Lo spazio malato?
realizzazione Resal e Tillmanns
GAETANO PESCE, nato a La Spezia nel 1939, si è laureato in architettura a Venezia. Ha vissuto a Padova, Venezia, Londra, Helsinki, Parigi e, dal 1980, vive a New York, dove svolge la sua attività di architetto, urbanista, progettista di interni e designer. È stato conferenziere e visiting professor in molte prestigiose istituzioni in America e all’estero, inclusa la Cooper Union a New York, ed è stato membro di facoltà all’Institut d'Architecture et d'Etudes Urbaines di Strasburgo, in Francia. Ha lavorato anche in Italia, Germania, Belgio, Giappone, Stati Uniti e Brasile.
La sua produzione, che comprende anche performance e opere artistiche, è stata oggetto di numerose pubblicazioni e mostre e molti dei suoi progetti fanno parte delle collezioni permanenti dei più importanti musei del mondo. Nel 1996 gli è stata dedicata una retrospettiva al Centre Georges Pompidou di Parigi, cui si è aggiunta, in tempi più recenti, la mostra antologica alla Triennale di Milano (2005). Nel 1993 ha ricevuto l’autorevole Chrysler Award per l’Innovazione e il Design. Ciò che caratterizza le realizzazioni più note di Pesce è l’aspetto figurativo unito alla qualità artigianale. Fra queste Les Halles (1979) a Parigi e il Lingotto a Torino (1983); la Casa dei Bambini per il Parc de la Villette a Parigi (1985); l’Organic Building di Osaka (1989-1993); la Galleria d’Arte di Knokke-le-Zoute in Belgio (1994); la sede di Manhattan dell’agenzia pubblicitaria TWBA/Chiat Day (1995). In queste, come in tutte le sue opere, l’architetto ha espresso il principio guida secondo cui il modernismo, più che uno stile, è un metodo per interpretare il presente e presagire un futuro in cui l’individualità viene preservata e celebrata. A proposito del suo lavoro ha detto: “Negli ultimi 30 anni, ho cercato di ridare all’architettura la sua capacità di essere ‘utile’, citando immagini figurative riconoscibili, associate alla vita di strada e alla cultura popolare, e producendo nuove tipologie. Mi sforzo di cercare nuovi materiali che si adattino alla logica della costruzione, creando allo stesso tempo opere che soddisfino bisogni reali. L’architettura recente ha dato per lo più risultati freddi, anonimi, monolitici, antisettici, standardizzati, che non costituiscono una vera fonte di ispirazione. Ho cercato di comunicare sentimenti di sorpresa, scoperta, ottimismo e originalità”.