Interni Magazine

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Architetture d'interni

Barvikha Hotel

progetto di Antonio Citterio and Partners
Antonio Citterio e Patricia Viel
foto di Yuri Palmin/courtesy Barvikha Hotel
testo di Matteo Vercelloni

Nell’esclusivo suburbio di Barvikha, ad est di Mosca, un nuovo resort hotel con SPA che si pone come primo tassello di fondazione del Mercury Luxury Village, un progetto che prevede una nuova zona commerciale, scandita da volumi lignei di sapore contemporaneo, in grado di offrire alle ville distribuite nei boschi di betulle una sorta di ‘strada del lusso’ dei marchi europei. In questo quadro, il nuovo hotel si pone come terminale prospettico, landmark di un quartiere che ancora non c’è.

Barvikha è un suburbio caratterizzato dalla mancanza di un disegno urbano di riferimento e dalla sommatoria di esclusive ville calate tra gli alberi e caratterizzate da un eclettismo radicale, in cui alla ricca tradizione della dacia di legno si sommano pastiche storicisti tesi verso la creazione di un fragile monumentalismo in stile, declinato secondo i gusti della committenza. All’interno di questo episodio di urbanizzazione in fieri si colloca l’operazione del Mercury Luxury Village che segue la vettorialità di ‘fare città’, di dare un centro ad un quartiere che non ce l’ha, cresciuto per sommatoria di episodi distinti. All’opulenza delle ville e all’elevato target dei loro proprietari l’idea del progetto è da ricercare in un lusso declinato secondo modelli architettonici contemporanei, organizzati nella tipologia del viale, del percorso commerciale di alta gamma, che trova in uno spazio polifunzionale espositivo e nel resort hotel, che presentiamo in queste pagine, gli elementi conclusivi dal punto di vista del disegno urbano. Della tradizione russa dell’architettura di legno l’hotel, come le future costruzioni che formeranno la strada del lusso, riprende il solo materiale chiamato a scandire in modo convincente l’intera immagine dell’edificio, rifiutando apertamente ogni cedimento stilistico e ogni mimetismo nostalgico. Grazie alla disposizione di tavole in parallelo a formare una fitta trama listellare o porzioni completamente cieche, l’hotel si offre come un volume netto e ben riconoscibile, sviluppato su tre livelli più uno interrato intorno ad una corte a giardino. Il volume d’insieme segue la forma rettangolare, che ricorda quella dell’isolato della città europea, con un lato inclinato che rende più articolata la soluzione compositiva. Al carattere monomaterico della ‘pelle architettonica’ ottenuto dall’impiego del legno si affiancano le vetrate verdi del giardino d’inverno che segnano a livello stradale il basamento del fronte, in cui è posizionato l’ingresso. Questo si apre su una prima zona di accoglienza con grandi divani circolari in cui domina un imponente camino geometrico sospeso, rivestito con lastre metalliche, che scende dal soffitto per trovare il suo elemento complementare in un’ampia lastra di ardesia sollevata da terra dove è disposta la legna da ardere. Il forte ed essenziale volume, ripetuto in altra dimensione nella hall adiacente, si offre in controluce rispetto alla vetrata che si affaccia sulla corte-giardino interna, sottolineando così la sua figura e dimensione. Il legno prosegue dalle facciate anche nell’interno, sulle pavimentazioni, specchiandosi a volte nell’impiego a soffitto e per alcuni brani parietali in curva che si affiancano a quelli rivestiti in pietra. L’accogliente e avvolgente atmosfera degli ampi spazi della hall è così contenuta da due episodi di paesaggio: dal verde del cuore en plein air centrale dell’edificio e dall’invenzione dello schermo-giardino d’inverno del fronte ingresso. La vetrata prosegue con minore altezza anche sul fronte laterale, in modo da rendere sospeso il fronte ligneo in leggero aggetto, che acquista maggiore enfasi, per poi raccordarsi a quella della SPA con piscina coperta che accoglie al suo interno vasche quadrangolari idromassaggio pensate come piccole isole architettoniche. La SPA ricavata al piano interrato si affaccia su un muro di pietra controterra, staccato dall’edificio e realizzato grazie ad un taglio verticale dove si raccordano riusciti movimenti del terreno trattato a prato in cui si sviluppa una scala rivestita con lo stesso materiale lapideo.
Le camere – tutte di generosa dimensione (circa 65 mq di media) con zona letto e living, cabina per massaggi e trattamenti – garantiscono la massima privacy anche grazie alla soluzione di facciata con le tavole lignee poste come ritmate lamelle verticali in grado di rettificare in chiave unitaria le rientranze dei fronti e per schermare la vista dall’esterno verso i terrazzi privati, pensati come diretta estensione dello spazio interno.


 





n. 596 novembre


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