Interni Magazine

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I progettisti

Mario Nanni

Mario Nanni

‘Ciò che è stato costruito senza passione, verrà vissuto senza piacere’. Ho lasciato questa mia firma alla parete di luce che ho realizzato da poco per la nuova sede della Fondazione Biennale di Venezia a Cà Giustinian. Ritengo che questo pensiero sia la vera strada da perseguire per superare quello che ormai tutti definiscono ‘un difficile momento storico’. È la voglia di sporcarsi le mani lavorando che fa la differenza. Il mondo del design e soprattutto il ruolo del designer sta cambiando perché una volta c’era più conoscenza della materia, dell’artigianalità; oggi troppo spesso ci si concentra sulla tecnologia avanzata, esasperandola, riducendola ad un esercizio di stile, spesso senza usarla per una vera necessità. Il designer deve tornare a progettare le cose per risolvere dei problemi: quelli di carattere pratico, creando oggetti capaci di agevolare azioni, pensieri e sensazioni. La ricerca, la sperimentazione e l’innovazione devono portare a uno sviluppo cosciente dei progetti, a un’evoluzione di pensiero, a un percorso sempre più distante dalla perdita di identità a cui molte aziende vanno incontro. Copiare non è progettare; affidarsi ai nomi conosciuti del design non è necessariamente la strada migliore per imporsi sul mercato. Bisogna avere la forza e il coraggio di affrontare temi nuovi, non basta studiare in grandi scuole, ma bisogna anche osservare il mondo che ci circonda per lasciare le tracce dei nostri pensieri.

 



DESIGNthinking Il design come attitudine progettuale. 300 protagonisti del design system. Le strategie: innovazioni e sfide per il futuro.

n. 594 settembre


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