di Lot-Ek
realizzazione Technogel
Concept
Azzurra, fluttuante nell’aria, morbida e traslucida, questa installazione (un cubo sostenuto da un’impalcatura che si aggrappa all’edificio storico) è un ‘intruso’ colorato e luminoso nel cortile d’onore della Ca’ Granda. Di “verde” ha l’energia che la illumina (LED a basso consumo alimentati da pannelli solari), la struttura del ponteggio/architettura, riutilizzabile all’infinito; il Technogel, il materiale gelatinoso di cui è fatta, un morbido poliuretano ottenuto senza l’utilizzo di plastificanti. L’esperienza sensoriale del visitatore, direttamente legata alla morbida consistenza delle superfici del cubo, è fondamentale per l’esplorazione dello spazio: il pavimento è piacevole al tatto, le pareti fluttuanti, la luce soffusa.
Progetto
Il telaio della struttura è costituito da tubi innocenti, un ponteggio che diventa struttura portante, architettura; vari strati di materiali plastici/gelatinosi, morbidi al tatto e alla vista, formano l’involucro del cubo. Le pareti sono formate da un materiale gelatinoso azzurro montato su pannelli di policarbonato rivestiti poi all’esterno da un telo di plastica blu. Il pavimento e il soffitto sono costituiti dallo stesso materiale gelatinoso montato su gomma piuma per accentuare l’effetto di morbidezza dell’esperienza spaziale.
L’accesso al cubo avviene attraverso una scala metallica all’interno del ponteggio che porta direttamente nel ventre della struttura.
L’illuminazione LED a basso consumo energetico corre lungo i tubi interni allo spazio creando una griglia di luce tridimensionale che definisce un spazio grafico. Dalle pareti traslucide la luce arriva all’esterno, morbida, evanescente. L’illuminazione è alimentata da un sistema di pannelli fotovoltaici posizionati in copertura.
Technogel
Technogel è un poliuretano morbido ma compatto, ottenuto senza l’utilizzo di plastificanti, in grado di stupire nell’installazione artistica, per il suo incredibile aspetto, nel quotidiano, per l’eccezionale comfort che riesce a garantire in una sella da bicicletta, una sedia d’ufficio, un paio di scarpe, un accessorio per PC, un poggiatesta per vasca idromassaggio, un materasso o un guanciale. Anche il legame con il mondo dell’arte e della provocazione è forte e unico in Technogel: dagli “Aliens” di Mariko Mori all’”Obsolete Obscenity” di Philippe Starck (nell’ambito dell’evento di Interni del 2000), passando per il “Gumi Bath” di Astrid Klein e Mark Dytham (Interni, 2002) e le installazioni nel Second Stage Theater di New York, come nel Prada Epicentrum di New York progettato da Rem Koolhaas, dalla “Stanza di Mosca” di Gaetano Pesce (2007) alle realizzazioni di Karim Rashid, molti sono i segni indelebili lasciati nel mondo dell’arte da questo speciale gel.