di Rosa Tessa
Generazioni di imprenditori a confronto. Il “saper fare” italiano è un mix speciale difficile da etichettare. È un modello di business, un territorio, un modo di vivere. È un insieme di prodotti buoni e bellissimi. Da tramandare, rinnovare, inventare, far conoscere...Abbiamo sentito una quarantina di voci rappresentative del design italiano e messo a confronto le idee dei padri e delle madri con quelle dei figli. Ne è scaturito un dialogo interessante sui cambiamenti che le aziende stanno affrontando per rispondere alle difficoltà e alle sfide di questa complicata crisi mondiale. L’impressione è che le protagoniste dell’industria del design italiano siano in pieno fermento. Stanno nascendo nuove generazioni di prodotti, si stanno razionalizzando i processi industriali, stanno aumentando gli investimenti sulla rete retail, diretta e indiretta, grandi energie e denari sono profusi nei mercati internazionali più interessanti. E c’è un focus, mai visto prima, su come raccontarsi ai clienti e ai consumatori, anche attraverso uno strumento così tradizionale come la bella biografia per spiegare chi si è, da dove si viene, quali sono le proprie eccellenze e come le si realizza. La piccola e media imprenditoria italiana dà l’idea di essere molto reattiva e inventiva – non si smentisce, quindi – soprattutto nelle situazioni più complicate.