Gallotti&Radice a Milano

Il nuovo flagship store Gallotti&Radice ha aperto in via Felice Cavallotti 16, nel Milano Durini District.

Vetrine a tutta altezza rivelano un ambiente sofisticato, in linea con le proposte dell'azienda nata negli anni Cinquanta a Cermenate, Como.

Lo spazio, esteso su 200 metri quadrati disposti su due livelli, si connota per il soppalco a vista e per la grande libreria che occupa l'intera parete. Elemento di continuità tra l'attività precedente ospitata nello spazio e quella attuale, la libreria contiene preziosi volumi d’arte Skira che invitano alla lettura, rendendo l'ambiente accogliente, aperto a diverse iniziative, oltre alla vendita. 

I materiali che connotano il flagship store: legno e pietra, con elementi in ottone e cristallo, sono gli stessi utilizzati per la realizzazione dei manufatti dallo stile raffinato e senza tempo. L’abilità di Gallotti&Radice per la tradizionale lavorazione del cristallo si fonde con lo slancio innovativo apportato dalla collaborazione con affermati designer e dalla costante ricerca ed esplorazione di nuove tecniche,  per offrire finiture ricercate applicate oggi anche a materiali differenti, quali metallo, legno, marmo, tessuti.

La gestione dello store che propone un total living firmato Gallotti&Radice è affidata a Salvioni Design Solutions.

 


Salone del Mobile.Milano Shanghai 2018

SEC – Shanghai Exhibition Center

dal 22 al 24 novembre 

 

Terza edizione per il Salone del Mobile.Milano Shanghai123 brand italiani presenteranno quanto di più nuovo propone il vivere all’italiana rinnovando il proprio dialogo con la Cina.

Forte del successo e del grande interesse suscitato dalle precedenti edizioni - che complessivamente hanno visto la presenza di più di 40.000 visitatori di alto profilo - il Salone del Mobile.Milano Shanghai torna in un clima di grande ottimismo, certo di poter proseguire un dialogo costruttivo e proficuo con il mercato cinese, sempre più attratto dalla creatività e dal valore manifatturiero originale presentato dalla manifestazione.

 

Venerdì 23 novembre, alle ore 14, presso Piazza Italiana (Dome Hall), Interni organizza un design talk e presenta la speciale pubblicazione Icon Architects - 100 International stories anche visions.

Relatori:

-Yang Dongjiang INTERNI China Editor-in-chief and Academy Art and Design Tsinghua University Vice Dean

-Gilda Bojardi INTERNI Editor-in-Chief

in conversazione con 

-Carola Bestetti Living Divani Head of Marketing and Communication

-Aldo Cibic architect, Cibic Workshop founder

-Aric Chen M+ - Museum for visual culture Hong Kong Curator-at-large

-Carlotta de Bevilacqua Artemide Group Vice-President and CEO


Tre Primitivi

Via Solferino 7 Milano

Fino al 20 dicembre

 

Tre forme arcaiche progettate da Alessandro Mendini  Qfwfq , Ayl e Luna & Sole – sono esposte nell'ambito della mostra Tre Primitivi allestita nello showroom Alpi di Milano.

Tre mobili esclusivi disegnati da Alessandro Mendini per l’occasione che traggono il loro nome dai protagonisti della Cosmicomica di Italo Calvino Senza Colori, fil rouge del pensiero creativo della mostra, e sono realizzati con il nuovo legno Pointillisme COL e Pointillisme B/N di Atelier Mendini con Alex Mocika.

Riedizione del primo legno realizzato da Alpi per Atelier Mendini nel 1991, Pointillisme COL e B/N ne ripropone il decoro in due versioni, una solare a colori e una lunare nei toni del grigio.

Punti policromi e suggestioni del pointilismo sono riprodotti nel legno Alpi grazie alla cultura sartoriale dell’azienda, che ha permesso di realizzare questo disegno preservandone il carattere pulviscolare e intangibile.

L’evanescenza e l’immaterialità dei dipinti pointilisti di artisti come Paul Signac e George Seurat, e la riflessione sul colore e sulla luce del racconto di Italo Calvino, sono rappresentati in questa mostra attraverso la monumentalità arcaica dei mobili di Alessandro Mendini.

 


M9

Verrà inaugurato il 1° dicembre 2018 M9, il nuovo distretto di rigenerazione urbana a Venezia Mestre, che affianca il Museo multimediale del ’900 all’innovazione culturale e tecnologica, al retail, all’intrattenimento e ai servizi.

Ispirato a esperienze internazionali, M9 propone un format innovativo che coniuga cultura multimediale, architettura sostenibile, tecnologia, servizi per i cittadini e forme innovative di commercio per generare occupazione, crescita e benessere per la collettività.

Si tratta del progetto più importante della Fondazione di Venezia, che ha investito 110 milioni di euro per contribuire al rilancio e allo sviluppo della terraferma veneziana. Realizzazione e sviluppo di M9 sono stati affidati a Polymnia Venezia.

 

Ideato dallo studio berlinese Sauerbruch Hutton, il progetto di M9 viene presentato alle Corderie dell’Arsenale, fino al 25 novembre 2018, nell'ambito della mostra Freespace, a cura di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, in occasione della 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.

L’intervento si estende su un totale di sette corpi di fabbrica e prevede la realizzazione di tre nuovi edifici, il principale dei quali dedicato a funzioni museali, il recupero di un ex convento tardo cinquecentesco e la ristrutturazione di un edificio direzionale degli anni Settanta.

M9 restituisce così alla città uno spazio storico, un luogo che racconti l’identità dei cittadini con un nuovo respiro internazionale, un’area che viene valorizzata e reintegrata nel tessuto urbano del centro di Mestre.

Le dinamiche facciate delle nuove architetture si connotano per l'inedita policromia: sono 13 i diversi colori, in accordo cromatico con il contesto urbano, degli elementi ceramici che le rivestono. Sei nuovi attraversamenti pedonali garantiscono la permeabilità dell’area.

 

La narrazione del Museo multimediale del ’900 è interamente multimediale (6.000 foto, 820 video, 500 record di materiale iconografico, 60 installazioni multimediali e interattive) suddivisa in 8 sezioni: Demografia e strutture sociali; Consumi, costumi e stili di vita; Scienza, tecnologia e innovazione; Economia, lavoro, produzione, benessere; Paesaggi e insediamenti urbani; Lo Stato, le istituzioni, la politica; Educazione, informazione formazione; Che cosa ci fa sentire italiani.

Il coordinamento generale del progetto d’interni è di GrisDainese, mentre le installazioni degli 8 ambienti tematici sono state ideate da Dotdotdot, Carraro Lab, Clonwerk, Karmachina e Sganga.

All'esposizione museale permanente - estesa su due piani per un totale di 2.610 mq si aggiungerà uno spazio di 1.400 mq al terzo piano dedicato alle mostre temporanee, che spazieranno dalla fotografia, al design, all’arte, alla tecnologia. M9 è completato da un auditorium/cinema 4K e da quattro grandi spazi per gli eventi.

 


Festa dell’Architetto 2018

Sono stati assegnati oggi i Premi Architetto italiano 2018 e Giovane Talento dell’Architettura italiana 2018 che il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha bandito, con la rete degli ordini provinciali, in occasione della tradizionale Festa dell’Architetto.

Nella sua sesta edizione il Premio Architetto italiano è stato assegnato a Map Studio - di Francesco Magnani e Traudy Pelzel - per il progetto Tramway Terminal, la pensilina di capolinea del tram realizzata a Piazzale Roma a Venezia.

A colpire la giuria, presieduta dall’architetto Dominique Perrault, il linguaggio contemporaneo elegante e misurato che parla di ricerca tecnologica e studio del dettaglio. 

Il collettivo Orizzontale - di Giuseppe Grant, Margherita Manfra, Nasrin Mohiti Asli, Roberto Pantaleoni, Stefano Ragazzo - si è aggiudicato il Premio Giovane talento dell’Architettura italiana per Progetto 8 ½ situato a Roma.

Il progetto, complesso e maturo per linguaggio, forma e funzionalità, consiste nella costruzione mobile di uno spazio pubblico. L'uso creativo di materiali poveri accentua la freschezza di un'architettura polifunzionale che dà vita ad un luogo che è sia spazio di aggregazione che di gioco.

 

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha conferito alla Festa dell’Architetto 2018 la Medaglia del Presidente della Repubblica.

La Festa dell’Architetto 2018 è dedicata al tema Una comunità per l’Architettura che il Consiglio Nazionale ha scelto per sottolineare che avere uno spazio di vita migliore - e quindi architetture e paesaggi migliori, così come nuovi strumenti normativi per garantirli - rappresenti una necessità di tutti i cittadini. 

 

Sono state assegnate inoltre una serie di Menzioni d’Onore:

Per la categoria Opere di nuova costruzione a Roberto Mascazzini e Gino Guarnieri per il progetto Sei case in linea realizzato a Sesto S. Giovanni (Milano).

Per le Opere di restauro o recupero allo studio di architettura Bergmeisterwolf Architekten - di Gerd Bergmeister e Michaela Wolf - per il progetto della Cantina Hotel Pacherhof situato a Novacella-Varna (Bolzano).

A The perfect density, installazione progettata da Migliore + Servetto Architects - di Ico Migliore e Mara Servetto - è andata la Menzione d’Onore per le Opere di allestimento o di interni.

A Map Studio, vincitore del Premio Architetto italiano, quella per Opere in spazi aperti, infrastrutture e paesaggio.

Per le Opere di Design, inserite per la prima volta tra le categorie dei premi, la Menzione d’Onore è andata a Aris Architects - di Alberto Corrado, Francesca Zalla, Hani Chaouech - per il progetto Archetipo.

 

Una selezione dei progetti che hanno partecipato ai premi confluirà, come nelle scorse edizioni della Festa dell’Architetto, nella pubblicazione Yearbook.

 


Man de Milan

Man de Milan (Mani di Milano) è la collezione di arredi, complementi, rivestimenti e tessuti, ideata da Domenico Orefice e realizzata in collaborazione con artigiani lombardi, che si ispira, reinterpreta e valorizza gli archetipi visivi, i materiali e i mestieri che hanno plasmato la città.

Il progetto nasce all'interno della Fornace Curti, luogo storico del capoluogo lombardo, che oggi ospita nei suoi suggestivi spazi artigiani e artisti che lavorano fianco a fianco con tornitori e scultori.

 

Dalla tradizionale lavorazione dell’argilla nella fornace nasce Curti, la linea di piastrelle che si distingue per il disegno modulare a rombo da cui emerge la forma di una città e Salvadané che riprende la forma archetipa del salvadanaio. Dalla collaborazione con la falegnameria digitale D3Wood, che utilizza legno autoctono o di recupero nascono invece la libreria Mulino, ispirata alle macchine progettate da Leonardo, e il mobile Ringhiera ispirato alle tipiche case popolari milanesi.

A questi elementi si aggiungono il tappeto Nebbia, il cui pattern riproduce il cambiamento del fenomeno meteorologico negli anni, e il tavolino Zafferano, realizzato in resina e colorato, appunto, con lo zafferano.

 

Citando, attualizzando ed enfatizzando l'immaginario collettivo milanese, il progetto Man de Milan invita a riscoprire le lavorazioni locali, contaminandole con nuove tecnologie e nuovi materiali. Nascono così oggetti contemporanei dall’anima antica: un omaggio alle origini di Milano e alla sua sapienza artigianale e costruttiva, ma anche uno stimolo per la ricerca progettuale del futuro.

 

 


The Dedica Anthology

È stato lanciato ufficialmente The Dedica Anthology, il nuovo brand del settore dell’hôtellerie di lusso.

The Dedica Anthology lancia una sfida in un momento storico in evoluzione per il mondo dell'hospitality con l'obiettivo di reinterpretare la categoria luxury, creando luoghi suggestivi, connotati da rituali rilassanti, pensati per ospiti internazionali. 

 

Con headquarter a Milano e con un portfolio di sette proprietà storiche in Italia e in Europa, il brand combina un forte sense of placee, eredità del passato, con un’attitudine curated & contemporaryfocalizzata in modo intuitivo sull’esperienza dell’ospite.

The Dedica Anthology è composto daPalazzo Naiadi Roma, Palazzo Matteotti Milano, Grand Hotel dei Dogi aVenezia, New York Palace Budapest, Carlo IV Praga, Palazzo Gaddi Firenze Hotel Plaza Nizza, oltre all’Hotel Bellini Venezia, proprietà del brand.

Il nome Dedica - tributo - rappresenta l’arte della cura di un hotel riservata agli ospiti. Anthology è una collezione di storie uniche, che caratterizza ciascuna proprietà.

 

The Dedica Anthology avvia un progetto importante, con una robusta piattaforma finanziaria e un piano ambizioso di rinnovamento e di crescita. Nei prossimi 30 mesi il gruppo investirà un budget sostanziale per il restyling delle proprietà che comprende un progetto di interior design moderno e ricercato, il restauro e l’aggiornamento tecnologico dell’intero portfolio. L’Hotel Plaza di Nizza e Palazzo Gaddi a Firenze sono attualmente in fase di restauro, pronti ad accogliere gli ospiti agli inizi del 2020.

Il brand è guidato dal CEO Stephen Alden, riconosciuto a livello internazionale come un hotelier visionario, che ha creato un nuovo management team di professionisti qualificati.  

 

In occasione del debutto ufficiale, è stato presentato Dedica Reading, il magazine del brand, che racconta le suggestive storie degli hotel, in armonia tra contesto classico e design contemporaneo.

Seguirà nella primavera 2019 la creazione del Dedica Design Studio di Milano che definirà gli interior concept degli hotel e Dedica ‘for the Arts’, la piattaforma che supervisiona il restauro del palazzo rinascimentale di The Dedica Anthology a Firenze, inclusi i dipinti e gli affreschi della Scuola di Luca Giordano.

 

 


Scienza applicata

Le lastre ceramiche di grandi dimensioni e minimo spessore Laminam rivestono delle pareti interne dell’atrium della Delft University of Technology nei Paesi Bassi.

Il nuovo edificio della facoltà di scienze applicate è stato progettato da Ector Hoogstad Architecten pensando agli studenti e alle loro necessità.

L’atrium, immerso nel verde e arricchito di grandi iconografie sui toni rilassanti del blu e del verde, è il fulcro logistico e cuore sociale dell’intera struttura universitario: un’area pensata per favorire l’incontro tra gli studenti, costruita con una reception, zone studio e ampie sedute.

Per rivestire gli interni di questi ampi spazi, l'architetto ha scelto le grandi lastre ceramiche Laminam, nel formato 1000x3000 mm, spessore 3 mm con fibra di vetro applicata sul retro. Sono state privilegiate le nuance delicate della serie Collection, Cielo, Bianco e Fumo, applicate verticalmente nelle pareti e nel rivestimento esterno delle scale.  

 


Terrazza Calabritto a Milano

Il nuovo ristorante Terrazza Calabritto di Milano reinterpreta il barocco napoletano nel linguaggio rétro delle dimore borghesi meneghine.

Terrazza Calabritto, uno dei ristoranti più conosciuti e apprezzati di Napoli, è arrivato in viale Monte Grappa, portandosi dietro il fascino partenopeo.

Il progetto architettonico è curato da Francesca Faraone che nel 2013 si è occupata anche del restyling del locale napoletano. Il suo è stato un lavoro di colta interpretazione, in cui i codici stilistici del ristorante originario e i riferimenti al barocco napoletano sono stati tradotti per poter dialogare in armonia con la milanesità.

 

Sviluppati su una superficie di 180 metri quadrati, gli spazi milanesi di Terrazza Calabritto offrono agli ospiti diverse esperienze.

Il Crudo Cocktail Bar è una sintesi perfetta di milanesità e napoletanità: dalla parete specchiante al verde bottiglia dei rivestimenti in velluto degli sgabelli, dalla lucentezza satinata dell’ottone, al gioco di geometrie d’ispirazione rétro, fino al marmo Pinta Verde, rimando alla bellezza compositiva del Settecento napoletano.

Nella sala ristorante, il prezioso pavimento di marmo è realizzato con lastre in bianco di Carrara, in nero Marquinia, in giallo Siena e ripropone i tipici disegni che decorano gli interni delle suggestive chiese di Napoli.

Completamente affrescata da Massimiliano Mastronardi, la sala si trasforma in un giardino d’inverno, in cui dominano il giallo e il verde. L’atmosfera fresca e sofisticata del locale partenopeo arriva a Milano e raccoglie l’eredità stilistica degli architetti che, tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, hanno trasformato l’estetica del capoluogo lombardo, da Gio Ponti e Piero Portaluppi a Franco Albini e Osvaldo Borsani.

Nella veranda, con piante naturali e foglie dipinte, una struttura in vetro e ferro è arricchita da una fila di lampadine che reinterpreta la tradizione delle luminarie di paese e da un tendaggio in garza bianca che consente di inondare l’ambiente di una delicata luce diffusa.

 

 


Stella McCartney a Londra

Nella nuova boutique londinese di Stella McCartney700 metri quadrati nella celebre (e lussuosa) Old Bond Street, trovano espressione i valori che hanno reso il fashion brand il più eco-friendly al mondo. 

Vera protagonista dello spazio è infatti la sostenibilità. A cominciare dall'interior design del negozio, per il quale non sono stati utilizzati i materiali emblematici del mondo del lusso (come metalli preziosi, pietre e marmi), ma elementi fatti a mano, organici e sostenibili

In linea con la filosofia green che la contraddistingue, la stilista inglese per lo store ha scelto l'azienda italiana Bonaveri che, coniugando etica ed estetica, produce i primi manichini al mondo completamente biodegradabili.

Gli abiti di Stella McCartney sono infatti indossati da manichini in B Plast, una plastica naturale che deriva al 72% dalla canna da zucchero, verniciati con B Paint, la prima vernice naturale composta esclusivamente da sostanze organiche rinnovabili. Sia il bio polimero sia le finiture cromatiche sono biodegradabili, certificati Ok Biobased.

L'utilizzo di manichini in B Plast, inoltre, permette al fashion brand di ridurre del 24% le emissioni rispetto a quelle prodotte da un manichino in plastica di origine fossile.


Wonder Matera Design 2018

Grottole, Basilicata

dal 19 al 25 novembre 

 

Wonder Matera Design, quarta edizione del Matera Design Weekend, propone una settimana per lavorare insieme, per condividere le proprie esperienze e conoscenze e per collaborare alla realizzazione del progetto Wonder Grottole. Si tratta del primo festival di design dove non si partecipa per vedere progetti e realizzazioni di altri, ma si partecipa per lavorare e contribuire all'innovativo progetto.

I temi affrontati sono: orto/giardino, graffiti, ceramica, web & digital, festival del cinema, banca del tempo. Per partecipare basta inviate una email a info@materadesign.com e comunicare su quale tema si vuole lavorare e in quali giorni partecipare.

 

Wonder Grottole è un progetto sperimentale il cui obiettivo è di riqualificare il centro storico del borgo di Grottole, in Basilicata, a 30 km da Matera (Capitale Europea della Cultura 2019), grazie alla ristrutturazione di alcune case abbandonate e alla creazione di una nuova comunità che integra gli abitanti locali alle persone che arrivano da tutto il mondo.

Il borgo di Grottole ha origini preistoriche ed è uno straordinario esempio di come l’uomo sia riuscito ad adattarsi perfettamente al contesto naturale attraverso il design. Oggi, che sta vivendo una fase di spopolamento, Wonder Grottole lo ha trasformato in un luogo dove sperimentare, attraverso il design, processi, servizi e prodotti innovativi.

Wonder Grottole ha vinto il Community Tourism Programme di Airbnb, uno step importante che ha reso ancora più ambizioso il progetto e apre il territorio a una comunità sempre più globale e multiculturale.

 

A Wonder Matera Design partecipa ISIA - Istituto superiore per le industrie artistiche di Faenza per collaborare alle attività legate alla ceramica e al design. Saranno presenti John Thackara, Stefano Mirti, Andrea Paoletti, Andrea Mendoza, Fosca Salvi.

 


On Spaces

On Spaces è la prima monografia dedicata al lavoro di Duccio Grassi Architects, testimone della cultura italiana del progetto nel mondo.

Scritto e curato da Patrizia Catalano e pubblicato da Marsilio Editore, il volume raccoglie alcuni dei lavori più significativi dello studio, esaminandone la poetica architettonica.

 

Volume, luce, tailor made, purezza e materiali sono gli elementi fondamentali che distinguono l'approccio architettonico di Duccio Grassi, scandendo nel volume l'ordine concettuale con cui sono descritti i progetti, accompagnati da immagini inedite.

Esperto nel risolvere i problemi spaziali e strutturali dell'ambiente commerciale e nel conferire una propria cifra stilistica a ogni spazio, ma senza imporvi una propria estetica pre-determinata, lo studio ha ideato nel tempo un proprio metodo e vocabolario che è espressione di una peculiare attitudine.

 

“On Spaces è il risultato di un lavoro collettivo. Un’opera che si è data il tempo per essere pensata progettata e realizzata, selezionando con estrema cura ogni dettaglio, secondo il pensiero e la filosofia progettuale di Duccio Grassi. Dai temi portanti del volume, alle persone testimoni del percorso professionale di Grassi, dalla direzione artistica, al materiale fotografico, al racconto testuale, alla comunicazione. Un bel lavoro di gruppo, si diceva un tempo, un risultato da vedere e da leggere.” Commenta Patrizia Catalano.