Interni Magazine

Tema Centrale

C’è chi scende c’è chi sale

di Simona Spriano

Da quando l’interior design è salito a bordo, le scale hanno assunto un ruolo centrale nel progetto nautico, influenzando linee e layout degli yacht, fino a diventare veri e propri pezzi di design. Complici la tecnologia dei materiali che permette strutture aeree e l’illuminazione che ne esalta la presenza scenografica.

Da sempre nascoste dietro a paratie, non visibili dall’ingresso, usate per lo più per motivi di servizio e ovviamente per transitare da un ponte all’altro, oggi le scale di bordo sono sempre più spesso pezzi di design, luoghi da vivere e non solo più di passaggio. Per il cruising catch Nirvana del cantiere Vitters, ad esempio, la scala che collega salone e fly è l’elemento che riassume il concept del progetto. Sostenuta da due pannelli di vetro, ha gli scalini più bassi che si integrano nel mobile sottostante come se fossero ripiani. Un pezzo davvero raffinato, quasi invisibile. Molto vetro, e quindi ancora una volta una sensazione di leggerezza, è stato previsto anche da Giugiaro per la scalinata doppia all’ingresso del Tankoa S65 di cui ha curato gli interni. “L’articolazione degli spazi su una barca è molto difficile e le scale hanno sempre subito il contraccolpo d’essere in punti di risulta o comunque configurate in maniera condizionata”, spiega l’architetto Ivana Porfiri che ha realizzato anche gli interni del Codecasa Flying Dagger. “Dal momento in cui l’interior design d’origine residenziale è salito a bordo con un linguaggio progettuale, una scelta di materiali e di regole compositive più proprie dell’architettura che non della decorazione, questo ha portato nuovi segni e nuove soluzioni. Nella mia esperienza di progettazione a bordo la scala è fondamentale perché l’elemento di circolazione non può essere di risulta. Diventa una componente della progettazione che va oltre alla funzionalità e che deve restituire anche una qualità dei passaggi verso il dove si va e dal dove si viene. Le barche hanno un collegamento verticale esterno e interno importante. Nel Codecasa Flying Dagger non ho potuto usare la scala centrale; per ragioni di layout l’ho messa laterale. Questo slittamento è diventato completo con il risultato che il corpo-scala risulta essere totalmente a murata; in corrispondenza di questo spazio sono state realizzate delle aperture nello scafo che garantiscono un’illuminazione diffusa, molto naturale. Nonostante la sua collocazione laterale, di fatto, la scala appare molto aperta”. Così facendo, nel punto di arrivo l’architetto ha ottenuto l’ariosità del doppio piano e quindi una sensazione di spazio che normalmente a bordo non c’è per ovvie ragioni di limiti d’altezza degli ambienti. “La scala è un foro e quindi una possibilità di incrementare l’altezza” continua. L’architetto Porfiri evidenzia poi come a bordo il rapporto pedata/alzata non venga mai rispettato per ragioni di spazio e come i materiali debbano tenere conto che sulle barche si cammina scalzi ed essere quindi caldi e adatti all’uso.
A sovvertire invece l’abitudine d’avere la scala esterna tra fly e pozzetto e quella interna tra main e lower deck, ha pensato l’architetto Carlo Paladini curatore insieme all’architetto Galeazzi dell’Akhir 135 dei Cantieri di Pisa. “L’idea di averle riunite e portate fuori isolandole è davvero molto originale”, commenta quest’ultimo. “La scala è il percorso verticale per eccellenza e questa è una scala di tendenza. Nel sovrapporsi un po’ noioso dei ponti è l’elemento che li movimenta e li raccorda, permettendo talvolta di creare un’illuminazione dall’alto come sull’Akhir 153 ora in costruzione”. Lo stesso effetto di raccordo è stato realizzato da Ken Freivokh a bordo del Maltese Falcon di Perini Navi, dove un’ampia scala a chiocciola si snoda dal fly alle cabine, soluzione che lo stesso cantiere non ha previsto a bordo di Selene dove l’interna e l’esterna sono separate.
Sempre in esterno sono comparse scale che, dal sun deck, si srotolano fino alla spiaggietta, la più famosa delle quali è sicuramente la doppia laterale dell’ISA 480 Alexandar V. Interrotta ad ogni ponte per ragioni pratiche, ma soprattutto di sicurezza, ha il potere di incorniciare l’intera poppa per tutta l’altezza. Scenica anche la scalinata di poppa dell’Ocean Emerald di Norman Foster realizzato dai cantieri navali Rodriguez che però, sempre interrotta ad ogni ponte, è a tutta larghezza. “La scala esterna segue le linee curve della sovrastruttura, massimizzando lo spazio disponibile delle terrazze ed enfatizzando le forme curve dello yacht”, spiega Lord Foster. A bordo dello stesso, sempre in esterno, spiazza invece la discesa di prua utile per l’accesso alla zona di servizio. Al posto delle due classiche scalette laterali, anche a bordo del Fashion 116’ è stata realizzata una scala a tutta larghezza che conferisce una sensazione di ampiezza e apertura più usuale sugli scali a vela. Scale da esibire, quindi, occasioni d’illuminazione, d’ariosità, di accentuazione delle linee e di sperimentazione di materiali. Scale mai più nascoste, questa è la tendenza.


 



Chrisco, sloop di 30 metri costruito dai cantieri CNB di Bordeaux su progetto navale di Luca Brenta & C. Yacht Design e progetto degli interni di Wetzels Brown Partners.

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