di Gilda Bojardi
Perché lo abbiamo intitolato “Design Thinking”?Questo lo ‘slogan’ che abbiamo scelto per il numero di settembre 2009, un numero tutto speciale – che ambisce a rimanere nelle librerie dei nostri lettori – che si prefigge di mettere in luce i progetti, le strategie e le innovazioni che i protagonisti del design system italiano stanno ponendo in essere per affrontare la grande sfida del cambiamento attuale. Perché lo abbiamo intitolato “Design Thinking”? Perché ci piace credere al design come attitudine progettuale diffusa, come metodo e forma mentis di una società sempre più complessa in cui i ruoli e i titoli perdono progressivamente importanza a favore della partecipazione e della condivisione del progetto del domani. In questa prospettiva, non più tarata sulle esigenze dell’oggi bensì su una visione del futuro a medio e lungo termine, ci è sembrato interessante fermarci per un istante ed esimerci per una volta dalla consueta rassegna di prodotti-novità dell’appuntamento di settembre. Abbiamo pensato invece a un numero di riflessione che potesse raccogliere i pensieri di tutti i rappresentanti della famiglia allargata del design – progettisti, imprenditori, distributori – per l’occasione invitati a esprimersi sulle grandi tematiche della contemporaneità.
Perché ci piace credere al design come attitudine progettuale diffusa, come metodo e forma mentis di una società sempre più complessa in cui i ruoli e i titoli perdono progressivamente importanza a favore della partecipazione e della condivisione del progetto del domani.