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Studio Azzurro

Mulini a voce

di Studio Azzurro

Concept
“Dove, sono i giganti?” disse Sancho Panza. “Quelli che vedi laggiù”, rispose il padrone, “con quelle braccia sì lunghe, che taluno d'essi le ha come di due leghe”. “Guardi bene la signoria vostra”, soggiunse Sancho, “che quelli che colà si discoprono non sono altrimenti giganti, ma mulini da vento, e quelle che le paiono braccia sono le pale delle ruote, che percosse dal vento, fanno girare la macina del mulino”.

“Ben si conosce”, disse don Chisciotte, “che non sei pratico di avventure; quelli sono giganti, e se ne temi, fatti in disparte e mettiti in orazione mentre io vado ad entrar con essi in fiera e disugual tenzone”. Detto questo, diede de' sproni a Ronzinante, senza badare al suo scudiere, il quale continuava ad avvertirlo che erano mulini da vento e non giganti, quelli che andava ad assaltare.
(Miguel de Cervantes Saavedra, Don Chisciotte della Mancia, Tomo 1, capitolo otto)

Scagliarsi contro i mulini a vento, simili a giganti, è uno sforzo che potrebbe risultare inutile, forse fatale. Non rimangono che le parole. Le parole ci raccontano di storie lontane in un idioma che ci è vicino, una lingua trattenuta dagli echi dell’architettura che l’ha ascoltata come un orecchio silenzioso. Il tessuto di cui sono fatti gli schermi è simile a quello di tende che si aprono e chiudono, che si muovono al vento, trattengono le parole, fermano le immagini che l’aria trasporta. Sono le parole di conquistatori conquistati, abitanti della città che ascolta. Un grande spazio all’aperto, un luogo sospeso, dove l’aria gioca e disegna le cose. Le parole si trasformano in bisbiglio, il bisbiglio in soffio, il soffio è quello del vento e delle parole, capace di produrre energia. Il soffio con le parole è la forza che muove le pale del mulino. La forza del vento si attenua e si spegne quando il bisbiglio ritorna parola. Il cigolio del mulino, delle sue pale, si arresta e nel silenzio lo ascoltiamo farsi racconto. Ecco, il ciclo si ripete!

Progetto

19 arcate del Loggiato Est 1° piano sono interessate da proiezioni di luce. Nelle 9 arcate centrali vengono proiettate, senza soluzione di continuità, immagini di mulini a vento, personaggi del Don Chisciotte, ma anche fonti di energia pulita e sostenibile. Nelle 10 rimanenti arcate, collocate alle estremità del loggiato e divise in due sezioni da cinque arcate ciascuna, le proiezioni rimandano ombre in movimento di girandole per bambini. L’installazione è composta da materiali di varia natura assemblati liberamente: sofisticati oggetti tecnologici, materiali naturali quali legno, tessuto e carta, semplici oggetti di uso quotidiano.

 

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