Marmo sartoriale

Il nuovo flagship store londinese di MSGM, situato al 278 di Brompton Cross, si sviluppa su due piani, per un totale di oltre 185 mq di superficie. Lo spazio dallo stile industrial è caratterizzato da soffitti e travi segnate dal tempo in apparente contrasto con un design dinamico e brioso.

L'innovativo concept è stato ideato dal direttore creativo del brand italiano di moda Massimo GiorgettiLo studio ML Architettura ha progettato la boutique affidando a Budri la realizzazione delle superfici e degli arredi. Il pavimento e i cubi espositivi, in marmo bianco ricomposto con graniglia di cemento e intarsiato con schegge di resina dai toni fluo, creano un total look in perfetta sintonia con i colori allegri delle collezioni moda esposte.

 


Arte, cultura e cibo

Inaugura oggi Vòce Aimo e Nadia, uno spazio esclusivo che coniuga arte, cultura ed eccellenza gastronomica.

Situato in piazza della Scala, all'angolo con via Manzoni, lo spazio è situato nel complesso dove hanno sede le Gallerie d’Italia, polo museale e culturale di Intesa Sanpaolo, ed è suddiviso in tre ambienti funzionali: la caffetteria, la libreria e il ristorante gourmet.

Dopo un importante rinnovo architettonico, in linea con le tendenze dei principali musei italiani e internazionali, Vòce Aimo e Nadia si presenta come un luogo di convivialità e condivisione.

Il nuovo layout degli spazi, curato dallo studio aMDL, sotto la guida dell’architetto Michele De Lucchi, e realizzato dalla Direzione Immobili e Logistica di Intesa Sanpaolo, sviluppa importanti sinergie con le attività culturali delle Gallerie: le scelte architettoniche contribuiscono a valorizzare gli spazi in continuità con il museo.

La nuova configurazione della caffetteria con annesso bookshop, a cui si accede sia dal museo che da Piazza della Scala, diventa uno spazio dalla forte attrattiva integrato con la proposta culturale del museo, già da ora con la mostra Romanticismo in corso alle Gallerie d’Italia fino al 17 marzo 2019.

Alessandro Negrini e Fabio Pisani, chef patron de Il Luogo di Aimo e Nadia, portano con Stefania Moroni, manager dell'attività, la loro visione della cucina italiana all’interno del museo intrecciandola con la ricca proposta artistica. Il risultato è un'esperienza enogastronomica e culturale complementare alla visita alle Gallerie d’Italia con un menu che nasce dal forte legame con il territorio.

 


Benessere in Montenegro

Il Melia Budva Petrovac, hotel 5 stelle nel cuore della costa del Montenegro con panoramica vista sul mare, ha scelto i prodotti di rubinetteria Fima Carlo Frattini per donare un carattere distintivo a tutti gli ambienti bagno e alle zone relax.

La prestigiosa struttura si caratterizza per un’architettura moderna, un’elegante design contemporaneo e l’utilizzo di materiali pregiatiGli spazi interni, confortevoli e luminosi, creano un piacevole gioco di rimandi con le tonalità blu, sabbia e verde del paesaggio circostante.

Per gli ambienti bagno e benessere delle stanze è stata scelta la serie Quad (miscelatori lavabo a parete, miscelatore bidet, miscelatore incasso doccia e set doccia) insieme ai soffioni Sfera e Round di Fima Wellness di Fima Carlo Frattini.

Le collezioni Quad e Sfera, dal design ricercato in linea con gli alberghi dell'hote, sono disegnate da Meneghello Paolelli Associati.

 

 


New Boss

Hugo Boss riapre con un nuovo concept lo storico punto vendita nel centro di Milano e, in contemporanea, presenta il restyling dello showroom in zona Navigli dotato di innovativi servizi digitali.

 

Per la boutique di corso Matteotti 11 si tratta a tutti gli effetti di una nuova apertura e non di un semplice restyling: nuovi sono infatti il retail concept e l'offerta tecnologica al servizio del cliente. 

Esteso su 300 metri quadrati complessivi, il nuovo store è accogliente e familiare, grazie ad arredi conviviali. Negli spazi spazi ritmati dai colori, spicca la scala elicoidale che collega i diversi livelli. 

Rilettura contemporanea di un appartamento sofisticato e moderno, la boutique è connotata dalle note calde del legno che si alternano alle superfici satinate degli arredi e ai pavimenti in gres

 

Ha riaperto le porte anche lo showroom direzionale, situato nella zona dei Navigli e dedicato anche ai clienti internazionali, con una nuova veste.

I 1.300 metri quadrati in via Morimondo 26 sono connotati da arredi verticali in acciaio nero con mensole in cristallo, cubi realizzati in marmo bianco optical e in legno con finiture in quercia.

Video wall e installazioni sono la cifra distintiva della location che ospita le collezioni Boss e Hugo: ognuna dispone di uno spazio indipendente.

 


Stile ad alta quota

Inaugurata alla fine del 2017, la V Tower aggiunge all’immagine della città di Praga un segno distintivo inconfondibile. Con i suoi 104 metri di altezza, la torre dalla particolare forma a V progettata dall’architetto Radan Hubička è il più alto edificio residenziale della Repubblica Ceca.

Gli interni degli appartamenti si distinguono per i materiali pregiati, come il mogano, il marmo italiano, il granito dello Zimbabwe e l’onice verde dell’Iran, e le finiture ricercate. Dotati di tutti i comfort, sono curati in ogni dettaglio. Ampie finestre a tutta altezza offrono una vista suggestiva sul centro storico e sul verde del parco adiacente.

Nelle stanze da bagno sono state installate 115 vasche nel pregiato acciaio smaltato Kaldewei, scelte per l’alta qualità e il design minimale e raffinato. Nei bagni dei grandi attici le vasche da bagno freestanding Meisterstück Centro Duo Oval sono collocate davanti alle finestre, permettendo così ai residenti di godersi il panorama anche nei momenti di relax. Gli altri bagni sono invece dotati di vasche Classic Duo, di cui sono apprezzate le linee classiche.

L’edificio ospita spazi sia residenziali che commerciali, oltre a Club Floor, un intero piano concepito per il relax e l’intrattenimento dotato di una palestra, piscina e sauna, un cinema privato e un’area per i bambini. Altri servizi, come le pulizie, la lavanderia, baby sitter e dog sitter e il fiorista a domicilio completano il pacchetto comfort.

 


Alta cucina inclusiva

L’architetto Fabio Novembre è stato scelto da Chef Express per realizzare il ristorazione Attimi by Heinz Beck all'interno di CityLife Shopping District.

Progetto nato a quattro mani tra la nota società nell’ambito dell’industria alimentare e lo chef tristellato Heinz Beck, Attimi rappresenta il connubio tra le diverse realtà che caratterizzano i due partner: quotidianità e cucina di alta qualità. L’obiettivo è infatti quello di rendere l’eccellenza dell’alta cucina inclusiva, non solo nel prezzo, ma nel design, nel servizio, nell’atmosfera e nell'esperienza complessiva.

Il progetto architettonico si basa sul concetto di tempo. L'utilizzo di diverse tonalità di grigio fa convivere il giorno e la notte: una nuance più chiara caratterizza la zona bar e bistrot, una più scura il ristorante. Lungo le due aree, una scansione di grandi luci a soffitto circolari degradante rievoca il percorso solare e unifica lo spazio. La rigorosità delle tinte fredde è spezzata da elementi dai toni accesi che riprendono i colori vivaci dell’immagine identificativa del ristorante.

A rendere dinamici gli spazi una serie di elementi geometrici. Come i pilastri e il monumentale banco bar d’ingresso, composti da fasce di diverse dimensioni, che richiamano l’andamento circolare del tempo.

Per gli arredi, i materiali e le finiture sono state scelte aziende di riferimento del design, tra cui: Artemide, Kartell, Driade, Pedrali, Lea Ceramiche, Hi-Macs, Arpa e Electrolux.

 


Masseria Grieco

Masseria Grieco è un country resort di charme situato a Ostuni, il cui nucleo centrale risale al XVI secolo. La struttura, in ogni suo dettaglio, racconta la storia secolare della Valle d’Itria, uno dei luoghi più suggestivi dell’entroterra pugliese. Ogni elemento è un richiamo alle radici del territorio: dai trulli, le tipiche costruzioni rurali a forma di cono, a una piccola chiesa in pietra il cui altare riporta l’emblema araldico del luogo. Circondata dai tradizionali muretti a secco, realizzati in pietra locale senza l’utilizzo di legante cementizio, la struttura è coniuga tradizione, ospitalità e tecnologia.

La tecnologia Vimar di cui è dotato il resort assicura agli ospiti comfort e sicurezza, oltre a garantire la massima efficienza nella gestione degli spazi e nell’ottimizzazione dei consumi.

Il sistema di gestione alberghiera Well-contact Plus assicura il controllo centralizzato di tutti gli spazi - permette di effettuare il check-in e check-out, programmare le card degli ospiti, prendere visione dello stato della camera, ricevere allarmi - il tutto dal pc nella reception, che diventa una vera e propria cabina di regia. Da qui è anche possibile visualizzare le immagini delle diverse telecamere bullett Elvox TVCC che garantiscono il massimo in termini di sicurezza.

Sempre dalla reception, il videocitofono TAB 7S, nella versione con tecnologia IP, permette al personale di comunicare tramite videochiamate con gli ospiti all’ingresso. Elvox Videocitofonia garantisce affidabilità, sicurezza e performance. La tecnologia Vimar può essere utilizzata anche da remoto grazie alla app Video Door.

Per la struttura sono stati scelti inoltre i dispositivi dal design ricercato della serie Arké nella versione sinuosa Round. Incastonati nella pietra antica delle pareti permettono un impeccabile controllo dell’illuminazione e un sicuro accesso all’energia. Nelle camere i lettori delle card garantiscono al soggiorno il massimo comfort.

 


M9

Verrà inaugurato il 1° dicembre 2018 M9, il nuovo distretto di rigenerazione urbana a Venezia Mestre, che affianca al Museo multimediale del ’900 innovazione culturale e tecnologica, retail, intrattenimento e servizi.

Ispirato a esperienze internazionali, M9 propone un format innovativo che coniuga cultura multimediale, architettura sostenibile, tecnologia, servizi per i cittadini e forme innovative di commercio per generare occupazione, crescita e benessere per la collettività.

Si tratta del progetto più importante della Fondazione di Venezia, che ha investito 110 milioni di euro per contribuire al rilancio e allo sviluppo della terraferma veneziana. Realizzazione e sviluppo di M9 sono stati affidati a Polymnia Venezia.

 

Ideato dallo studio berlinese Sauerbruch Hutton, il progetto di M9 viene presentato alle Corderie dell’Arsenale, fino al 25 novembre 2018, nell'ambito della mostra Freespace, a cura di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, in occasione della 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.

L’intervento si estende su un totale di sette corpi di fabbrica e prevede la realizzazione di tre nuovi edifici, il principale dei quali dedicato a funzioni museali, il recupero di un ex convento tardo cinquecentesco e la ristrutturazione di un edificio direzionale degli anni Settanta.

M9 restituisce così alla città uno spazio storico, un luogo che racconti l’identità dei cittadini con un nuovo respiro internazionale, un’area che viene valorizzata e reintegrata nel tessuto urbano del centro di Mestre.

Le dinamiche facciate delle nuove architetture si connotano per l'inedita policromia: sono 13 i diversi colori, in accordo cromatico con il contesto urbano, degli elementi ceramici che le rivestono. Sei nuovi attraversamenti pedonali garantiscono la permeabilità dell’area.

 

La narrazione del Museo multimediale del ’900 è interamente multimediale (6.000 foto, 820 video, 500 record di materiale iconografico, 60 installazioni multimediali e interattive) suddivisa in 8 sezioni: Demografia e strutture sociali; Consumi, costumi e stili di vita; Scienza, tecnologia e innovazione; Economia, lavoro, produzione, benessere; Paesaggi e insediamenti urbani; Lo Stato, le istituzioni, la politica; Educazione, informazione formazione; Che cosa ci fa sentire italiani.

Il coordinamento generale del progetto d’interni è di Stefano Gris dello studio GrisDainese, mentre le installazioni degli 8 ambienti tematici sono state ideate da Carraro Lab, ClonwerkLimiteazeroDotdotdot, KarmachinaEngineering Associates e Nema FX.

 

Il museo è una scommessa sui contenuti in formato digitale: immagini fisse e in movimento, ricostruzioni 3D, realtà aumentata, file audio per esperienze coinvolgenti, informative ed emozionali. È una nuova tipologia di museo che rende accessibili tutte quelle realtà, come archivi, collezioni incomplete o non fruibili, che attraverso il digitale e l’interaction design diventano fruibili sotto forma di ricostruzioni narrative.

Molte sono le sperimentazioni tecnologiche che rendono il museo una pietra miliare sullo stato dell’arte dell’interaction design. La user experience avviene soprattutto attraverso installazioni multiscreen e schermi touch, ma ci sono anche esperienze che privilegiano altri tipi di interazione.

Come l’installazione Il Gioco dei Dialetti nella sezione 7, progettata da Dotdotdot, caratterizzata da un’interazione di tipo vocale anziché visivo-tattile e realizzata con un sistema di programmazione usato in ambiti complessi come i videogiochi. Dietro contenuti attivabili con un click o con una gestualità spontanea, si nascono sistemi tecnologici complessi come laser industriali, solitamente impiegati nella robotica, oppure grafiche particellari che non sono semplici scansioni di figure, ma particelle in continuo movimento sulla superficie, attivate da un'animazione di tipo algoritmico (installazione Stereotipi e auto rappresentazioni, sezione 8, progetto Dotdotdot).

 

All'esposizione museale permanente - estesa su due piani per un totale di 2.610 mq si aggiungerà uno spazio di 1.400 mq al terzo piano dedicato alle mostre temporanee, che spazieranno dalla fotografia, al design, all’arte, alla tecnologia. M9 è completato da un auditorium/cinema 4K e da quattro grandi spazi per gli eventi.

 


Bulgari omaggia il design milanese

Bulgari riapre al pubblico la boutique milanese di via Montenapoleone 2, completamente rinnovata dopo un’accurata ristrutturazione.

Sviluppato su un unico piano - 280 mq di solo spazio vendita - il negozio è stato rivisitato secondo il concept ideato dall’eclettico architetto Peter Marino che coniuga innovazione, trasgressione e tradizione.

L’ampio ingresso si distingue per l’imponenza dei marmi: il travertino bianco con motivo geometrico dei pavimenti, la breccia di Serravezza, lavorata a libro per esaltarne le venature, che profila le porte e segna i passaggi di ambiente, oltre alla caratteristica stella a otto punte in porfido rosso intarsiata nel pavimento, come nell’atrio della storica boutique di via dei Condotti a Roma.

Lo spirito della boutique emerge dai dettagli, in quell’esuberanza sobria, così distintamente meneghina.

Pur conservando infatti l’inconfondibile tratto stilistico che accomuna tutte le boutique Bulgari del mondo, lo spazio di via Montenapoleone si distingue per i chiari rimandi ai grandi nomi del design e dell’architettura milanese degli anni Trenta, primo fra tutti l’architetto Piero Portaluppi.

Sono infatti molti i riferimenti a Villa Necchi Campiglio, residenza milanese progettata da Portaluppi nel 1935. In omaggio alla celebre villa, i soffitti e le imponenti pareti divisorie sono decorati con un motivo a losanga che arricchisce la trama degli ambienti. Lo stesso motivo distingue la facciata della boutique Bulgari di 5th Avenue a New York. Anche il soffitto a volta è un chiaro riferimento al sontuoso stile di Portaluppi. Elevata e drammatica, la volta è un simbolo della tensione in atto tra eredità e innovazione, tra sensibilità classica e stile contemporaneo.

Di chiara matrice milanese anche gli arredi, tra cui spiccano un tavolo di Paolo Buffa, alcune sedute di Ico Parisi, librerie e tavoli di Angelo Mangiarotti, la lampada da terra Arco di Achille e Pier Giacomo Castiglioni. I counter espositivi al centro degli ambienti sono liberamente ispirati alle opere di Carlo Scarpa e sormontati da lampadari originali di Gio Ponti risalenti agli anni Sessanta: di committenza privata e originariamente prodotti per Villa Namazee a Teheran, fanno parte di una serie riacquistata da Bulgari per gli arredi dei negozi di Milano e New York.

A impreziosire la boutique, un giardino d’inverno che rispecchia quello di Villa Necchi. Connotato dal marmo bianco e dal vetro, è uno spazio luminoso, rarefatto ma allo stesso tempo avvolgente, con pavimenti in marmo Lasa lavorato a mosaico, innestato su marmi Bois Jourdan e porfido. Un'intera parete è rivestita da una maestosa installazione floreale dalle tonalità brillanti dell’artista giapponese Azuma Makoto.

 


Un’isola tra le montagne

Compie 15 anni il Vigilius Mountain Resort e celebra questa tappa importante presentando un’offerta rivisitata ma fedele ai valori che hanno reso famoso l'eco design hotel ideato dall'architetto Matteo Thun e dall'imprenditore Ulrich Ladurner in Alto Adige.

Situato a 1500 m di altezza sul passo del Monte San Vigilio e raggiungile da Lana (Bolzano) esclusivamente tramite funivia, la struttura si fonde con l’ambiente circostante. Legno, pietra viva, argilla e vetro dominano l’esterno del resort che dall’alto appare come un tronco d’albero disteso. Oggi come ieri sono i larici, con il loro profumo, ad accogliere gli ospiti rendendo il resort un’isola tra le montagne.

Primo hotel italiano ad aver ottenuto il riconoscimento CasaClima Classe A come struttura ecosostenibile, il Vigilius Mountain Resort utilizza solo energie di tipo rinnovabile e si conferma il luogo ideale per riconnettersi con la natura offrendo l'atmosfera calda e accogliente tipica di una casa intima e conviviale. 

Dalla tavola rotonda che si è tenuta recentemente per celebrare l'anniversario - a cui hanno partecipato il filosofo Wilhelm Schmid, Ulrich Ladurner e i giovani artisti figli di Matteo Thun, Constantin e Leopold, moderati da Louis Lewitan - è emerso che per il Vigilius Mountain Resort il vero lusso è la capacità di creare armonia con il territorio e i suoi abitanti, con i dipendenti e con gli ospiti

Il resort rappresenta il concept del suo proprietario, Ulrich Ladurner: una struttura capace di stimolare e di far incontrare gli ospiti attraverso appuntamenti dedicati alla cultura, alla musica, all'arte, alla letteratura alla buona cucina. Un luogo in cui riscoprire la propria creatività, riscoprendo il senso genuino del territorio. 

Gli ambienti, che coniugano design e comfort, sono realizzati con materiali naturali: dal legno di larice alla quarzite di cui sono composti i pavimenti fino ai tessuti.

Nella suggestiva Vigilius Mountain Spaesterno e interno si fondono: le piscine interne, l'idromassaggio esterno e la sauna donano la sensazione di galleggiare tra le fronde dei larici, con le Dolomiti che si stagliano sullo sfondo.

Lo spazio wellness celebra l’acqua che dalle fonti del Bärenbad arriva direttamente al Monte San Vigilio con tutte le proprietà organolettiche che la contraddistinguono. Racchiusa fra strati di gneiss e granito, questa purissima acqua sorgiva di montagna presenta un’elevata percentuale di silicio, sodio e potassio; il suo contenuto di radon può inoltre avere un effetto curativo.

 


Parcheggio Gio Ponti

Il progetto del parcheggio Gio Ponti ha riqualificato uno spazio anonimo situato in un lussuoso edificio residenziale di Calle Salustiano Olozaga 12, nel cuore del Miglio d'Oro, una delle più prestigiose aree di Madrid.

L'architetto Teresa Sapey ha trasformato un luogo buio e senza calore in uno spazio grafico e colorato. Il parcheggio diventa così un ambiente accogliente, accesso ma anche preludio all’abitazione.

Le opere del maestro Gio Ponti in Venezuela sono state fonte di ispirazione per la progettista che ha ideato murales, segnaletica e illuminazione, sfruttando la continuità degli impianti esistenti tra un livello e l’altro, in modo da ricreare un effetto visivo di grande impatto.


SEM a Milano

Dopo l'esordio alla Milano Design Week 2018, il nuovo marchio milanese SEM (Spotti Edizioni Milano) ha inaugurato in via Garofalo 31, il suo primo spazio espositivo e di vendita.

L’editore conferma il suo legame con la città dove sorge lo storico negozio d’arredo di interni Spotti Milano, dalla cui esperienza trentennale è nato SEM in risposta alla domanda di esclusività del mercato dell’interior design, italiano e internazionale.

 

Lo showroom di 250 mq, ideato da Valentina Cameranesi ed Enrico Pompili, enfatizza le tipologie progettuali e i segni distintivi di ciascuna delle collezioni, tutte sintesi della filosofia di SEM: unione tra cultura del progetto, logica dell’industria ed eccellente artigianalità.

Quinte sospese in canvas, realizzate in tessuto Kvadrat, e pannelli sia in tonalità tenui che a contrasto, incorniciano i prodotti SEM e articolano lo showroom nei numerosi ambienti.

Concepito per essere adattato alle esigenze espositive, il percorso ideato valorizza le collezioni Pivot di Giacomo Moor, Check di Elisa Ossino, Futuraforma di Marcante-Testa, Gold e Rose Gold di Paolo Rizzo, connotate da attenzione al dettagliosoluzioni costruttive intelligenti e varietà di lavorazioni e materiali.

Ulteriori elementi mettono in dialogo tra loro i pezzi in esposizione grazie a giochi di specchi, accentuati dai rivestimenti Gold Rose Gold, che riflettonoamplificano e movimentano lo spazio.