Bulthaup b Solitaire

 

La nuova linea bulthaup b Solitaire si compone di funzionali elementi di arredo con cui personalizzare gli ambienti

 

Con il suo telaio in alluminio nero opaco aperto su tutti i lati, disponibile in tre dimensioni e con altrettante superfici diverse, costituisce il modulo base della famiglia bulthaup b Solitaire: si tratta della piattaforma free standing, equipaggiabile con griglie in ghisa o in legno, ripiani ed estraibili in rovere, con o senza alzata perimetrale in vetro.
Il tavolo, considerato il centro della vita domestica, è realizzato con un elegante piano in massello rovere naturale che poggia su un telaio in alluminio nero opaco.

La panca, che contribuisce a creare un’atmosfera di condivisione e socializzazione, è realizzata sempre in massello rovere naturale  e può essere dotata di comoda seduta in pelle, per garantire la massima coerenza stilistica.

Ogni pezzo della collezione bulthaup b Solitaire rispecchia la passione e i valori aziendali: una simbiosi tra manifattura tradizionale, progettazione industriale innovativa, lavorazione con materiali pregiati.

 


Salisburgo incontra Venezia

La manifattura artigianale e creativa della tradizione muranese di Barovier&Toso nel rinnovato Hotel Stein di Salisburgo

 

Fondato nel 1399, lo storico Hotel Stein di Salisburgo riapre dopo un importante intervento di restauro e ha scelto Barovier&Toso per l’illuminazione delle suite e delle parti comuni.

Salisburgo incontra Venezia è il concept che guida l’interior dell’hotel. Un tema che rimarca il forte collegamento culturale e artistico tra le due città, realizzato attraverso il sapiente uso dei colori e la presenza di grandi fotografie di Luigi Caputo, fotografo e artista italiano che vive a Salisburgo, che ha interpretato la bellezza di entrambe.

Barovier&Toso ha realizzato per l’Hotel Stein una suggestiva installazione alta sette piani, al centro della grande scala, una cascata di vetro azzurro che accoglie gli ospiti in un tripudio di riflessi.

Ma il signature piece dell’Hotel è il lampadario Cà Rezzonico, un classico lampadario veneziano reinterpretato in un formato bidimensionale: piatto invece che circolare, è esposto come un quadro in quattro esemplari – pezzi unici – alle finestre del piano terreno, sulle rive del fiume Salzach.

Impreziosiscono l’hotel anche molte lampade e lampadari delle collezioni Samurai, Marta, Ran, Manhattan, Taif e Izmir.

 


Mr. Savethewall. La realtà oltre il muro

 

Deodato Arte  - Milano - Via Santa Marta 6
2 - 31 marzo 2018

La realtà oltre il muro è la nuova mostra personale di Mr. Savethewall proposta da Deodato Arte nella sede di via Santa Marta fino al 31 marzo.
Un corpus di circa 30 opere tra inedite e storiche descrivono la poetica non convenzionale dell’artista, il linguaggio diretto e la volontà di trattare temi profondi attraverso un’espressione immediata e apparentemente leggera.

Filo conduttore è la denuncia nei confronti della società, del mondo attuale e l’invito a carpire quella realtà che si trova oltre al muro. Ne è metafora l’opera Is this love? che raffigura un cuore lanciato con una fionda e destinato a raggiungere nuovi orizzonti, visioni differenti di ciò che nella vita siamo abituati a leggere talvolta con miopia.

Un atteggiamento controcorrente che l’artista da sempre ha ribadito nel suo modo di fare arte, vicino alla street e alla urban art, alle tecniche legate allo stencil e alle bombolette, ma ostile all’arte illegale su supporto murale, concetto ribadito nello stesso pseudonimo “salva il muro”.

Mr. Savethewall si esprime pertanto utilizzando cartone, carta da pacchi, legno, metallo, plexiglass e materiali di riciclo.

 


Welcome!

 

Design e ospitalità a Salsomaggiore Terme
9 marzo - 2 maggio 2018

Un convegno, coordinato da Aldo Colonetti, e una mostra, a cura di Silvana Annicchiarico, sui temi del progetto domestico applicato all’ospitalità.



Welcome! Design e ospitalità a Salsomaggiore Terme è un progetto nato dalla sinergia tra il Comune di Salsomaggiore Terme e Triennale Design Museum, in collaborazione con la Fondazione Franco Albini, con lo scopo di alimentare il dialogo tra le discipline – design, architettura, comunicazione – in stretta connessione con il contesto territoriale e la sua tradizione, dalla qualità delle acque termali all’offerta gastronomica.
Celebrata da poeti e scrittori che vi hanno soggiornato, Salsomaggiore Terme vanta una lunga tradizione di progettualità correlata al termalismo e all’accoglienza turistica.

Le Terme Luigi Zoja, progettate da Franco Albini e Franca Helg nel 1963, e la celebre poltrona PL19, disegnata da Albini e Helg nel 1957 e impiegata come arredo delle Terme, sono il simbolo di Welcome. Design e ospitalità.

 


Leggere e resistenti

Le lastre Laminam Pietra di Savoia per la stazione ferroviaria di Potsdam (Berlino)
Per l’estrema leggerezza e le proprietà fisiche e meccaniche del materiale, le lastre ceramiche di grandi dimensioni (1000x3000 mm) e minimo spessore (3/5,6 mm) Laminam trovano ampia applicazione in architettura come rivestimento esterno e in interni, utilizzate come rivestimenti verticali e pavimentazioni.
L’interpretazione architettonica per la stazione di Potsdam che distingue lo Studio GMP Architekten di Amburgo (che ne ha curato il progetto originario), è fondata su solidità, longevità, bellezza e sostenibilità. Quattro principi rispettati anche da KSP Jürgen Engel Architekten GmbH, che ha progettato la nuova pavimentazione.

I pavimenti sono stati realizzati con lastre ceramiche Laminam formato 1000x2700mm in 5,6mm di spessore della collezione I Naturali, Pietra di Savoia Avorio, per un’area totale di 6.500 mq.

Grazie alla superficie non liscia, le texture, così come le pietre a cui si ispirano, hanno proprietà antiscivolo ideali per l’applicazione a pavimento.

 


Oltre il vetro

Agc lancia la nuova gamma di vetri stratificati colorati “Stratobel Colour”: combinazione perfetta tra estetica e sicurezza
Agc Flat Glass Italia, branch italiana di Agc Glass Europe presenta Stratobel Colour, nuova linea di vetri stratificati di sicurezza. Una inedita gamma di vetri che offre molteplici soluzioni per progetti di architettura dedicati sia agli esterni (facciate, parapetti, coperture) - sia all’arredo da interior (divisori, pavimenti ecc.).
Stratobel Colour offre otto colori: due tonalità di grigio e due di marrone garantiscono infinite combinazioni di nuances ispirate alla natura. Infatti, aggiungendo più pellicole di uno stesso colore, il livello di opacità aumenta, mantenendo invariato l'apporto di luce naturale.

Per chi vuole ottenere colori più luminosi e brillanti e conferire ancora più carattere all’ambiente, basta sostituire Planibel Clearlite con Planibel Clearvision, il vetro altamente trasparente di Agc che garantisce una trasmissione luminosa pari al 92%)e una elevata resa cromatica.

Per assicurare la massima personalizzazione, la gamma Stratobel Colour offre anche due tonalità di bianco traslucido (Mat 80 e Mat 65), che lasciano passare la luce proteggendo da sguardi indiscreti, e due tonalità completamente opache, una bianca e una nera.


Sconnessi. The Collection

Nata per arredare il set di Sconnessi, il film di Christian Marazziti nelle sale a partire dal 22 febbraio, la nuova serie firmata dall’architetto Simone Micheli per Boffetto, entra a far parte delle collezioni del brand mantenendo nel nome, Sconnessi, il ricordo delle proprie origini.
I sei elementi che la compongono (un comodino, due librerie, un tavolo da pranzo e due coffee table), pensati da Simone Micheli che ha curato le scenografie del film per la casa di montagna della famiglia Ranieri, saranno quindi da oggi disponibili come Collezione Sconnessi nel catalogo Boffetto.

Alla base di ogni collezione di Boffetto c’è sempre un dialogo tra segni, un gioco tra elementi caratteristici che ritornano, diversamente sviluppati, in tutti i pezzi. La scelta del Solid Surface come “materiale guida” di ogni progetto garantisce libertà formale e infinite possibilità compositive.

 


Vibram Connection Lab

Vibram, riferimento mondiale nello sviluppo e nella produzione di suole in gomma ad alte prestazioni per le attività outdoor, tempo libero, lavoro, moda, ortopedia e riparazione, ha compiuto 80 anni recentemente, celebrandoli con diverse iniziative.

Oltre al proprio centro di sviluppo prodotto – nelle sedi di Albizzate, di Milano, nel centro tecnologico in Cina e negli Stati Uniti – collabora da tempo con importanti nomi del panorama internazionale della moda e del design.

Data la forte connessione tra design e il marchio, Vimar ha deciso di aprire negli uffici di via Voghera, a Milano, il Vibram Connection Lab, un nuovo centro di condivisione, di incontro, aperto a varie professionalità e dedicato alla ricerca, al pensiero creativo e alla sperimentazione, con l’obiettivo di incoraggiare ulteriormente un impulso interculturale di nuove idee.

 


Flou a New Delhi

Il nuovo flagship store di 300 mq, aperto in India in collaborazione con Kanu Kitchen Kulture Pvt. Ltd., mette in mostra la specializzazione dell'azienda italiana nella cultura del dormire.

I prodotti FlouNatevo offrono un total living completo, in grado di soddisfare le esigenze di arredamento di ogni ambiente della casa.

Arredi che coniugano qualità, funzionalità ed estetica per una quotidianità vissuta nel segno del made and manufactured in Italy.

 

Flou quest'anno compie 40 anni.

L’anniversario coincide con quello di Nathalie, il letto disegnato da Vico Magistretti nel 1978 che ha accompagnato le trasformazioni sociali e i cambiamenti culturali degli anni ’70.


L’Italian Design Day a Madrid. Un viaggio tra Italia e Spagna


In occasione della seconda edizione dell’Italian Design Day nel mondo l’Ambasciata d’Italia a Madrid ha ospitato giovedì 1 marzo l’evento Il Design. Un viaggio tra Italia e Spagna.

 

Gilda Bojardi, Direttrice della rivista italiana Interni e Ambasciatrice dell’Italian Design Day, inviata come ospite d’onore dal Ministero degli Affari Esteri, Jorge Pensi, designer argentino attivo tra Italia e Spagna e Teresa Sapey, importante architetta italiana residente a Madrid, hanno accompagnato il vasto pubblico di professionisti del settore, esponenti della stampa specializzata, studenti, formatori ed amanti del design in un viaggio ideale dedicato alla profonda relazione che unisce il design italiano e spagnolo.

Al termine dell’incontro l’Ambasciatore d’Italia Stefano Sannino ha inaugurato la mostra di art design Los Caprichos, curata da Patrizia Catalano. Una collezione di opere di rinomati autori quali Andrea Salvetti, Ettore Sottsass, Gianni Osgnach, Andrea Branzi, Riccardo Dalisi, i Fratelli Campana, Ugo La Pietra, Emmanuel Babled e Maurizio Barberis, provenienti da importanti gallerie italiane.

 

Nel corso della giornata, in vista del prossimo Salone del Mobile di Milano, la Design Ambassador Gilda Bojardi ha ripercorso i vent'anni di eventi organizzati dalla rivista Interni per i FuoriSalone, appuntamenti chiave che hanno offerto un contributo decisivo al lancio e all’affermazione della nota rassegna milanese dedicata al design. “Da molti anni - sottolinea Gilda Bojardi - il rapporto tra il design italiano e spagnolo viaggia in perfetta sintonia e Interni è stato sempre un attento portavoce di tutti gli eventi e progetti di sinergia tra i due Paesi”.

L’Ambasciatore Stefano Sannino ha evidenziato come il design rappresenti oggi uno degli ambiti di collaborazione più intensi tra Italia e Spagna. “Proprio il design – ha spiegato Sannino – è stato il settore che ha dato avvio, lo scorso anno, ad un ambizioso progetto di promozione integrata per la Spagna che abbiamo chiamato ITmakES. Con ITmakES, che si inserisce nella strategia “Vivere all’Italiana” promossa dalla Farnesina, intendiamo valorizzare tutte le opportunità di sinergia tra Italia e Spagna nei settori in cui il nostro rapporto è più vivo. L’obiettivo è promuovere una collaborazione sempre più intensa tra i due Paesi e dare spazio ai giovani, che con il loro talento confermano e rinnovano lo straordinario patrimonio di relazioni tra le nostre società civili.

Proprio ai giovani si rivolge del resto la nuova iniziativa lanciata dall’Ambasciata d’Italia nell’ambito di ITmakES, che selezionerà il progetto un giovane designer in Spagna per portarlo al FuoriSalone milanese del 2019, grazie alla collaborazione con la rivista Interni. La partecipazione sarà aperta alle principali scuole di design e facoltà di architettura in Spagna.

L’Italian Design Day è un’iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Triennale di Milano, Ice Agenzia, il Salone del Mobile di Milano, l'Associazione per il Disegno Industriale, la Fondazione Compasso d'oro e la Fondazione Altagamma.

La seconda edizione dell’Italian Design Day a Madrid è stata realizzata con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e della Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna.


The nature of things

Grande protagonista del primo numero primaverile la natura, che domina nelle architetture di Jean Nouvel, OMA, Jakob+MacFarlane, ArcgencY, Umberto Zanetti/ZDA, da Abu Dhabi a L’Aja, da Boulogne-Billancourt a Copenhagen, fino a Sankt Moritz.

I progettisti ne hanno fatto il parametro di riferimento elettivo nei loro interventi sperimentali, su tipologie contestuali specifiche: il museo-isola, l’edificio governativo-green, la villa-albero, la casa-gru sul mare, l’appartamento montano.

Si possono costruire città migliori, a partire dalla considerazione della natura come fonte di ispirazione estetica e formale? Bill e Chris Sharples, fondatori di SHoP Architects, ci offrono la loro chiave di lettura.

Ma la natura è il tema di indagine anche delle nostre pagine dedicate al design. I riferimenti all’ambiente naturale sono da sempre presenti nella storia dell’abitare umano come tracce di conquista. A questo desiderio antropologico di dominazione, il progetto ha risposto e risponde con diversi approcci, che vanno dall’atto ideologico dei gruppi radicali al gesto poetico di un designer come Tord Boontje. Oggi la riflessione si concentra sui cambiamenti della terra causati dall’uomo, quindi su un concetto di natura mortificata rispetto al quale il design assume un nuovo ruolo di critica sociale.

Continuiamo con una rassegna di arredi d’ispirazione zoomorfa che ci conduce in una sorta di zoo surreale e gioioso. Un modo leggero per ricordare che compito del progettista è preservare la bellezza del creato, ma anche la piacevolezza del nostro piccolo habitat domestico.


Freespace a Venezia

La Biennale di Venezia - 16° Mostra Internazionale di Architettura - Venezia (Giardini e Arsenale), 26 maggio – 25 novembre 2018
Sarà aperta al pubblico da sabato 26 maggio a domenica 25 novembre 2018, ai Giardini e all’Arsenale, la 16. Mostra Internazionale di Architettura dal titolo Freespace, a cura di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.
Questa edizione pone al centro dell'attenzione la questione dello spazio, della qualità dello spazio, dello spazio libero e gratuito. Con grande chiarezza si indica il parametro di riferimento fondamentale.

La Mostra include 71 partecipanti, ai quali saranno affiancati quelli raccolti in due sezioni speciali: la prima, con 16 partecipanti, si intitola “Close Encounter, meetings with remarkable projects” e presenterà lavori che nascono da una riflessione su progetti noti del passato; la seconda, con 13 partecipanti, dal titolo “The Practice of Teaching”, raccoglierà lavori sviluppati nell’ambito dell’insegnamento. “La volontà di creare Freespace può risultare in modo specifico come caratteristica propria di singoli progetti. Ma space, free space, public space possono anche rivelare la presenza o l'assenza in genere dell’architettura, se intendiamo come architettura il pensiero applicato allo spazio nel quale viviamo e abitiamo.

E la Mostra ci darà esempi, insegnamenti e motivi di discussione. E noi siamo grati a Farrell e McNamara per avere accettato il nostro invito e per la loro coraggiosa scelta che arricchisce con un anello importante la catena delle Mostre tenute in questi anni”, ha spiegato Paolo Baratta.

“Abbiamo affrontato questa Mostra in qualità di architetti. Abbiamo considerato gli edifici esistenti come siti specifici, come nostro contesto. Il progetto della Mostra vuole rivelare le qualità delle Corderie e del Padiglione Centrale.
La dimensione eroica delle Corderie con la struttura ripetitiva in mattoni e la sua luce mutevole contrasta con la qualità luminosa della luce zenitale nel Padiglione Centrale. Abbiamo elevato la sensibilità a queste atmosfere contrastanti all'interno dei due edifici e la nostra strategia curatoriale ne è stata nutrita e arricchita.
Nel trovare risposta a queste qualità, abbiamo apprezzato l'effetto che ha avuto sulle nostre scelte e sul collocamento dei partecipanti”, hanno raccontato le due curatrici, Yvonne Farrell e Shelley McNamara.