Interni Magazine

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Gaetano Pesce

Lo spazio malato?

di Gaetano Pesce
realizzazione Resal e Tillmanns

Concept
“Il progetto pensato per Interni quest'anno porta il nome di: ‘Lo spazio malato?’: chi visiterà il padiglione avrà l’impressione di trovarsi all’interno di un arto bendato. Il titolo suggerisce anche che è malato lo spazio che respiriamo, l'aria che ci fa vivere e l'atmosfera che protegge il nostro pianeta. Un lavoro che si riferisce al grave problema dell'inquinamento, sottintendendo che quando si dichiara che qualcuno o qualche cosa sono ammalati e già un buon punto di partenza per cercare e trovare i metodi e le cure per la possibile guarigione” scrive Gaetano Pesce. “Da tempo denuncio che quella che comunemente chiamiamo architettura contemporanea appartiene invece al settore edilizio. Gli edifici di nuova realizzazione, anche quelli concepiti dai più prestigiosi architetti del momento, si configura al massimo come un ennesimo esercizio di forma e di stile. Nel gran numero dei casi queste produzioni non possiedono le caratteristiche di autentiche ed originali innovazioni che le farebbero appartenere alla categoria architettonica. L’Architettura si realizza attraverso il raggiungimento di tre fattori imprescindibili: originalità del linguaggio, uso di nuovi processi costruttivi e utilizzo di nuovi materiali. Quanto appena affermato è difficilmente riconoscibile nella produzione ‘architettonica’ attuale”.

Progetto
“Lo spazio malato?” è un’installazione di dimensioni 6 x 6 x altezza 6 metri che contiene una stanza più piccola di 5 x 5 x altezza 5 metri. I due contenitori architettonici sono realizzati con strisce orizzontali di garza di tipo medicale che fascia i volumi interni e viene successivamente irrigidita con poliurene spruzzato. La struttura portante è interamente realizzata in resina poliuretanica trasparente. L’interno della stanza è arredato con un letto e due sedie per uso ospedaliero e delle lampade diffondono la loro luce sulle pareti di garza trasformando l’installazione in un oggetto luminoso fuoriscala.

Resal
In occasione della manifestazione Green Energy Design, la Resal, da sempre attenta al problema dell’ecocompatibilità, si è impegnata a trovare e a fornire i materiali necessari per la costruzione ideata dall’arch. Gaetano Pesce. La ricerca dei materiali consoni a questo tipo di utilizzo ha portato all’impiego di un sistema poliuretanico/poliureico - che produce un elastomero completamente trasparente, molto duro, resistente all’esterno, ai graffi, all’azione della luce e agli agenti atmosferici - basato su prodotti non tossici. In particolare sono stati utilizzati resine e indurenti, formulati dalla Resal, su materie prime della Bayer MaterialScience. Il tipo di indurente impiegato è un isocianato alifatico, non tossico, con un tasso di VOC (sostanze organiche volatili) pari a zero. Anche la parte resina è a base di materiali non tossici e con VOC pari a zero. Questi particolari materiali riducono notevolmente l’impatto ambientale e vanno incontro alle esigenze dei designer, sempre alla ricerca di nuove modalità espressive.

 

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