Interni Magazine

« back

next »

Editoriale

Editoriale

di Gilda Bojardi

Sotto il segno di un’adrenalica carica di energia creativa: così è nato il nostro numero novembrino che snocciola in apertura una rassegna dei più recenti hotel di design realizzati nel mondo. Siamo di casa a Mosca con Antonio Citterio, a Gerusalemme con Piero Lissoni, a Edimburgo con Matteo Thun, a Singapore con WOHA e la qualità del progetto italiano all’interno del sistema di hotellerie internazionale la dice lunga sul suo stato di salute. Ma le sorprese positive continuano, guardando cosa fanno i giovani creativi in Giappone o meglio come lavorano gli architetti emergenti nipponici che dialogano con paesaggi e con contesti talvolta complessi e non sempre ospitali, in modo dinamico e propositivo. La testimonianza che se la ‘grande architettura’ nel Paese del Sol Levante è in declino (pare che con le nuove regole edilizie sia diventato molto problematico sperimentare, oltre l’architettura promozionale dei grandi marchi d’alta moda) ci sono altri percorsi per abitare la casa e la città del Duemila con contenuti e valore. Perché il glossario della ricerca progettuale più innovativa si declina con tre parole-chiave: libertà, flessibilità, giocosità. A 360°. Così il design può essere anche esplosivo, come suggerisce il nostro osservatorio sugli ‘Oggetti atomici’: “non più forme definite ma libere aggregazioni di particelle che sembrano pronte a cambiare aspetto in ogni momento”. È indice di libertà. Così l’intreccio di un tessuto, ma anche di altri materiali (vetro, plastica o metallo) può indicare un nuovo trend di forte manualità. È indice di flessibilità. E se dal filo colorato degli scoubidou ‘germogliano’ oggetti che sono pensieri e poesie nel lavoro di Nicoletta Morozzi, anche gli uccelli e i loro virtuosismi assurgono a icona internazionale del design. Sono indizi di giocosità. C’è poi Ozzy, un orsetto di peluche curioso che ci ha accompagnato alla scoperta dei divani più nuovi e confortevoli. E ci sono piccoli toys che sono stati scelti come punteggiatura fotografica per ‘rinfrescare’ l’immagine di prodotti in serie limitata e non. Forse guardare per un attimo le cose con gli occhi incantati dei bambini aiuta. Quantomeno a recuperare una dose di buon umore, necessario di questi tempi.            
Gilda Bojardi

 





n. 596 novembre


ADVERTISEMENT