Barber Osgerby
“Le crisi, come questa, giungono più o meno ogni 12 anni, verso la fine di quello che si può chiamare il periodo del boom, quando le cose tendono a sfuggire di mano e si vede in giro molto design stravagante, lussuoso, isolato, come un mondo racchiuso in una bolla a sé stante. Noi non progettiamo in questo modo. Ci piace guardare avanti, vorremmo che tutto quello che realizziamo ora sopravvivesse alle prossime due o tre crisi. Il momento attuale avrà probabilmente effetti positivi, perché negli ultimi quattro o cinque anni si è prodotto troppo che non rientra nella sfera di un design realistico e intelligente. È un nonsense. È troppo facile produrre oggetti che non hanno alcuna rilevanza per la vita quotidiana. È andato un po’ fuori controllo anche il design artistico che è molto interessante, ma va collocato nell’ambito della sperimentazione, per testare quello che non si può fare quando si lavora per la produzione. Il design influenza innovazione e trasformazione, ma bisogna collaborare con un’azienda disposta a favorire il progresso in tutti i campi. Nei processi, nei materiali, nelle tipologie. Il designer può spingere, ma deve avere il sostegno del produttore”.