un omaggio a Gio Ponti e a Marazzi, disegnando la mattonella #puntidivista, applicata sul soffitto dell’installazione e ispirata alla celebre mattonella del Maestro per la Triennale di Milano (1960).

 

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Living Line

Progetto di SERGEI TCHOBAN (SPEECH) e SERGEY KUZNETSOV con AGNIYA STERLIGOVA con VELKO 2000

L’installazione Living Line tracciava, al centro del Cortile d’Onore, una sinuosa figura a tre anelli composta da sbarre specchianti di diverse altezze in acciaio e materiale plastico: è stata ideata dagli architetti russi Sergei Tchoban (Speech) e Sergey Kuznetsov con Agniya Sterligova e realizzata con Velko 2000, società italo-russa che produce e installa facciate e rivestimenti per grandi costruzioni

 

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Black Hole

Progetto di STEVE BLATZ e ANTONIO PIO SARACINO con MARZORATI RONCHETTI, VETRERIA BAZZANESE, ZORDAN

L’installazione Black Hole, torre cilindrica in legno, vetro e acciaio posizionata nel Cortile d’Onore, è stata ideata dall’architetto statunitense Steve Blatz e dall’architetto italiano Antonio Pio Saracino. È stata realizzata con Marzorati Ronchetti, che opera nel settore dei metalli nobili, con Vetreria Bazzanese, azienda di riferimento nella lavorazione del vetro, e con Zordan, specializzata in arredi sartoriali in legno.

 

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Vitruvius in Quarantine

Progetto di BERNARD KHOURY con MARGRAF

L’architetto libanese Bernard Khoury ha realizzato l’installazione Vitruvius in Quarantine, posizionata nel Cortile d’Onore, con Margraf, azienda di Chiampo (Vicenza) con oltre cento anni di tradizione, specializzata nell’estrazione e nella lavorazione del marmo.
Nell’installazione sono state sperimentate tecniche avanzate sia nella costruzione, come il marmo alleggerito (di spessore 5 mm su un supporto a nido d’ape), sia per l’ancoraggio dei singoli moduli.

 

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Yellow Tower

Progetto di LUCA TRAZZI con VEUVE CLICQUOT

Yellow Tower, una torre a gabbia metallica alta 20 m installata nel Cortile d’Onore, è stata progettata da Luca Trazzi interpretando le forme della celebre bottiglia di champagne Veuve Clicquot, maison francese che ha realizzato l’installazione. Il progetto è anche un tributo a Barbe-Nicole Ponsardin Clicquot, imprenditrice ante litteram che nell’Ottocento rese gloriosa la maison. Hanno collaborato Martini per le luci, Sirca per le vernici.

 

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Operafood
Visual Music Facilities Theatre

Progetto di VALERIO MARIA FERRARI – VMCF Atelier con BIOSEUTICA

Con Operafood l’architetto Valerio Maria Ferrari e il suo studio VMCF Atelier, con sedi a Parigi e Milano, hanno presentato in una cornice a forma di bocca il plastico di Visual Music Facilities Theatre, un teatro sperimentale ideato dallo stesso Ferrari.
La realizzazione si deve a Bioseutica, azienda di riferimento nel mercato degli enzimi naturali; l’allestimento è di Caspani Cugini, il rivestimento in Barrisol di Savi.

 

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Plastico PADIGLIONE ZERO EXPO MILANO 2015

La Hall dell’Aula Magna ha accolto il plastico del Padiglione Zero di Expo Milano 2015, anticipando ai visitatori di Energy for Creativity la visione dello spazio che accoglie il pubblico di Expo. Il Padiglione Zero, articolato in dodici sale, è stato ideato da Davide Rampello; a Michele de Lucchi è stato affidato il progetto architettonico, mentre lo scenografo Giancarlo Basili ha curato l’allestimento delle sale interne. presenta un percorso attraverso la storia dell’umanità e del cibo.

 

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Utopia concreta. Padiglione Italia Expo Milano 2015

M. MOLÉ e S. TRADATI, NEMESI&PARTNERS con ITALCEMENTI GROUP

 

“Abbiamo presentato una mostra fotografica con il racconto dell’esperienza del progetto del Padiglione Italia. L’utopia concreta sono le immagini del cantiere, iniziato a marzo 2014.” Susanna Tradati

“La mostra è un rendiconto di un’utopia che ho definito ‘concreta’, perché oggi ha preso forma. L’anno scorso all’evento di Interni con Italcementi abbiamo presentato ENtreePIC, una scultura che era la prima realizzazione con cemento biodinamico, il materiale Innovativo studiato con Italcementi. C’era l’emozione di far sorgere la prima forma nata con le caratteristiche geometriche e la complessità del Padiglione Italia. Oggi siamo qui con la felicità che l’utopia di quell’ anticipazione è diventata realtà.” Michele Molé

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Energy for Creativity

Energy for Creativity

Data Pubblicazione: 27 May 2015

La grande mostra-evento che ogni anno Interni organizza in occasione del FuoriSalone è giunta nel 2015 alla sua 18ª edizione, presentandosi nella veste delle grandi occasioni: la rivista ha chiamato a raccolta progettisti di fama internazionale intorno al tema Energy for Creativity, per sviluppare in chiave progettuale e architettonica i concetti di Expo Milano 2015, in collaborazione con le migliori aziende del settore.
Nell’arco di sei settimane – dal 13 aprile al 24 maggio – Energy for creativity ha presentato una serie di progetti e di contributi dislocati in tre suggestive sedi urbane: l’Università degli Studi di Milano, l’ Orto Botanico di Brera e Audi City Lab di via Monte Napoleone.
Con questa iniziativa di ampio respiro Interni ha congiunto in un ponte ideale la Design Week milanese e l’Esposizione Universale, offrendo a tutti, nel cuore pulsante di Milano, una manifestazione densa di contenuti, sia nell’ambito del progetto architettonico, sia nell’indagine sui futuri stili di vita.
All’Università degli Studi di Milano ha preso vita A Dream for Tomorrow. Looking to the Past to invent the Future, una rassegna di micro-architetture, installazioni, mostre e progetti che hanno indagato il futuro prossimo a partire dai legami con la storia.
All’Orto Botanico di Brera è stata allestita la mostra The Garden of Wonders. A Journey through Scents, un progetto di Be Open Foundation che ha esplorato il rapporto tra design e piccole realtà produttive nel mondo del profumo. Infine all’Audi City Lab di via Monte Napoleone si è svolta Mind Movers, una serie di incontri e conversazioni tra studiosi, progettisti, artisti e designer sui temi dell’innovazione e delle discipline del futuro.
La mostra-evento di Interni ha beneficiato del Patrocinio del Comune di Milano, della partnership di Expo Milano 2015 ed è stata realizzata in coproduzione con Audi e Be Open Foundation.

Guarda il video che racconta l’evento:

 

Nella gallery, foto di Mattia Campo, Francesca Cao, Paolo Consaga, Nicolò Lanfranchi, Saverio Lombardi Vallauri, Ludovica Magnini, Andrea Martiradonna e Marcello Mariana

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